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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Politica

Area ex Manifattura, primo ok al recupero da 80 milioni

Si tratta del più imponente intervento di riqualificazione nella storia della città, proposto nel 2010 dalla Red srl. Il Pd raccomanda: "Contemperare gli interessi privati con le esigenze pubbliche"

LECCE - L'immenso deposito dei tabacchi, da tempo in completo stato di abbandono, come un centro polifunzionale ad uso residenziale, commerciale e per i servizi. E' l'idea della Red srl - amministratore Nicola Vito Notarnicola - per il mega recupero dell'insediamento industriale nel quartiere Rudiae Ferrovia, negli ultimi anni noto solo per essere una delle aree di riferimento per la Notte Bianca. Un progetto da 80 milioni di euro, di cui 30 per la ristrutturazione, oltre 7 per gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, circa 4 di spese tecniche e così via.

L'intervento può essere considerato come il più imponente intervento di riqualificazione nella storia della città e dovrebbe puntare ad una più ampia valorizzazione del contesto urbano di una zona definita "degradata", "vuota", priva di connessione con il resto della città. E le ricadute positive sul resto del quartiere sarebbero molteplici, sia per quanto riguarda la realizzazioni di interventi di arredo urbano, sia per la creazione di un sistema di mobilità che prevede anche dei percorsi ciclabili verso il centro storico che, con Porta Rudiae, dista solo poche centinaia di metri. Ci saranno naturalmente, anche nuovi parcheggi.

L'area interessata dal progetto ha un'estensione lorda di 60mila metri quadrati, la maggior parte dei quali già nella disponibilità della società proponente. L'ipotesi progettuale, per come è stata presentata, mira a far sì che "la città possa riappropriarsi dell'area e dell'edificio dell'ex manifattura anche attraverso l'insediamento di attività che siano relazionali con la città, così da poter riuscire a penetrare l'edificio esistente in un isolato della città, che definisce spazi urbani collegati tra di loro e con il contesto di riferimento. Insomma una città nella città, che, a regime, potrebbe creare un via vai di tre, quattromila persone impegnate nella varie attività.

La ripartizione della volumetria prevista assegna 105mila metri cubi alla parte commerciale, 70mila per il terziario, direzionale, ricettivo e 57 mila per residenza libera. Dei 28 mila metri quadrati destinati a verde e parcheggi, 18 mila andrebbero alle auto, 1500 per la costruzione del nuovo bocciodromo, 4 mila per il verde di quartiere e 3 mila alla realizzazione di una piazza.

Non si tratta dunque di un semplice restyling, ma di un'operazione che implica delle ripercussioni urbanistiche, con la determinazione di varianti al Piano regolatore generale. Una vicenda complessa insomma, rispetto alla quale l'opposizione avrebbe preferito una discussione più approfondita, come richiesto anche in sede di commissione Urbanistica, con particolare insistenza dal consigliere Antonio Torricelli: "Saremmo folli ad opporci ad un intervento di riqualificazione di uno spazio abbandonato che è parte importante della storia di questa città, ma non si può ridurre il tutto ad una discussione di pochi minuti", ha detto il vice presidente dell'assise comunale, ricordando come, in sede di commissione, anche Fausto Giancane avesse concordato sulla necessità di acquisire tutta la documentazione tecnica, essendo incompleta quella disponibile. Antonio Rotundo, a nome del gruppo del Pd, ha chiesto che l'amministrazione contemperi i "legittimi interessi privati con le esigenze della collettività".

La maggioranza ha però tirato dritto, condividendo i chiarimenti offerti questa mattina del dirigente responsabile Luigi Maniglio che ha precisato che il voto di oggi ratifica la fattibilità del progetto preliminare e delega il sindaco alla firma dell'Accordo di programma con la Regione. Alla fine la delibera è passata con 20 voti a favore, un astenuto e 6 non votanti.

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