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Il boom del turismo, il rebus differenziata, il nodo sicurezza. Il bilancio del sindaco

Il primo cittadino, che si avvia alla scadenza del suo secondo mandato, ha fatto il punto della situazione. Soddisfazione per il successo di Lecce e del Salento tra le mete privilegiate dei visitatori. Assenti i temi del trasporto pubblico e del traffico

Il sindaco Paolo Perrone con il giornalista Marcello Favale e alcuni assessori.

LECCE – Non un bilancio di fine mandato, ma poco ci manca: per il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, quello che sta per iniziare è l’ultimo anno a capo dell’esecutivo cittadino e come sempre in occasione degli auguri di fine anno ha fatto il punto della situazione.

Perrone ha messo in fila una serie di temi, ordinati quasi secondo una scala cromatica. Il risultato, dal suo punto di vista, è fatto di molte luci e qualche ombra. Si parte dal successo del capoluogo, e del Salento tutto, come meta turistica.

“Per comprendere che cosa è successo in questi anni - ha esordito - dobbiamo guardarci indietro: ora al di là delle valutazioni ideologiche, c’è un risultato inequivocabile. Se è vero che questa terra ha scelto di puntare sulla capacità di essere attrazione turistica, questa partita la si sta vincendo oltre le più rosee previsioni. Una città piena a Capodanno non l’avevamo mai vista. Merito del sindaco? No, o meglio ho partecipato con gli altri a questo risultato che ha visto coinvolti tutti, gli operatori, le amministrazioni che si sono susseguite nel tempo, anche alla Provincia e nei comuni vicini, la possibilità di usare al meglio le risorse comunitarie con i piani operativi regionali, il fatto di puntare non solo alla valorizzazione materiale - restauro strade, edifici, chiese e masserie – ma anche su quella immateriale che ha sancito la creazione di un marchio Salento inteso non solo come brand di cose da vedere, ma di esperienze da fare. E se siamo in testa a tutte le classifiche di appeal non è perché lo hanno detto agenzie vicine al sindaco, ma abbiamo riconoscimenti che vengono da Lonely Planet, piuttosto che da Finacial Times o New York Times,  che attestano il risultato straordinario di questa città”.

Definita la direttrice di sviluppo, cioè la vocazione turistica e culturale, il sindaco ha elencato gli obiettivi del 2016: riapertura entro l’estate del Teatro Apollo, il completamento anche del secondo lotto delle mura urbiche, l’imminente partenza dei lavori per il convento degli Agostiniani oltre allo stanziamento da parte della Regione di finanziamenti per il recupero degli immobili ecclesiastici. Un passaggio del suo intervento il primo cittadino lo ha dedicato alla creazione della città smart, alla digitalizzazione delle procedure amministrative, allo sviluppo di applicazioni utili anche per le emergenze sociali – come quella per il banco alimentare.

Sul tema ambientale Perrone ha assicurato l’apertura del grande parco delle cave di Marco Vito, definito un “luogo magico”, come completamento di una dotazione massiccia di verde negli ultimi anni – dolendosi al contempo dell’inciviltà di qualche leccese e ribadendo la necessità di avvalersi dei privati per il buon funzionamento di Belloluogo e del parco dei bimbi -.

Questione delicata, quella dei rifiuti: “Tutti dobbiamo fare sacrifici, privati, commercianti, artigiani, condomini: è più semplice mettere tutto in una busta e gettare in un cassonetto. Non si può fare più perché i tempi, al di là delle norme, non ce lo consentono. Riusciremo a raggiungere livelli sempre migliori di differenzata solo così, poi se c’è qualcosa da migliorare io sono pronto a discuterne: ho visitato pub e ristoranti e ho visto camerieri che ripulivano il tavolo e buttavano tutto in uno stesso sacchetto. Non si può fare più. Il periodo di prova è finito, l’attenzione che ci metteremo d’ora in poi sarà puntuale, eventualmente anche con sanzioni significative per coloro i quali hanno deciso di non accettare questo nuovo sistema di regole”.

Rispetto alla questione della sicurezza percepita dai cittadini, uno degli indicatori che ha collocato Lecce sul fondo della classifica sulla qualità della vita de Il Sole 24 ore, Perrone, senza dimenticare di ringraziare le forze dell’ordine per l’impegno comunque costante, ha rivendicato gli sforzi fatti: “Lecce è uno dei pochissimi comuni che è riuscito a utilizzare tutte le risorse del Pon sicurezza per l’ampliamento della area con videosorveglianza col quale abbiamo aggiunto 48 telecamere: è una funzione che i cittadini ci chiedono. Personalmente non mi piace una città ipercontrollata dal Grande Fratello, ma è inevitabile che al momento sia così perché siamo riusciti a battere la criminalità organizzata ma non quella comune, del furto e della rapina”.

Tra gli impegni del prossimo futuro quello della sistemazione definitiva del polo mercatale di Settalacquare, con l’attivazione dei 48 box abbandonati che si trovano a ridosso dello spazio multietnico e la realizzazione di un nuovo mercato coperto. Infine un accenno all’emergenza abitativa: entro il 2016, ha detto Perrone, l’amministrazione conta di assegnare una sessantina di alloggi, tra edilizia residenziale pubblica e quella agevolata e sovvenzionata, in parte riservata alle forze di polizia.

Per quanto riguarda il tema dell’accesso della auto al centro storico, Perrone ha così illustrato il suo punto di vista: “La possibilità della chiusura 24 ore su 24 lo lascio alla prossima amministrazione: io penso che il centro storico non sia dei pochi che ci abitano, se fosse per me  tutti quelli che non hanno un parcheggio privato dovrebbero lasciare l’auto fuori, come avviene in altre città. Vediamo come il consiglio comunale licenzierà il regolamento sui pass per gli aventi diritto e poi valuteremo eventuali restrizioni al transito ordinario”.

Uno dei nodi cruciali, infatti, è la possibilità nei giorni feriali, per chiunque, di “spaccare” la città entrando, per esempio, da via Fazzi per poi uscire a Porta Napoli, dalla mattina presto fino a sera. La speranza è che con l’apertura del parcheggio dell’ex Enel (500 posti a turnazione e 200 fissi), possa scattare quell’effetto domino di provvedimenti - a partire dalla riorganizzazione e incetivazione del trasporto pubblico - per razionalizzare il flusso veicolare e proteggere la parte storica della città, che oggi è vissuta alla stregua di una grande paesotto, con grande sorpresa dei turisti. Si tratta di un tema centrale, e non di una battaglia  di qualche testata giornalistica o consigliere in cerca di visibilità, come pure il sindaco ha voluto far capire, ma di una questione che può fare la differenza tra un’amministrazione degna di essere ricordata e una incolore.

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