Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Arresto per chi viola il cantiere Tap: ma l'emendamento è inammissibile

Il governo avrebbe voluto parificare il cantiere Tap a quello Tav, come sito di interesse strategico nazionale

LECCE – Il governo avrebbe voluo trasformare l’area del cantiere del gasdotto Tap in un sito di interesse strategico nazionale: per chi ostacola l'accesso delle maestranze e dei mezzi e per chi viola i suoi confini senza autorizzazione,  quindi, ci sarebbe pututo essere l’arresto da tre mesi a un anno, come già stabilito per il lavori dell'alta velocità in Val Susa.

Un emendamento alla legge finanziaria è stato presentato dall’esecutivo del premier Gentiloni, ma è di queste ore la notizia che il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, del Pd si è pronunciato per l'inammissibilità. Il deputato è vicino al governatore pugliese Michele Emiliano, il quale sull’individuazione dell’approdo a San Foca è in aperta polemica con il governo.

Il tentativo naufragato dal governo ha seguito di pochi giorni il ripristino della libertà di movimento attorno al cantiere di San Basilio, scaturito dalla mancata proroga dell’ordinanza del prefetto di Lecce del 13 novembre scorso con la quale era stata istituita la cosiddetta “zona rossa” e che Emiliano aveva, a dire il vero piuttosto infelicemente, paragonato a un lager nazista.

Contestualmente alla  presentazione dell’emendamento, a Martano la vice ministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, invitata dal locale circolo del Pd, è stata oggetto di una contestazione da parte di alcuni manifestanti, armati di megafono e striscioni. Presente anche il sindaco, Fabio Tarantino, che da una parte ha preso le distanze dal raid notturno che ha lasciato sulla porta di ingresso della sede del partito alcune scritte (“merde”, “venduti”, “No Tap”), ma che dall’altra non ha esitato a giudicare inopportuna l’iniziativa politica del Pd che ha portato con sé un numero di forze dell’ordine cui Martano non è certo abituata.

Intanto sull’accaduto è arrivato anche il breve commento del sindaco di Lecce, Carlo Salvemini: “L’attacco personale con insulti o lanci di oggetti o il danneggiamento della sede di un partito politico non rappresentano alcuna manifestazione di idee, semmai il contrario. Chiunque si esprima in quel modo, a qualunque titolo e per qualsiasi motivo, non fa un buon servizio in primo luogo alla causa che pensa di servire”.

Al di là dell’episodio che ha coinvolto la vice ministro, che si è limitato a qualche insulto al netto delle polemiche scaturite sui social, è chiaro che la campagna elettorale per le politiche di marzo sta facendo la sua parte nell’inasprimento dei toni. Ed è altrettanto chiaro, a chi conosce a fondo la vicenda Tap, che la responsabilità  di quanto accaduto negli anni fino a oggi va condivisa tra il centrosinistra che fa capo al Pd - sostenitore dell'opera in quanto azionista di maggioranza del governo - e le altre formazioni di sinistra, fuoriuscite dal Pd o da tempo in rotta con esso,  che oggi tentano di rifarsi una verginità cercando di cavalcare la protesta.

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