Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Giornali nel mirino del sindaco: solidarietà da Assostampa, Ordine e sinistra locale

L’iniziativa del sindaco Perrone e della giunta ha provocato l’intervento degli organismi regionali di categoria, del consigliere di minoranza e del partito che fa capo a Nichi Vendola: “Muro contro qualsiasi tentativo di bavaglio all’informazione”

Il sindaco, Paolo Perrone.

LECCE – Un errore di forma e di sostanza. Tale è, per il consigliere Carlo Salvemini, la decisione della giunta comunale di affidare a un avvocato l’incarico di valutare se ricorrono gli estremi per un’azione di risarcimento in sede civile nei confronti delle testate e dei giornalisti che nell’ottobre del 2011 pubblicarono notizie sul presunto utilizzo di droga da parte di non meglio precisati esponenti politici. Il sindaco, Paolo Perrone, sospetta infatti che nella circostanza possa esserci stato un danno di immagine.

Alcune redazioni, in maniera congiunta, hanno deciso di replicare a quello che è stato definito “un ripensamento a scoppio ritardato”. Successivamente è intervenuto il promotore di Lecce Città Pubblica per il quale sarebbe stato più corretto che Perrone lamentando un danno di immagine per l’istituzione, investisse della questione il consiglio comunale. Inoltre Salvemini sottolinea che la scelta di affidarsi ad un legale esterno è una mancanza di rispetto per i professionisti dell’avvocatura di Palazzo Carafa oltre che uno spreco di denaro pubblico.

Per quanto riguarda il merito della questione, il consigliere di minoranza ritiene sconcertante che come “prova” siano prodotti i messaggi scambiati tra il sindaco e alcuni cronisti: “Il solo fatto che si conservino nel proprio cellulare sms di quattro anni prima rileva l'idea di una sorta di rivalsa covata nel tempo”.

Secondo Salvemini è una totale invenzione che Lecce possa essere stata danneggiata da quelle notizie: basta vedere quanto si sono moltiplicate le attenzioni per il capoluogo salentino in tema di cultura e turismo, anche da parte dei media nazionale. Quindi  “in questa storia - a voler leggere tra le righe – l’obiettivo non sono gli avversari politici ma la stampa locale. E' questo è un brutto segnale che va subito spento. Che non è mai avversaria dell'istituzioni territoriali essendo essa stessa parte importante della comunità. Il diritto di critica nei confronti degli amministratori pro tempore non può essere confuso con un'aggressione all'ente di cui si è rappresentanti”.

Sulla vicenda prende posizione anche il coordinamento provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà: “La decisione del sindaco e della giunta leccese di intraprendere azioni giudiziarie e sollecitare iniziative disciplinari per alcuni articoli pubblicati 4 anni fa a proposito del presunto consumo di droga da parte di alcuni amministratori dell’epoca, ci indigna profondamente”.

“La reputazione e l’immagine di Lecce sono offuscate da fatti di cronaca giudiziaria come Via Brenta, o dal caso degli alloggi popolari o ancora dall’assenza di spazi pubblici. E non perché alcuni articoli avrebbero imbrattato l’immagine in cartolina di una Lecce bomboniera. Lecce vive al di sotto dei propri sogni e dei propri bisogni per incuria e malgoverno. Il sindaco non cerchi paraventi. Ai giornalisti la nostra più totale e sincera solidarietà. La libertà di informazione è architrave della nostra democrazia: l’ipocrisia e l’arroganza non potranno minarla o intimidirla”.

La nota di Assostampa e dell’Ordine dei giornalisti.

L'Associazione della Stampa di Puglia, l’Ordine dei giornalisti di Puglia e i consiglieri nazionali pugliesi dell’Ordine stigmatizzano i tentativi di condizionamento da parte del sindaco di Lecce Paolo Perrone, che ha deciso nei giorni scorsi di rispolverare vicende giudiziarie del passato con l'intento evidente di mandare un avvertimento, tramite i suoi legali, al mondo dell'informazione pugliese.

Tali tentativi  resteranno caratteri neri su fogli bianchi: i giornalisti che hanno seguito, all’epoca, le vicende dell’operazione “Augusta” continueranno a svolgere serenamente il proprio lavoro. Perché deve essere chiaro al sindaco di Lecce, Paolo Perrone, e a chiunque provi ad agitare un bavaglio sul diritto all’informazione dei cittadini e sul diritto di cronaca esercitato dai giornalisti, che troverà dinanzi a sé un muro: quello delle leggi e della Costituzione della Repubblica. E altrettanto chiaro deve essere ai giornalisti, che di quei principi si fanno portatori, che nessun potere costituito o diritto d’opinione potrà mai limitare il loro esercizio, ferma restando la disponibilità del sindacato e dell'ordine a difendere quei principi in ogni sede e in ogni luogo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Giornali nel mirino del sindaco: solidarietà da Assostampa, Ordine e sinistra locale

LeccePrima è in caricamento