Martedì, 3 Agosto 2021
Politica

"Assegno di cura e prima dote, fondi regionali scarsi"

Il consigliere del centrodestra Saverio Congedo invia un'interrogazione a Vendola: "Ambiti territoriali e amministrazioni lamentano l'assoluta inadeguatezza delle risorse trasferite dalla Regione"

L'assegno di cura è una sussidio destinato ad anziani e disabili gravi non autosufficienti. Quello di prima dote è invece un sostegno rivolto alla famiglie più bisognose per favorire la fruizione dei servizi di prima infanzia. Entrambi sono attribuiti dalla Regione ai Comuni. E, secondo il consigliere regionale della Casa delle libertà Saverio Congedo, sarebbero insufficienti a ricoprire il fabbisogno reale. Per tale motivo, Congedo ha rivolto un'interrogazione urgente al governo regionale, ricordando "che ambiti territoriali sociali e amministrazioni comunali lamentano l'assoluta inadeguatezza delle risorse trasferite dalla Regione per l'attuazione delle politiche social" e "che si tratta di doglianze fondate, considerato che giungono da soggetti istituzionali sui quali, più di ogni altro, grava l'onere di fronteggiare le situazioni di bisogno e di emergenza delle fasce deboli della popolazione".

Congedo espone anche alcuni casi ben precisi. "E' significativa, ad esempio, la situazione dell'ambito territoriale sociale Lecce/1 formato da dieci comuni (Lecce, Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama, Surbo), che con i mezzi ricevuti dalla Regione può soddisfare soltanto 103 delle 2.780 (meno del 4 per cento) domande pervenute per l'"assegno di cura" (500 euro pro-capite per 12 mesi), e soltanto 127 delle 1.946 domande (pari al 6,5 per cento) di "prima dote" (200 euro pro-capite fino al compimento del 36esimo mese di età)". (Confronta: https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=317)

Per questo motivo, il consigliere di centrodestra "interroga il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e l'assessore alle Politiche sociali, Elena Gentile, per chiedere se non ritengano di prevedere un significativo incremento delle dotazioni finanziarie per "assegno di cura e "prima dote" e, più in generale, per le politiche sociali che stante l'attuale situazione si stanno rivelando un crudele bluff per la stragrande maggioranza degli interessati. I numeri delle tanto conclamate politiche sociali della sinistra regionale - aggiunge Congedo - dimostrano l'assoluta inadeguatezza delle risorse trasferite agli enti locali costretti a distribuite solo poche briciole a pochissimi "fortunati" e il fallimento delle grandiose promesse del governo regionale sul terreno su cui meno aveva il diritto di fallire, che è quello dei servizi sociali".

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