Xylella, presto un’audizione in Parlamento per il commissario straordinario Silletti

Tre deputati del Pd, tra cui Salvatore Capone, hanno chiesto la convocazione del comandante regionale del corpo forestale dello Stato per entrare nel dettaglio delle azioni urgenti. Ieri un altro sopralluogo, al quale ha partecipato anche Cristian Casili del M5S

LECCE – Per il comandante regionale del corpo forestale dello Stato, Giuseppe Silletti, il commissario straordinario per l’emergenza legata alla diffusione della xylella fastidiosa, si prospetta una trasferta romana.

Il deputato salentino del Pd, Salvatore Capone, insieme ai colleghi Colomba Mongiello e Nicodemo Oliverio, ha infatti chiesto un’audizione in commissione Agricoltura. “Si ritiene utile un confronto – recita una nota a firma dei tre parlamentari - per comprendere il piano delle azioni ritenute urgenti e il relativo crono programma anche alla luce dei primi sopralluoghi dallo stesso effettuati nel territorio salentino nelle zone maggiormente colpite e della nuova perimetrazione definita dalla Regione Puglia nella delibera del gennaio scorso, dove vengono indicate le condotte di prevenzione e di intervento fitosanitario a obbligatorio carico degli ulivicultori”.

Intanto ieri nei pressi di Gallipoli, in località Castellana si è svolto un sopralluogo del commissario, alla presenza di Cristian Casili, candidato alle elezioni regionali per il Movimento Cinque Stelle che con Silletti ha avuto un scambio di opinioni. E il resoconto che l’esponente pentastellato ne ha fatto non è dei più rassicuranti: “E’ emerso che il commissario per l’emergenza fitosanitaria degli olivi non prenderà alcuna decisione sulle evidenze riscontrate in campo, ma sarà solo esecutore materiale delle disposizioni già contenute nel decreto ministeriale, ciò costituisce motivo di preoccupazione in quanto svaniscono le speranze per una eventuale modifica delle misure fitosanitarie obbligatorie da attuare nella zona infetta di tutta la provincia di Lecce”.

Le principali misure in questione consistono nell’eradicazione delle piante infette e nell’utilizzo di prodotti contro la proliferazione degli insetti vettori. Secondo Casili “il danno economico riguarderà la commercializzazione del prodotto trasformato, l’olio, ed il materiale vivaistico, non solo riguardante l’olivicoltura ma anche la viticoltura, come già evidenziato da alcuni paesi nei confronti delle nostre barbatelle”.

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Sulla questione si è acceso un nuovo capitolo della polemica e il centrodestra regionale, con i consiglieri Aldo Aloisi e Luigi Mazzei, sparano ad alzo zero contro il governo pugliese attribuendo a Vendola e colleghi di giunta, l’impossibilità, per il momento, di emanare il decreto ministeriale che ufficializza lo stato di calamità naturale. Ma è la legislazione nazionale, in recepimento di quella comunitaria, che dovrebbe prevedere quanto per l’Unione Europea è pacifico: che cioè anche le fitopatie possono determinare lo stato di calamità. 

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