Stanziati 5,5 milioni per il compostaggio a Cavallino. Ma è bufera sulle altre sedi

Animata assemblea a Palazzo Carafa delle amministrazioni comunali dell’Ato provinciale. Dei 13 milioni disponibili è stata impegnata solo una parte. Alcuni comuni si ribellano, come Galatina: “Persa l’occasione per un servizio più efficiente”

LECCE – Che la gestione del ciclo dei rifiuti sia uno dei fronti caldi del territorio salentino lo si è capito, una volta di più, nel corso della riunione dell’organismo di gestione dell’Ato provinciale, presieduta dal presidente, Paolo Perrone, sindaco di Lecce.

Al centro dell’animata discussione a Palazzo Carafa, la ripartizione di 13milioni di euro destinati dalla Regione Puglia alla realizzazione di tre impianti di compostaggio. Alla fine è stato deciso di liberare poco più di 5milioni e mezzo di euro per il biostabilizzatore di Cavallino mentre le altre due localizzazioni verranno determinate presto, ma in seconda battuta, posto che ci sono comuni che hanno avanzato la propria disponibilità – Galatina e Tricase – oltre a quelli dove gli impianti esistono già, Poggiardo e Ugento, e che dunque dovrebbero essere riconvertiti.

Severo il commento di Roberta Forte, vice sindaco di Galatina con delega all’Ambiente: “Oggi l’Ato Lecce, invece di deliberare sull'utilizzo e la ripartizione di 13milioni di euro destinati dalla Regione Puglia alla realizzazione di tre impianti pubblici di compostaggio a servizio della Provincia, ha abdicato al suo ruolo di organo pianificatore e concertatore, per portare a casa il solo risultato utile all'area Lecce Nord della riconversione in impianto di compostaggio dell'esistente impianto di biostabilizzazione di Cavallino, assegnando a tale scopo il 45 per cento del finanziamento a disposizione per l'intera provincia”.

Nel corso dell’odierna riunione è parsa netta la spaccatura tra chi, Paolo Perrone e Silvano Macculi in testa, intende puntare sulla riconversione degli impianti attualmente in funzione per non correre il rischio di perdere i finanziamenti  e coloro che vorrebbero approfittare del completamento del ciclo dei rifiuti per ripensare il servizio e valutare la fattibilità delle proposte avanzate da alcune amministrazioni, convinte che solo nuove strutture possano garantire efficienza ambientale massima e minori costi: Così facendo, sostiene l’esponente politica di Rifondazione comunista, si manterranno “invariate le quantità di rifiuti oggi conferite agli impianti esistenti, invece di operare un riequilibrio delle aree a servizio dei futuri impianti di compostaggio, localizzandoli all'interno di ciascuna in posizione equidistante per i comuni serviti, in tal modo abbattendo anche i costi dei trasporti”.

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“Galatina – scrive Forte - ha formalizzato la sua candidatura il 13 febbraio del 2014, mentre Tricase nel dicembre 2013, perchè il presidente Ato, che aveva il compito di tener conto di queste candidature, le ha ignorate, forzando la decisione su Poggiardo ed Ugento, ben sapendo da tempo della giustificata e manifestata contrarietà del primo e della indisponibilità del secondo a trattare una maggiore quantità di rifiuti rispetto ad oggi?”

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