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Bilancio 2017 approvato dalla sola maggioranza. Il sindaco: "Per metà è vostro"

Approvato il rendiconto di gestione per l'anno che ha visto il centrodestra al governo fino a giugno. In aula Monosi contesta alcune scelte di indirizzo

Foto d'archivio.

LECCE - Il bilancio consuntivo del Comune di Lecce per il 2017 è stato approvato con 17 voti favorevoli e 10 contrari (nessun astenuto), nell'odierna seduta del consiglio comunale che ha visto il ritorno di Severo Martini al posto di Mauro Giliberti, dimessosi recentemente. L'ex assessore della giunta Perrone ha comunicato la sua adesione a Forza Italia.

Il sindaco, Carlo Salvemini, nella sua esposizione ha confermato le criticità note oramai da molti anni, a partire dalla difficoltà di riscuotere i crediti: ammontano infatti a oltre 70milioni di euro le poste che Palazzo Carafa molto difficilmente incasserà - i cosiddetti crediti di dubbia esigibilità -: una cifra enorme che innesca un effetto domino negativo sulla liquidità. Rispetto al 2017, ad esempio, il ricorso alle anticipazioni di tesoreria è passato da 9 a 17 milioni di euro e ci sono voluti 138 giorni in media per pagare le fatture, 22 in più dell'anno precedente.

Il quadro, ha spiegato il primo cittadino, consente margini di manovra molto risicati anche alla luce del piano di rientro dal deficit di 48 milioni di euro, definito nel 2015, che prevede il taglio ogni anno e fino al 2044 di un milione e 600mila euro. Trattandosi di un bilancio che per metà anno riguarda la gestione del centrodestra, Salvemini ha chiesto un'assunzione di responsabilità alla minoranza da dimostrare con un voto favorevole. 

Così non è stato e Attilio Monosi, ex assessore al Bilancio, dopo l'intervento del collega di minoranza Bernardo Monticelli si è incaricato di contestare non i parametri economici del documento ma le scelte politiche che indirizzano i tecnici in una direzione piuttosto che in un'altra: "Per quanto possa essere demonizzato - ha dichiarato in un passaggio - il nostro piano delle alienazioni ha consentito all'ente di avere un effetto ammortizzatore della liquidità: se io vendo un immobile, posso ricaverne risorse tali da diminuire l'accesso al credito". Pur riconoscendo le strettoie cui l'ente è costretto, Monosi ha comunque rimarcato alcune scelte che non ha condiviso: "Lo stress fiscale cui sono sottoposti gli italiani e anche i contribuenti leccesi è tale che si deve fare in modo di conciliare i provvedimenti politici e tradurli in atti che accompagnino la riscossione dei tributi. Se invece questa amministrazione inasprisce le regole del pagamento rateale portando la soglia minima di accesso al beneficio da 100 a 500 euro, significa che non si sta facendo un buon servizio al cittadino". 

Per la maggioranza sono intervenuti Antonio Torricelli, del Pd, e Gabriele Molendini, capogruppo di Lecce Città Pubblica: "Mi rendo conto - ha replicato quest'ultimo - che non sarà possibile risanare in poco tempo un bilancio disastrato, altro che inattaccabile come si andava dicendo. Sicuramente si segnerà quell’inversione di tendenza avendo cura di considerare i conti e i bilancio con una attenzione rigorosa, perché se non si pone argine alla gestione dissennata degli anni precedenti, questo ente che si è salvato per il rotto dalla cuffia dalla dichiarazione di pre-dissesto, non potrebbe avere nessuna altra via da seguire. Lo faremo con pazienza, mi sembra singolare che ci chiediate di fare tutto in pochi mesi proprio voi che in venti anni avete prodotto questo disastro”.

L'ultimo a prendere la parola prima del voto è stato il sindaco: "Io vengo giudicato in qualità di capo dell'amministrazione come un abile comunicatore - che è cosa diversa dalla propaganda - ma credo che possiate convenire che in questi mesi di lavoro al servizio per la città e durante la campagna elettorale non abbia mai sventolato nessun allarme sulla tenuta dei conti pubblici né sulla gestione del bilancio del Comune di Lecce, né oggi son voluto salire sul podio per rivendicare una presunta capacità di preveggenza e additare le responsabilità di chi mi ha preceduto. Nonostante questo atteggiamento, che secondo me è di responsabilità politica, vengo anche oggi attaccato perché ritenuto responsabile di quello che oggi siamo chiamati ad approvare. Quello che vediamo oggi scaturisce a valle di operazioni straordinarie e non più ripetibili che hanno consentito alla precedente amministrazione comunale di disporre di cento milioni di euro, eppure oggi ci misuriamo ancora con questi risultati: non vi chiedo di sottrarvii al giudizio politico, ma datemi un contributo, un segnale di responsabilità".

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