Provincia, via libera al conto consuntivo del 2013: “Un esempio per tutta Italia”

Il consiglio ha approvato con 19 voti il rendiconto sulla gestione finanziaria. Semaforo verde anche per il Piano di bacino del trasporto pubblico locale e per l'utilizzazione a fini economici di Palazzo Comi, a Lucugnano, e del Circolo cittadino

Il presidente della Provincia, Antonio Gabellone.

LECCE – Il consiglio provinciale si è riunito a Palazzo dei Celestini. Il primo punto all’ordine del giorno è stato l’approvazione, con 19 voti favorevoli e 4 contrari, del conto consuntivo del 2013.

“Il 2013 della Provincia di Lecce – ha ricordato il presidente, Antonio Gabellone - è utile riportarlo nel contesto di tutte le Province italiane. Un anno difficilissimo: due Province hanno dichiarato il dissesto; cinque hanno richiesto il Piano di riequilibrio, in pratica un predissesto; otto non hanno rispettato il Patto di s. In pratica il 2013 si è rivelato come l’anno peggiore per le Province italiane, non solo per la legge che ne prevede la modifica. Per la Provincia di Lecce il 2012 era stato definito l’anno del consolidamento dei risultati. Poteva tuttavia sorgere il legittimo dubbio che i risultati fossero dovuti a fortunosi eventi eccezionali. Il 2013 conferma quanto di buono era stato espresso nell’anno precedente”.

Nel corso della relazione sull’argomento, l’assessore provinciale ai Servizi finanziari, Silvano Macculli ha fatto presente come “in termini di risultato di amministrazione, il 2013 si chiude con un avanzo libero pari a 251mila 327 euro. Avere per tre anni consecutivi un avanzo contenuto è sintomo, oltre che di equilibrio, anche di allineamento tra programmazione e realizzazione. La conferma della solidità dei conti che si presentano con il consuntivo 2013 è supportata, peraltro, dalla conferma del risultato positivo relativo all’equilibrio di parte corrente. I risultati positivi sin qui descritti sono ancora più apprezzabili se rapportati al contesto nel quale sono stati conseguiti”.

Macculi ha rammentato come il taglio dei trasferimenti dallo Stato, per circa 7 milioni di euro nel caso della Provincia di Lecce, ha rischiato di compromettere la tenuta dei conti dell’ente: “A giugno 2013 i conti della Provincia di Lecce si trovavano ancora una volta in ginocchio. Da giugno a dicembre sono state percorse tutte le strade per ottenere nuove risorse e massimizzare l’efficienza della macchina amministrativa al fine di trarne economie compensative del taglio. Due importanti apporti al riequilibrio sono risultati la vendita dell’immobile utilizzato dai vigili del fuoco per un milione e mezzo di euro e le entrate da Cosap per occupazione di suolo pubblico degli impianti fotovoltaici per oltre 2 milioni di euro: decisiva si è rivelata, inoltre, l’ulteriore riduzione dei costi. La spesa corrente nel 2013 è scesa di ulteriori 2 milioni e 700 mila euro rispetto al 2012. La riduzione dall’inizio di mandato è stata pertanto di 11,2 milioni di euro. Ancora una volta viene confermato il principio che la buona gestione produce buoni risultati duraturi nel tempo. Il futuro prossimo che riguarderà le Province riserverà sicuramente delle novità di portata storica. Con l’approvazione del consuntivo 2013, la Provincia di Lecce si presenta a questo probabile passaggio di consegne con i conti in ordine”, ha concluso Macculi.

Via libera al Piano del trasporto pubblico locale

Il consiglio provinciale, con 17 voti favorevoli ed 1 astenuto ha poi approvato il Piano di bacino del trasporto pubblico locale: “Conclusa la complessa fase di ascolto delle voci rappresentative del territorio, dai sindaci di tutti i Comuni, alle forze sociali, alle organizzazioni sindacali, oggi approviamo il Piano dei trasporti costruito insieme alla Regione. L’augurio è che per il 2018, quando scadrà la nuova proroga appena approvata, il Piano possa finalmente entrare a regime e realizzare in maniera concreta la tanto auspicata integrazione ferro-gomma. Altra soluzione auspicabile è che, fra quattro anni, la Regione attribuisca ad un unico ente il coordinamento di tutto il trasporto pubblico ferroviario e stradale”, ha concluso l’assessore Ciccarese. Contestualmente il Cconsiglio, all’unanimità, ha approvato un ordine del giorno proposto dal consigliere  Aurelio Gianfreda con il quale l’assise consiliare impegna il presidente della Provincia e l’assessore provinciale ai Trasporti a chiedere con forza che la Regione Puglia preveda il prolungamento dell’ammodernamento della linea Lecce-Spongano fino a Gagliano del Capo, e a prevedere, altresì, la realizzazione di una bretella di collegamento Lecce-Ecotekne.

Circolo cittadino e Palazzo Comi

Il consiglio, con 15 voti favorevoli, 4 contrari e 3 astenuti, ha quindi  approvato la concessione di valorizzazione ed utilizzazione a fini economici di porzioni dei complessi architettonici Circolo cittadino di Lecce e Palazzo Comi di Lucugnano. Con questo provvedimento la Provincia intende assegnare a terzi la concessione di servizi per la valorizzazione e la gestione del Circolo Cittadino e di Palazzo Comi, concessione finalizzata a valorizzare i due complessi architettonici mediante lo svolgimento di attività di servizio per la collettività diretta a promuovere la conoscenza dei beni da parte degli utenti, compresa anche la promozione ed il sostegno di interventi di conservazione e restauro.

La concessione ha l’obiettivo di creare due poli strategici, il primo nel capoluogo, il secondo più baricentrico, per lo sviluppo del turismo nella provincia di Lecce; le attività previste devono perseguire l’obiettivo di offrire occasioni per la destagionalizzazione del turismo, in particolare quello culturale, anche mediante l’organizzazione di eventi, mostre, convegni, seminari di studio, la commercializzazione di prodotti tipici legati alle produzioni autoctone, alla promozione dei prodotti agroalimentari, artigianato, servizi turistici legati al brand “Salento d’Amare”.

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Per la vice presidente ed assessore provinciale alla Cultura Simona Manca, “la Provincia, consapevole della necessità di una opportuna destinazione e di una saggia tutela di tale ricchezza, ha posto tra gli obiettivi prioritari che intende perseguire, la valorizzazione organica e generale, la riappropriazione e l’uso corretto dei propri immobili, al triplice fine di costruire l’ “impresa culturale”, di attivare politiche di risanamento e di tutela dei beni storico-architettonuici e di creare lavoro produttivo permanente nel campo dei servizi cultuali e turistici: in questo modo intendiamo innescare un processo di sviluppo economico del territorio attraverso la  razionalizzazione dei propri investimenti immobiliari”. Il canone annuo posto a base di gara è di 100 mila euro ed avrà decorrenza dal quinto anno di contratto per assicurare al concessionario il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario degli investimenti e della connessa gestione per l’avviamento delle attività.

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