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"Ateneo militarizzato": la denuncia degli studenti dopo il convegno con Tap

Voci critiche dopo i disordini in occasione del workshop sull'energia che si è tenuto in ateneo. Link: "L'università sembra aver preso apertamente una posizione"

LECCE– Infuria la polemica nei corridoi dell’ateneo salentino dopo la bagarre di ieri pomeriggio, al rettorato, in occasione del convegno sulla “sicurezza e tutela ambientale nello sviluppo di progetti energetici” che ha visto la partecipazione anche del country manager di Tap,  Michele Mario Elia, bersaglio di vibranti proteste da parte degli studenti e degli attivisti contrari al progetto di costruzione del metanodotto con approdo a San Foca.

Mentre fuori dalla sede universitaria gli agenti di polizia creavano un cordone per contenere i disordini, con anche una carica di alleggerimento, all’interno il dibattito, cui tra gli altri hanno partecipato anche un manager Eni e l’ex rettore Domenico Laforgia, ha subito diverse interruzioni per via delle contestazioni. I ragazzi sono intervenuti prendendo parola ed esibendo cartelli No Tap, e le associazioni studentesche anche oggi continuano a denunciare l’avvenuta “militarizzazione dell’ateneo”.

“Riteniamo inopportuno che nella nostra università venga organizzato un incontro a porte chiuse con la presenza dei maggiori esponenti del gasdotto Tap – scrivono in una nota i ragazzi di Studenti Indipendenti -. In questo modo, non viene favorito il dialogo democratico e costruttivo fra le parti: non è presente una discussione bipartisan tra chi è favorevole e chi è contrario alla Tap e non sussiste uno scambio di idee ed opinioni”.

“Ancora più grave – aggiungono - è che il nostro ateneo, luogo di formazione pubblico per eccellenza, sia quest’oggi militarizzato e che l’accesso sia soggetto a disposizioni speciali e perquisizione anche per gli studenti. È assurdo che l’Università non sia veicolo di idee volte a creare coscienza e formazione, ma che si schieri a favore di una sola parte, che è poi quella al momento più lontana dal nostro territorio e dallo sviluppo della nostra comunità”.

Sulla stessa lunghezza d’onda è l’associazione Link. “La scena a cui abbiamo dovuto assistere è al limite dell’assurdo - dichiara Francesco Liaci - zona militarizzata, strade che portano allo spiazzo antistante il rettorato bloccate da polizia e camionette, ingresso non concesso ai non accreditati”.

L’organizzazione del seminario infatti prevedeva che potessero partecipare all’iniziativa solo coloro che si fossero iscritti tramite un modulo online. “Dopo solo due ore è stato accordato l’ingresso agli studenti dell’Università del Salento - continua Liaci -. La nostra Università sembra prendere apertamente posizione, dopo mesi di silenzio durante i quali abbiamo più e più volte chiesto, anche con una petizione di circa 20 mila firme, all’amministrazione di esporsi su un tema così caldo sul territorio come quello Tap”.

Secondo la coordinatrice Rosanna Carrieri è “paradossale che un’università pubblica accolga un incontro di questo tipo: una vera e propria passerella di multinazionali ed enti legati ad interessi personali, modelli di produzione e di sviluppo capitalistici, obsoleti ed interconnessi con la costruzioni di grandi opere inutili ed volute dall’alto”.

Robert d’Alessandro, presidente del Consiglio degli studenti, aggiunge: “E’ davvero inaudito che in un contesto così turbolento, in cui le volontà dei più forti prevalgono anche sconfinando dallo stato di diritto e facendo prevalere un assetto militare di presidio del territorio, che anche l’Università del Salento si macchi, anch’essa, di un metodo elitario e di prepotenza di gestione dei luoghi della conoscenza, della formazione e soprattutto, dei momenti di discussione, confronto e democrazia che dovrebbero essere appunto aperti a tutti: sia studenti che cittadini”.

Intanto la “zona rossa” del cantiere, inaccessibile a chiunque sia sprovvisto di autorizzazione, sarà di nuovo visitata da esponenti politici. Dopo i senatori e deputati M5S è la volta del gruppo Art.1-Mdp che si recherà sul cantiere Tap sabato 25 novembre. La delegazione sarà guidata da Massimo Paolucci, europarlamentare del gruppo dei Socialisti e Democratici. Saranno presenti anche Marco Potì, sindaco di Melendugno, Ernesto Abaterusso, capogruppo in Regione Puglia di Art.1-Mdp, Salvatore Piconese, coordinatore provinciale, i sindaci di Art.1-Mdp del Salento ed i componenti del gruppo dirigente provinciale del movimento.

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