Venerdì, 23 Luglio 2021
Politica

“Una giornata in ricordo delle vittime del dovere e dell’uranio impoverito”

E' l'impegno assunto dal presidente dell'Associazione nazionale tutela dei diritti: "Uno dei capitoli più tristi della nostra storia". Il 28 novembre torna a riunirsi l'apposita commissione parlamentare: si parlerà di Torre Veneri

 

LECCE – La Commissione parlamentare sull’uranio impoverito il 28 novembre tornerà a discutere del poligono militare di Torre Veneri, alla presenza dell’assessore all’Ambiente, Andrea Guido e di Gabriele Molendini in rappresentanza di Lecce Bene Comune, associazione che la scorsa settimana è tornata sulla questione della possibile emergenza ambientale e delle conseguenze per la salute a causa della mancata bonifica del fondale marino e del terreno dai munizionamenti.

Intanto interviene sulla questione, con una lettera, Salvatore Antonazzo, il presidente dell’Associazione nazionale tutela dei diritti, che ha al suo interno un’apposita sezione che si occupa delle patologie legate all’esposizione all’uranio o ad altri metalli pesanti, le cui micro particelle si sprigionano dopo lo scoppio di ordigni e proiettili.

La triste esperienza maturata nel corso degli anni ci ha visto combattere al fianco di numerosi militari che, impegnati in missione durante e dopo la guerra dei Balcani ovvero in Iraq o nei poligoni di tiro, hanno successivamente avuto gravi forme tumorali, spesso a carico dei c.d. tessuti molli (linfomi, tumori ai testicoli, alla tiroide, allo stomaco etc). Si tratta di servitori dello Stato che, chiamati a svolgere missioni più o meno di pace, hanno visto distrutta la loro giovane vita, i sogni delle loro famiglie e spesso anche dei loro figli”.

“Si tratta di un esercito di numerose persone, che spesso sono rimaste nel buio, inconsapevoli delle cause delle patologie tumorali ovvero, ancora peggio, timorosi di perdere il posto di lavoro per inabilità fisica.  Abbiamo assistito a casi umani di drammaticità estrema, con coinvolgimenti personali e familiari; abbiamo curato (o almeno ci abbiamo provato) ferite dell’anima che mai si potranno rimarginare; abbiamo offerto una speranza lottando con un ministero che spesso ha negato i pochi benefici che la legge riconosce ai soggetti ammalatisi durante le missioni all’estero o per esposizione a metalli pesanti nei poligoni di tiro. Quello delle vittime del dovere e delle vittime dell’uranio è uno dei capitoli più tristi della nostra storia, ed i disastri umani creati sono di gran lunga superiori ai disastri ambientali, su cui comunque bisogna intervenire immediatamente ed in maniera efficace”.

Permettetemi, in conclusione, di rivolgere un pubblico ricordo a tutti coloro (e, purtroppo, non sono pochi) che hanno perso la vita a causa di patologie uranio- correlate. A queste persone noi tutti dobbiamo un immenso Grazie e mi piacerebbe proporre la istituzione di una giornata nazionale in ricordo dei nostri connazionali che, per dovere di servizio e per senso di servitù della patria dei suoi valori, hanno visto troncata la propria vita e la possibilità di poter vedere crescere i propri figli.

Credo, veramente, che dedicare un giorno al ricordo di questi eroi moderni sia un dovere inderogabile ed il mio impegno sarà quello di raggiungere simile obiettivo”.

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