Scontro sulla Tari. Fuori dai cassetti le parcelle agli avvocati

Confronto acceso sull'aumento della tassa dei rifiuti, legato ai contenziosi in corso. Torricelli sui compensi mai liquidati: "Ci sono 128 fascicoli, ci lavorano tre persone"

Attilio Monosi, consigliere di minoranza.

LECCE - L'atteso consiglio comunale per l'approvazione del bilancio di previsione ha vissuto una prima parte di acceso confronto sulle tariffe dei tributi comunali, in particolare su quella per i rifiuti. Tutte le delibere hanno visto il voto favorevole della maggioranza, quella venuta fuori dal "Patto per la città" annunciato sabato scorso dal sindaco, Carlo Salvemini, e sancito con i tre consiglieri che hanno dato vita al gruppo "Prima Lecce".

Nel corso della discussione la minoranza, sostanzialmente, ha contestato all'amministrazione una visione ragionieristica, priva di coraggio politico nel ricavare ulteriori spazi di esenzione oltre a quelli previsti; il governo cittadino ha replicato sostenendo la pesantezza dal punto di vista finanziario della situazione ereditata dopo venti anni di centrodestra a Palazzo Carafa, assumendosi la responsabilità di iniziare a parlare un "linguaggio di verità" che si sarebbe dovuto utilizzare molti anni addietro, invece di rinviare la trattazione dei problemi sorti nel corso del tempo.

Addizionale Irpef confermata allo 0.7

Il primo a lanciare segnali di battaglia è stato Attilio Monosi, ex assessore al Bilancio, che ha fatto pubblica ammenda della propria “insensibilità” quando aveva in mano le redini delle finanze di Palazzo Carafa chiedendo però all’amministrazione Salvemini di trovare gli spazi per diminuire la quota addizionale Irpef, confermata allo 0.7 per cento (un punto percentuale corrisponde a circa un milione e 200mila euro). Dai banchi della maggioranza Antonio Torricelli ha ricordato all’ex assessore la possibilità di presentare emendamenti, non colta nei giorni a disposizione dei consiglieri comunali, e di essersi astenuto in commissione Bilancio come a testimoniare la consapevolezza di aver lasciato le casse comunali in uno stato di forte sofferenza. Monosi, in sede di replica, ha annunciato la dimissioni sue, e del collega Guido, dalla presidenze delle commissioni Bilancio e Ambiente. La delibera è stata approvata con 17 voti favorevoli, 11 contrari e 4 astenuti.

Con 18 voti a favore è stato approvato anche il regolamento per l’applicazione dell’Imu per il 2018. Sulla questione si è registrato un altro intervento di Monosi che si è spinto a definire “falso” il bilancio, dilungandosi in numerose spiegazioni tecniche a contestazione di quanto sostenuto nella relazione introduttiva dal dirigente Emanuele Carratta. Stesso esito per il terzo punto “Determinazione delle aliquote, delle riduzioni e delle detrazioni Imu per il 2018”. Su questo argomento, come anche sul precedente, Angelo Tondo di Direzione Italia ha chiesto il voto nominale.

Tari, Perrone: "La prudenza scaricata sui cittadini"

Tema particolarmente atteso quello della determinazione della tassa sui rifiuti, che sarà aumentata per un totale di circa 4,5 milioni di euro per far fronte ai contenziosi legali sorti negli scorsi anni tra il Comune di Lecce e molte altre amministrazioni salentine e le aziende che gestiscono gli impianti di conferimento e trattamento dei rifiuti.

Sulla questione l’intervento per conto della minoranza è stato affidato a Paolo Perrone: “C’è da comprendere se questo aumento afferisce a reali maggiori costi oppure no. In sede di assestamento di bilancio presentammo un timore, quello che il sindaco aveva messo troppa carne al fuoco: “La prudenza che sembra esserci in molti appostamenti – per esempio due milioni di euro all’anno per i contenziosi - viene scaricata sui cittadini”. L’ex primo cittadino ha citato il contenzioso con Progetto Ambiente, che coinvolge Lecce e decine di altri Comuni, per il quale l’amministrazione ha previsto una riserva; ma anche quello con Ambiente e Sviluppo per l’adeguamento della tariffa per lo smaltimento dei rifiuti. “Il Comune di Lecce va difeso – ha concluso Perrone - come se fosse una cosa nostra, perché se noi accettiamo pedissequamente quello che dicono gli altri, ancor più grave diventa chiedere maggiori tasse ai cittadini”.

Il sindaco: "Per la prima volta chiarezza sui conti"

Il sindaco Salvemini, da parte sua, ha dichiarato: “A qualsiasi amministratore pubblico piacerebbe trovare conti in ordine per sviluppare le proprie linee di mandato, senza doversi misurare con la necessità di provvedimenti impopolari. Già nella manovra di equilibrio abbiamo definito debiti fuori bilancio, di cui  Perrone non dice nulla, di due milioni e 650mila euro. Non ho bisogno di ricordare e un ex eccellente studente della Bocconi l’importanza del principio della prudenza finanziaria. Io ritengo che la relazione che definisce il piano economico finanziario ai fini della determinazione della traffica sia trasparente e coerente nella sua impostazione a devo dare merito agli uffici di essersi impegnati perché io per primo avessi una rappresentazione chiara di quello che è il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani in città”.

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Il consigliere Torricelli ha spiegato a Perrone che tre dipendenti comunali sono impegnati da mesi a studiare 128 fascicoli relative a parcelle mai liquidate a partire dai primi anni del Duemila: “Il 90 per cento si riferisce a un solo avvocato e non si trovano né le delibere né i relativi mandati. Se foste voi al nostro posto, avreste già attivato le procedure di responsabilità patrimoniale”.

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