Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

Assostampa e Ordine chiedono libero diritto di cronaca nella zona rossa di San Basilio

Alla luce dell'ordinanza prefettizia, in odor di proroga, le istituzioni del giornalismo pugliese auspicano un cambio di rotta. Tap: "I media sono i benvenuti"

Il cantiere, foto del 14 novembre.

LECCE – Le istituzioni del giornalismo pugliese chiedono al prefetto di Lecce di garantire l’accesso dei cronisti all’area di San Basilio, che comprende quella del cantiere Tap, oggetto di forti limitazioni in seguito all’ordinanza di metà novembre.

Con quel provvedimento, infatti, per ragioni di urgenza e di ordine pubblico, si è deciso di istituire una sorta di zona cuscinetto, nella quasi esclusiva disponibilità delle forze dell’ordine, per garantire un regolare andamento dei lavori e la sicurezza delle maestranze impiegate, più volte oggetto di insulti e provocazioni da parte dei manifestanti che si oppongono alla costruzione del gasdotto. Ai proprietari dei fondi interessati dall’ordinanza, e ai titolari dei diritti reali sugli stessi, è consentito l’accesso solo tramite richiesta agli uffici della questura.

Anche i cronisti locali si sono trovati impossibilitati ad accedere alla zona cuscinetto, salvo effettuare la procedura di autorizzazione. Una situazione che pone degli interrogativi sul pieno esercizio del diritto di cronaca e che ha portato alla presa di posizione di Assostampa e Ordine dei Giornalisti espressa nella nota di seguito interamente riportata.

Posti di blocco, recinzioni attorno al cantiere e ora anche l'impossibilità di avvicinarsi alla ‘zona rossa’ per documentare quanto accade in quell'area. Ordine dei giornalisti e Associazione della Stampa di Puglia ritengono indispensabile una deroga del Questore di Lecce all'ordinanza con cui il prefetto Palomba, per una legittima tutela dell'ordine pubblico, ha interdetto transito e accesso nell'area attorno al cantiere Tap, la cosidetta “zona rossa” tra San Basilio e Masseria del Capitano, a Melendugno.

Le misure interdittive adottate lo scorso 13 novembre, infatti, stanno rendendo particolarmente difficile l'esercizio del diritto di cronaca attorno all'area del cantiere Tap da parte dei giornalisti, impegnati a documentare e informare i cittadini sui lavori per il gasdotto, tra dinieghi da parte delle forze dell'ordine persino ad avvicinarsi all'area e rimpalli sulle richieste di autorizzazioni (o pass) tra l'azienda e la questura.

Comprendiamo le ragioni di sicurezza adottate dal prefetto, alla luce delle proteste e degli atti vandalici commessi, a più riprese, nell'area interessata dai lavori, misure che stanno costringendo gli stessi residenti ad una quotidianità decisamente complicata. Ma ci chiediamo se non meriti uguale tutela il diritto dei cronisti a svolgere in piena autonomia il loro lavoro, senza doversi trasformare quotidianamente in “embedded”, accompagnati e vigilati come fossero inviati in una zona di guerra o, come accaduto più volte, allontanati.

Riteniamo altresì leso il diritto dei cittadini ad essere adeguatamente informati su ciò che accade in un'area pubblica, la cui proprietà è dei pugliesi, seppur transitoriamente trasferita “nella disponibilità delle forze dell'ordine” dall'ordinanza del prefetto.

Per questi motivi, Ordine dei giornalisti e Assostampa ritengono indispensabile che vengano adottate adeguate contromisure nell’immediato o quantomeno in sede di eventuale proroga dell'ordinanza, il prossimo 12 dicembre, garantendo così il ripristino delle regole della democrazia in un territorio su cui la Puglia, e l'Italia intera, rivendicano libertà di accesso e di informazione, nel rispetto delle regole e dell'ordine pubblico.

La posizione di Tap

Poche ore dopo la diffusione del comunicato di Assostampa e Ordine, Tap ha inviato una nota nella quale ribadisce la sua piena disponibilità ad accogliere sul sito del cantiere del microtunnel qualunque giornalista e/o mezzo di informazione che desideri visitarlo, in linea con una prassi seguita da sempre e della quale possono dare testimonianza le decine di giornalisti pugliesi, italiani e anche provenienti dall’estero che negli anni lo hanno già fatto e senza alcuna forma di “embedding”.

A seguito dell’ordinanza prefettizia del 13 novembre scorso e della realizzazione della nuova recinzione a tutela dei lavoratori impegnati in cantiere, TAP si è resa comunque disponibile a trasmettere alle competenti autorità di polizia qualunque richiesta di visita pervenuta dai mezzi di informazione o da singoli giornalisti, ricevendone sempre il nulla osta.

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