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Assobalneari difende Gallipoli e gli stabilimenti: “Basta gettare fango”

Mauro Della Valle interviene sugli eccessi della movida nella "Città Bella" che, ad agosto, è stata letteralmente invasa da orde di giovani, con i relativi problemi di ordine pubblico e vivibilità. Il consigliere regionale Buccoliero difende i body-guard

immagine notturna di Gallipoli.

GALLIPOLI – La querelle relativa a Gallipoli e agli eccessi del popolo della notte tiene banco anche in questa ultima domenica di agosto. Assobalneari, infatti, è intervenuta con una lunga nota dopo le polemiche dei giorni scorsi e il vertice che si è svolto giovedì scorso in prefettura a Lecce.

Il presidente dell’associazione di settore, non ci sta e dice basta all’operazione mediatica che sarebbe in atto, tesa a gettare discredito sulla “Città Bella”  e sugli operatori che vivono di turismo con i loro stabilimenti balneari.

Tra precisazioni e rilanci, Mauro Della Valle prende posizione su una serie di questioni, a partire dalle presunte violenze sessuali di cui si stanno occupando gli inquirenti della Procura di Lecce. Nessun episodio può essere ricondotto, dice, alla responsabilità dei gestori di lidi e locali sul mare perché avulso da un “contesto balneare”.

Il presidente chiarisce che, dopo l’incontro con il prefetto, Giuliana Perrotta, nessuna licenza è stata revocata ma sono stati gli operatori ad andare oltre la richiesta di fermare la somministrazione degli alcolici durante i cosiddetti happy hours e di ridurre il numero dei concerti e delle serate musicali, decidendo di sospendere ogni attività di intrattenimento, limitandosi ai servizi connessi con la normale balneazione: “Una decisione doverosa - ha detto Della Valle – perché gli imprenditori sono dalla parte dello Stato e delle istituzioni”.

Assobalneari pone poi all’attenzione generale alcuni nodi che forse sono stati sottovalutati nella discussione: dalla presenza di abusivi che vendono alcolici a prezzi stracciati ad ogni ora del giorno e della notte agli assalti ai supermercati da parte di intere comitive; dall’affitto in nero, anche a minorenni, di appartamenti e anche di garage adibiti a “foresteria” all’occupazione abusiva con le tende di tratti di demanio pubblico; dallo spaccio diffuso di sostanze stupefacenti alla carenze di personale delle forze dell’ordine. Tutti punti, sottolinea Della Valle, che non dipendono dai gestori degli stabilimenti balneari.

“Nell’apprezzare l’encomiabile lavoro svolto da tutte le forze dell’ordine e gli enormi sacrifici svolti – ha chiarito il presidente -, non possiamo nasconderci dietro un dito e non evidenziare che il numero di carabinieri e poliziotti presenti sul territorio è stato del tutto inadeguato rispetto alle esigenze che le presenze turistiche imponevano e tale fenomeno non è certo nuovo sul territorio di Gallipoli poiché anche lo scorso anno e l’anno prima ancora vi era stato un flusso straordinario di turismo giovanile e tutto lasciava presagire che anche quest’anno ci sarebbe stata una vera e propria invasione di turisti”.

Ad una sorta di effetto sorpresa generato dall’arrivo in massa di orde di giovani aveva fatto invece riferimento il sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, al quale Della Valle risponde indirettamente anche su un’altra questione: il Piano di zonizzazione acustica risulta già approvato con delibera del marzo scorso.

Anche secondo il consigliere regionale Antonio Buccoliero (Moderati e poplari) “Lo stupro, gli incidenti stradali ed i disservizi nulla hanno a vedere con la stagione turistica in corso. Fanno parte di un contesto che prescinde dal numero dei turisti presenti anzi, a voler leggerla statisticamente, danno ragione alla tenuta del sistema, che pure ha i suoi punti di criticità, che vanno affrontati e risolti, dovendo pianificare la prossima stagione estiva”.

“Le attività turistiche trainanti - prosegue ancora Buccoliero - come gli stabilimenti balneari e le strutture ricettive hanno aggiunto qualità e quantità alla propria offerta ricreativa e di accoglienza, investendo non poche risorse e offrendo lavoro per oltre tre mesi. Magari al caso di Gallipoli si potessero aggiungere altri casi. Mi piacerebbe che succedesse per tutti gli altri comuni della provincia e della intera regione salentina”.

Un’ultima considerazione Buccoliero la riserva all’affermazione, giudicata irresponsabile, “secondo cui gli addetti alla sicurezza avrebbero favorito lo spaccio delle sostanze stupefacenti. In assenza di un sindacato dei body-guard, sento l’esigenza di tutelarne il buon nome, il valore delle prestazioni, spesso erogate in condizioni di vera emergenza, e alla luce di una piena collaborazione con le forze di polizia. Queste ultime falcidiate negli organici ed impossibilitate a garantire una presenza efficace sul territorio”.

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