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“Non sono filorussa”

Assente durante il discorso di Zelensky: deputata salentina spiega il perché

Intervista a Veronica Giannone, da gennaio in Forza Italia, dopo l'intervento con il quale il presidente dell'Ucraina, invasa delle forze di Putin, si è rivolto ai parlamentari italiani: “Alcune sue richieste sono pericolose”

LECCE – L’atteso discorso del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ai parlamentari italiani, riuniti nell’emiciclo di Montecitorio, ha fornito anche l’occasione per fare la conta di deputati e senatori della Repubblica in dissenso rispetto alla linea adottata dal governo italiano dopo l’invasione delle forze armate russe su suolo ucraino e l'invio di armi a sostegno dell'esercito di Kiev, ma anche rispetto all’opportunità stessa di ospitare quell’intervento.

Trattandosi di una seduta informale non era prevista la registrazione delle presenze, ma le stime fatte trapelare da chi lavora tutti i giorni nei due rami del Parlamento fanno presupporre che fossero presenti in aula circa 600 componenti, grosso modo i due terzi. Dagli assenti vanno scomputati poi coloro che avevano altri impegni istituzionali e i positivi al Sars Cov2. Resta quindi una pattuglia di deputati e senatori che hanno invece deciso di non esserci.

Tra questi Veronica Giannone, salentina, ora in Forza Italia ma eletta nel 2018 nelle fila del M5S e transitata, poco più di due anni dopo, in una delle componenti del Gruppo Misto. L’abbiamo per rivolgerle alcune domande raggiunta mentre si trova a Roma.

Secondo gli addetti ai lavori, le assenze durante la seduta si contavano a centinaia. Alcuni parlamentari erano giustificati da missioni, pochi sono coloro che hanno rivendicato la scelta come atto politico. Lei dove si colloca, e perché?

“Ho deciso di non partecipare all'audizione del presidente Zelensky perché non ritengo sia utile l'ascolto dello stesso al fine di raggiungere l'obiettivo della pace. Questo modo di fare politica attraverso l'utilizzo dei vari parlamenti, non la condivido, appare come una spettacolarizzazione di una tragedia che sta avvenendo sulla pelle di migliaia di donne, uomini e bambini. Zelensky, anche se ieri non lo ha fatto espressamente, ha delle richieste specifiche molto pericolose, che potrebbero portare alla terza guerra mondiale, ipotesi da scongiurare con ogni mezzo. Credo d'altra parte che la soluzione possa essere trovata discutendo e ricercando punti di convergenza tra tutte le parti senza l'utilizzo delle armi, occorre una diplomazia seria, discreta e silenziosa”.

Nessun conflitto risparmia vittime civili, nessuna bomba intelligente evita sacrificio di innocenti. Non basterebbe questa consapevolezza per chiedere a Putin di fermarsi, oggi stesso?

“A mio parere, sì. Le armi portano morte, uccidono. Inviare le stesse, seppur con l'intento di difendersi, non fa altro che aumentare morte e dolore. Alimenta la guerra. Non si può fermare la stessa con l'utilizzo delle armi”.

Cosa dovrebbe fare secondo lei il governo italiano in questa fase?

“Cercare, insieme ai rappresentanti delle altre nazioni europee, un confronto con il presidente Putin per trovare punti di convergenza che blocchino l'uso delle armi e risolvano, come spiegavo poc'anzi, il conflitto con la diplomazia”.

Il partito del quale da qualche tempo fa parte, Forza Italia, è da sempre su posizioni atlantiste, anche se Berlusconi non ha mai negato, anzi, la sua amicizia con Putin. Non crede di aver messo in imbarazzo il suo gruppo? La sua scelta è stata accettata?

“Rispetto la posizione del partito del quale faccio parte ma non la condivido e l'espressione del mio voto contrario all'invio delle armi lo conferma. Ho sempre preso le decisioni secondo quelli che sono i miei principi morali e non credo questo possa mettere in imbarazzo nessuno, sicuramente non me, perché rispetto me stessa e il mio pensiero. Nessuno tra loro ha contestato la mia posizione. Ricordo inoltre che Forza Italia è un partito molto rispettoso delle sensibilità e delle posizioni dei propri componenti”.

Esiste un nesso, secondo lei, tra la sua posizione sul conflitto e quella su vaccini e Green pass. Insomma, lei si sente negazionista o cosa altro?

“Non mi sento affatto una negazionista, mi ritengo una rappresentante del popolo e in virtù di questo potere che mi è stato concesso ho il dovere di tutelare i diritti di tutti i cittadini, diritti di libertà di scelta e di rispetto della vita umana sanciti nella nostra costituzione. Sono stata etichettata come una filorussa, fatto assolutamente non corrispondente al vero. Non schierarsi con alcuna delle parti ma semplicemente contro la guerra, contro tutte le guerre, non può e non deve essere visto come un demerito”.

Sarebbe pronta, in nome dell'emergenza umanitaria, ad accogliere uno o più sfollati ucraini?

“Sì, sarei disponibile ad aiutare chi scappa da una guerra e cerca di mettersi in salvo”.

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