"Disavanzo tecnico non è un buco". Il sindaco smentisce tagli ai servizi e nuove tasse

Dopo le anticipazioni dei giorni scorsi, Paolo Perrone ha convocato una conferenza stampa sul consuntivo 2014. Al suo fianco l'assessore Attilio Monosi: il saldo negativo di 80 milioni è dovuto ad un'operazione di trasparenza contabile imposta dalle nuove norme

Paolo Perrone, a destra, e Attilio Monosi.

LECCE – Ma quale buco di bilancio? L’assessore Attilio Monosi e il sindaco Paolo Perrone gettano acqua sul fuoco dei commenti della minoranza consiliare a proposito della questione relativa ai residui attivi di dubbia esigibilità, che al 31 dicembre scorso ammontavano a 86,4 milioni di euro. La giunta ha approvato proprio questa mattina la delibera che certifica un saldo negativo di amministrazione di quasi 80 milioni, ma non ci saranno, hanno assicurato gli esponenti del governo cittadino, né nuovi tributi locali, né tagli ai servizi.

Il nuovo complesso di norme che oggi regolano la contabilità degli enti locali - per semplificazione basti pensare all'ultima Legge di stabilità - infatti impone una drastica operazione di pulizia, ma anche di verità, sulla situazione economica obbligando le amministrazioni ad una verifica dei residui. Si tratta, ha spiegato Perrone, non di soldi che sono andati sicuramente perduti – altrimenti sì sarebbero perdite e quindi “buco” che porta al dissesto -, ma di somme che nel corso del tempo dovrebbero almeno in parte rientrare: come quelle provenienti dal ministero della Giustizia, ha ricordato il sindaco, relative alle sedi giudiziarie. Insomma, cambiano le regole della contabilità, ma ciò non significa che il Comune di Lecce sia ad un passo dal fallimento.

L’obiettivo, in parole povere, è ridurre la distanza tra i numeri che si leggono sulla carta, sovente viziati da alchimie di finanza creativa, e i denari che entrano e che escono dalle casse comunali. Si è imposto dunque di quantificare quelle somme iscritte in bilancio ma mai riscosse e di accantonare, ogni anno e per i prossimi trenta una somma corrispondente ad un trentesimo del totale, come se quelle dovessero andare perdute: nel caso di Lecce circa 2,7 milioni di euro ogni annualità.

L’amministrazione ha dichiarato di sapere già dove prelevare questo gruzzoletto: un milione circa dai risparmi ottenuti dalla revisione dei contratti (come quello della manutenzione della pubblica illuminazione), un altro impegnando quella somma che nel 2014 è stata vincolata a ripianare le perdite della Lupiae Servizi, e la parte restante dal ristoro strutturale di 650mila euro del fono di solidarietà comunale a partire dal 2013, dopo la cessione della marina di Casalabate ai comuni di Squinzano e Trepuzzi. Soldi che sarebbero potuti essere impiegati per migliorare qualche servizio, viene chiesto, ma la risposta è negativa perché sarebbero comunque bloccati dal Patto di stabilità.

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Nei giorni scorsi, le anticipazioni sul consuntivo avevano indotto esponenti dell’opposizione di centrosinistra a muovere severe censure nei confronti della giunta di centrodestra. Solo precipitoso allarmismo, hanno risposto sindaco e assessore. Per quest’ultimo ci sono motivi per essere fiduciosi su un progressivo aggiustamento dei conti: uno risiede nella capacità di riscossione dei tributi locali che, secondo Monosi, nel 2014 è stata dell’80 per cento. 

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