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Assistenti sociali a rischio licenziamento: “Intervenga la Regione”

L’allarme lanciato dai due presidenti dell’Ordine professionale regionale, Gazzi e Nappi: “E’ gravissimo aver lasciato che la situazione degenerasse fino a questo punto”

LECCE - “Il grande patrimonio di esperienze, competenze e professionalità accumulate dai 28 assistenti sociali che rischiano di essere licenziati dalla società Alba Service, partecipata dalla Provincia di Lecce, non può e non deve essere disperso”, inizia così la nota congiunta firmata da Gianmario Gazzi e Antonio Nappi, rispettivamente presidenti del Consiglio nazionale e del Consiglio regionale della Puglia dell’Ordine degli assistenti sociali.

I due presidenti riprendono le fila della vertenza Alba Service, la società dall’ente di Palazzo dei Celestini attualmente commissariata, che versa nel caos per effetto della legge di riordino delle Province, Delrio. I dipendenti impiegati nei cosiddetti servizi essenziali (viabilità e manutenzione delle scuole) da oltre un anno aspettano di ricevere gli stipendi arretrati e sono stati collocati in ferie forzate.  Questa situazione già drammatica, che ha portato all’occupazione di Palazzo Adorno a Lecce nel mese di luglio, è aggravata dalla condizione degli assistenti sociali passati in capo alle Regione Puglia per effetto della medesima riforma.

“La competenza di questi lavoratori ha permesso, negli anni,  di realizzare interventi fondamentali – solo per citarne alcuni - nel servizio sociale scolastico, presso la prefettura di Lecce e il Tribunale dei minorenni, a supporto dell'attività degli uffici di piano, verso gli anziani fragili, nei Centri per l’impiego, nell’area delle tossicodipendenze e della disabilità. E’ gravissimo aver lasciato che la situazione degenerasse fino a giungere ad un passo dal licenziamento di questi professionisti. Non meno preoccupante, che la Regione Puglia non senta l’obbligo di individuare, senza ulteriore indugio, un’idonea soluzione”, puntualizzano i due esponenti dell’Ordine.

“Se ciò accade in un territorio, come la Puglia, dove le politiche sociali sono sempre state centrali nelle azioni della Regione, la nostra preoccupazione è ancora maggiore: ciò certifica definitivamente il rischio di abbandono di ogni intervento verso il sociale e  verso le fasce più deboli dei cittadini”, aggiungono.

E ancora: “Ci chiediamo come sarà possibile, ad esempio, gestire la fase di applicazione del Sia (il sostegno per l’inclusione attiva, la misura di contrasto alla povertà varata dal governo e la cui gestione è demandata agli enti locali) se solo si pensi che si tratta di una misura che prevede non solo l'erogazione di un beneficio finanziario alle famiglie in condizioni economiche disagiate ma soprattutto il contemporaneo avvio di un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa con l’intervento proprio dei servizi sociali operanti sul territorio”. “

“Un territorio, quello della provincia di Lecce, con numerosi comuni dispersi su un’area assai vasta e i cui bisogni e le cui istanze gli assistenti sociali di Alba Service conoscono bene. Per realizzare il Sia/Red è previsto che i servizi sociali siano rinforzati proprio attraverso l’utilizzo di figure professionali, fra cui gli assistenti sociali”, si legge ancora nella nota.

I due presidenti ritengono che vi siano possibilità di trovare una soluzione anche temporanea, in attesa di approfondire i diversi aspetti giuridici e formali della questione: “La Regione Puglia non può sottrarsi alle sue responsabilità. Ne verrebbe pregiudicata la possibilità di assistere cittadini, famiglie, comunità che una ultradecennale crisi sta sempre più spingendo ai margini del consesso sociale”.

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