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Strutture per lo sport, poche e abbandonate. il Pd fotografa il degrado

Conferenza stampa del segretario cittadino, Fabrizio Marra, che ha riproposto la questione di alcuni centri attrezzati che dipendono dal Comune. Campi inutilizzati, usati parzialmente e spesso lasciati in balia del tempo, sebbene molte società sportive cerchino una casa

Il campo di calcio a undici dell'Itaparica.

LECCE – Come se non ci fossero. Il Partito democratico accende i riflettori sulla gestione di alcune strutture pubbliche per lo sport e interroga l’amministrazione comunale su quali siano le intenzioni per una gestione dignitosa.

A finire sotto la lente di ingrandimento di Fabrizio Marra, segretario cittadino, sono la pista ciclabile tra Lecce e San Cataldo, i campi del cosiddetto “antistadio”, il campo di pallavolo di via Giurgola a l’Itaparica, centro sportivo oramai dismesso. Una sorta di campionario dell'incapacità di organizzazione e di gestione.

Per illustrare lo stato di abbandono i democratici hanno organizzato una conferenza stampa presso la sede di via Tasso, producendo documentazione fotografica. Si va dall’utilizzo parziale, coma accade per il campi di calcio a ridosso del “Via del Mare”,  fino al degrado più totale come per l’Itaparica – quattro campi per il calcetto e uno regolamentare – dove nel corso degli ultimi anni sono stati progressivamente rubati arredi e recinzioni. E questo nonostante IMG_7978-2annunci di opere imminenti e di riqualificazione. 

La situazione è per certi versi grottesca: a fronte di un numero imprecisato di società sportive che si contendono l'utilizzo delle strutture agibili e omologate, ne esistono di completamente abbandonate. Per non parlare poi della pratica dello sport di base da parte di coloro che, pur non avendo particolari ambizioni, desiderano divertirsi magari con una partita di pallavolo. 

Non è la prima volta che la minoranza di Palazzo Carafa pone la questione delle attrezzature sportive pubbliche. Un problema annoso che ha a che fare anche con la capacità di gestione del soggetto pubblico: “Non abbiamo nulla in contrario rispetto ai privati – ha precisato Marra – ma una città capoluogo deve saper offrire a tutti, giovani e anziani, la possibilità di svago”.

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