Approvata la variante, la villa con parco può diventare un resort di lusso

Villa Himera, di proprietà di Savino Tesoro, con i voti della maggioranza ha ottenuto il cambio di destinazione d'uso. Si chiude così una trafila iniziata nel 2008. Il contributo straordinario come compensazione alla pubblica amministrazione è stato determinato in 157mila euro

L'ingresso del parco di Villa Himera.

LECCE - Dopo 7 anni e qualche mese dalla prima richiesta di permesso a costruire, Villa Himera potrà diventare una struttura ricettiva di lusso.  L'immobile che sorge in via Bernardino Realino, circondato da un grande parco, è di proprietà della società Twin srl, il cui amministratoro unico è Savino Tesoro, l'ex patron dell'Us Lecce.

Oggi il consiglio comunale - con i voti della maggioranza - ha approvato la variante urbanistica necessaria per il cambio di destinazione d'uso - da villa con parco a residenza turistico alberghiera. E' stata necessaria una lunga trafila, e un nuovo progetto, perché l'iter andasse in porto superando i dinieghi che si sono susseguiti. Dopo tanta attesa però, per Tesoro una ulteriore spina: il contributo straordinario (compensazione del privato alla p.a. in ragione di un cambio di destinazione) di 157mila euro, senza i quali non sarà rilasciato il permesso a costruire.

Nel corso della discussione i consiglieri intervenuti, come Antonio Torricelli e Bernardo Monticelli, hanno sottolineato come una procedura così lunga e tortuosa possa danneggiare gli ineressi legittimi del soggetto che propone, in questo caso, un intervento di riqualificazione di una dimora tra le più belle di Lecce, purtroppo abbandonata a se stessa.

Carlo Salvemini ha espresso delle riserve sulla determinazione del plusvalore, comparato con quello stabilito per il Palazzo delle Poste, immobile per il quale è stato dato il via libera per il cambio di destinazione da direzionale in residenziale: se nel caso di Villa Himera è stato stabilito un importo di 157mila euro, per l'edificio di Piazza Libertini il contributo straordinario previsto e annunciato in consiglio comunale era di poco superiore ai 100mila euro portati poi, con un emendamento, a circa 190mila. Si tratta delle prime due applicazioni sul territorio comunale delle previsioni del decreto "Sblocca Italia".

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