Via ai lavori, le auto girano a vuoto: scelta improvvisata, caos annunciato

Da questa mattina il rifacimento su via Rubichi, con divieto di transito già da via Augusto Imperatore. Chi entra nel centro da via Fazzi, costretto ad un'inutile svolta su via Maremonti, o a risalire via D'Aragona fino alla chiesa di San Matteo. Una strada che dovrebbe essere isola pedonale e invece diventa Ztl solo dalle 21 alle 6

L'ingresso su piazza Vittorio Emanuele da via Fazzi.

LECCE – Con l’inizio dei lavori per il rifacimento del basolato di via Rubichi, la zona di piazza Vittorio Emanuele è andata, come temuto, in affanno. Mezzi dei fornitori e auto private che si affidano al caso in cerca di una soluzione ad un rebus ampiamente annunciato nei giorni scorsi, che durerà per almeno due settimane.

Il divieto di transito istituito già su via Augusto Imperatore – che è la strada che porta al Comune di Lecce ma anche alla sede del Tar, oltre che ad una serie di studi professionali ubicati nei vicoli del centro - obbliga le auto che si sono immesse su via Fazzi da via XXV luglio  a svoltare a sinistra per via Maremonti, e dunque uscire su viale Marconi, compiendo quindi un giro inutile.

L’alternativa è risalire per via D’Aragona fino all’altezza della chiesa di San Matteo e girare a destra per via del Palazzo dei Conti di Lecce e proseguire per via Basseo, via Morelli, piazzetta Tancredi e poi viale Gallipoli. Via D’Aragona, che è la via a più alta intensità di locali pubblici, la maggior parte dispongono i tavolini all’esterno, è uno dei paradossi della mobilità leccese.

A rigor di logica dovrebbe essere isola pedonale e invece è transitabile anche da chi non ha il pass per il centro storico. E’ una delle strade “gialle”, quelle cioè che diventano limitate ai soli autorizzati dalle 21 alle 6 del mattino. Si tratta di salvacondotti che consentono l’attraversamento del centro storico per tagliare la città, esattamente come lo è il percorso via Rubichi, via Leonardo Prato, via Palmieri, Porta Napoli.

viadaragona-2Sin dall’istituzione delle prime limitazioni al traffico, questa è la verità, è mancata la volontà politica di trasformare la parte antica della città in una zona veramente libera dalle auto (almeno da quelle dei non residenti). Basti pensare, del resto, al titanico sforzo in corso per partorire il regolamento della Ztl. Nemmeno fosse un’enciclica papale.

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Sono passati oltre due anni da quando è stato sollevato il problema di overdose di autorizzazioni concesse a manica larga negli anni: 12mila circa, distribuiti secondo criteri stabiliti in un’ordinanza del 1999 durante il primo mandato di Adriana Poli Bortone. Il pass, a Lecce, è diventato da subito una sorta di status symbol e ora che la città si sta misurando con la presenza di migliaia di turisti ogni giorno le contraddizioni vengono implacabilmente a galla. L’amministrazione dovrà scontentare qualcuno per abbattere il flusso di veicoli in una zona che di giorno è preda di visitatori e di sera anche di tanti salentini in cerca di svago. Ci vuole coraggio insomma, e quello uno o ce l’ha oppure non se lo può dare.

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