Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

La maggioranza vota il condono Ici e delle affissioni. Scadenza a ottobre

Il Consiglio comunale ha dato via libera alla delibera preparata dall'assessore Monosi, che ha ricordato il successo dell'analoga operazione sulla Tarsu. Ma la minoranza ribadisce la sua contrarietà sul piano politico e su quello giuridico

Un momento dell'odierno dibattito in aula.

LECCE – Via libera dal consiglio comunale al condono Ici e della tassa per le affissioni pubbliche e la pubblicità. Destinatari tutti coloro che non hanno pagato totalmente o parzialmente le relative imposte dal 2007 al 2012, ma rispetto ai quali non sia stata già avviata un’azione di accertamento. Gli evasori si dovranno mettere in regola presentando apposita richiesta all’ufficio Tributi dal primo agosto al 31 ottobre 2013. E’ prevista la possibilità di rateizzare - per chi deve pagare più di 250 euro - secondo questi parametri: se la somma dovuta va da 250 euro a 500 euro in 6 rate mensili; fino a 2500 euro in 12 rate mensili; fino a 5000 euro in 18 rate mensili; fino a 25000 euro in 36 rate e, infine, oltre quella cifra fino a 60 rate.

L’assessore al Bilancio, Attilio Monosi, che aveva già annunciato le nuove manovre di finanza straordinaria nelle scorse settimane, ha ribadito il successo, definendolo “esaltante”,  del condono Tarsu appena scaduto, specificando che il gettito è andato ben oltre i due milioni previsti, arrivando a sfiorare i tre.

La minoranza ha ribadito la contrarietà al condono, confermando anche tutte le perplessità dal punto di vista giuridico sulla liceità dell’operazione. Antonio Torricelli, del Pd, ha affermato che la giurisprudenza è costante, sancita tanto dalla Corte dei Conti di varie regioni tra cui la Puglia, quanto dalla Cassazione: dopo la legge 289 del 2002 (sui condoni fiscali) non si potrebbero fare condoni riferiti ad obblighi tributari degli anni successivi né il Comune potrebbe esercitare la sua autonoma potestà di emanare regolamenti dopo l’importante sentenza del luglio del 2012 della Suprema Corte. Cosa che invece ha fatto e che potrebbe spingere i giudici a disapplicare il condono per carenza di potere dell’amministrazione.

Il dibattito in aula, insomma, ha ricalcato quello già emerso lo scorso anno per il condono Tarsu. A novembre fu una nota interpretativa del ministero dell’Economia a togliere le castagne dal fuoco all’assessore Monosi, ma quel parere, secondo Torricelli, non può in nessun caso derogare alle sentenza della Corte di Cassazione  che è il massimo organo di legittimità nell’interpretazione della legge e che è valso già a negare condoni ad altre amministrazioni italiane.

Il vice presidente del consiglio ha anche preannunciato l’invio di una segnalazione alla Corte dei Conti pugliese, alla quale comunque l’amministrazione deve inviare l’atto deliberativo approvato con 15 voti favorevoli e cinque contrari. Il condono sulle affissioni pubbliche e sulle pubblicità è passata con 14 voti: si è astenuto Angelo Tondo del Pdl.

Il consiglio comunale è stato sciolto, per mancanza del numero legale, poco prima delle 14, quando già la diretta web era “caduta” da un po’. Le varie mozioni all’ordine del giorno sono state rinviate alla prossima seduta: tra queste quella di Lecce Bene Comune sulla strada regionale 8. In un clima di smobilitazione generale Carlo Salvemini si è chiesto se fosse il caso di illustrare la mozione che aveva preparato, convenendo poi con il presidente Pagliaro l’aggiornamento, essendo tra l’altro andati via l’assessore all’Urbanistica, Severo Martini, e il dirigente di settore, Gino Maniglio, sostanzialmente gli interlocutori interessati.

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