Area commerciale piazza Tito Schipa: "Coinvolgiamo i cittadini"

Lecce Bene Comune intende sollecitare la partecipazione al progetto e invita l'amministrazione comunale a coinvolgere la Sovrintendenza in un processo di verifica per una decisione pubblica e condivisa sul destino della piazza, l'ex piazzeta dei fiori

LECCE – Strutturale polifunzionale, cinquecento posti auto, un’area commerciale, la ricollocazione della tettoia liberty e un centro direzionale. Col progetto che prevede per forza di cose anche la valorizzare dei resti rinvenuti di un’antica chiesa, mantenendo le strutture murarie e riproponendo il disegno pavimentale dell'impianto planimetrico conventuale, proprio in coabitazione con i parcheggi e la struttura commerciale.

E’ quello per cui i cantieri sono all’opera in piazza Tito Schipa, ex mercatino dei fiori. Ed è proprio il project financing di piazza Tito Schipa, di cui il Comune di Lecce ha dato la rotta, che “sta mettendo in luce il desiderio dei leccesi di conoscere il progetto e gli esiti della campagna di scavi svolti fino a questo momento”. Almeno a leggere quel che scrive in una nota  a sentire Rita Miglietta, di Lecce Bene Comune, rappresentato sui banchi all’opposizione a Palazzo Carafa dal consigliere Carlo Salvemini.

Lecce Bene Comune intende così sollecitare la partecipazione al progetto e invita l’amministrazione comunale a coinvolgere la Sovrintendenza in un processo di verifica per una decisione pubblica condivisa e convinta sul destino della piazza.

“C’è un deficit di conoscenza evidente legato alla scarsissima socializzazione dell’intervento presso la cittadinanza, nonostante un lungo iter progettuale, e che la stessa area di cantiere, aperta ormai da due anni, rafforza e acuisce”, afferma.

“E’ inconcepibile che un tale intervento, cui è sotteso un forte interesse pubblico, (lo spazio aperto della piazza, il mercato e la sala polivalente), non sia accompagnato nell’area interessata da pannelli informativi, fotografie degli scavi e dei reperti, spazi di informazione e chiarimento.

Sollecitiamo nuovamente l’amministrazione ad agire di conseguenza per trasformare un luogo di abbandono in uno spazio diverso, ricco di informazioni e decoroso. Capace di trasferire l’idea dell’interesse pubblico alla realizzazione del progetto”.

Il valore archeologico dell’area.

“Con riferimento al valore archeologico dell’intera piazza – aggiunge Miglietta -  sui cui stanno esprimendosi forti preoccupazioni di tutela, sappiamo dagli atti che la Sovrintendenza sta seguendo il progetto scrupolosamente. Un ruolo di garanzia la cui importanza è stata ribadita dal  professor D’Andria, nella breve descrizione della campagna di scavi da lui coordinata, e che ha garantito un dettagliato lavoro di documentazione dei reperti”.

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“Forse non tutti i cittadini sanno che è stato dato avvio alla verifica di assogettabilità a Valutazione di Impatto Ambientale del progetto: non solo un passaggio amministrativo posto a tutela della sostenibilità ambientale, ma una fase molto importante perché è un momento nel quale deve esserci la più ampia consultazione pubblica possibile.  C’è per la cittadinanza tutta, cittadini esperti e associazioni - conclude la nota - la possibilità di partecipare al progetto avanzando delle osservazioni da sottoporre all’amministrazione e al promotore:  ogni contributo possibile volto a valutare gli impatti del progetto anche sul piano degli scavi archeologici è un’occasione preziosissima per un  arricchimento culturale della città perchè offre, anche alla comunità scientifica, l’opportunità di partecipare con contributi tecnicamente pertinenti, innalzando la qualità del dibattito”.

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