Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Danni alla salute: Provincia pronta a battaglia legale contro Ilva e Cerano

I contenuti dell'azione legale, che sarà intrapresa qualora ci fossero i presupposti di fatto e di diritto, saranno illustrati mercoledì in conferenza stampa. Dopo la sentenza "storica" di Torino nel cosiddetto processo Eternit, la politica si muove

Una protesta dei cittadini di Taranto contro l'inquinamento e i danni alla salute (@TM News/Infophoto)

LECCE – La Provincia di Lecce è pronta a intraprendere un’azione legale a tutela della salute dei cittadini contro gli eventuali danni ambientali riconducibili alle attività dell’Ilva, della centrale di Cerano, ma anche delle discariche disseminate nel territorio salentino. L’annuncio è contenuto in una nota di Palazzo dei Celestini e i particolari saranno resi noti, in conferenza stampa, dal presidente dell’ente, Antonio Gabellone e da Francesca Conte, il legale cui è stata affidata la battaglia. Parteciperanno anche il segretario generale Giacomo Mazzeo, il direttore generale Gianni Refolo, l’assessore provinciale alla Programmazione economica, Silvano Macculi e il dirigente del settore Ambiente, Dario Corsini.

Proprio oggi, intanto, il consiglio dei ministri si è riunito per varare il decreto che sancisce il commissariamento del centro siderurgico tarantino: sarà Enrico Bondi, per tre anni, a reggere le sorti dell’Ilva, coadiuvato da due sub-commissari ed un gruppo di cinque esperti, nominati dal ministero dell’Ambiente. Il governo ha stimato in 8 miliardi il costo dell’eventuale chiusura, per cui l’unica strada percorribile nel tentativo di conciliare mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali e le prescrizioni della magistratura che si sono accumulate negli ultimi mesi, si è rivelata il commissariamento.

Con la decisione annunciata dall’esecutivo provinciale, la politica, dunque, si dice pronta a dichiarare guerra giudiziaria alle conseguenze dannose delle emissioni e delle attività industriali in genere. E proprio ieri è arrivata da Torino la sentenza, definita da più parti “storica”, che ha inflitto 18 anni di reclusione al magnate svizzero imputato nel cosiddetto processo Eternit sulle vittime dell’amianto e che ha riconosciuto una provvisionale di 20 milioni di euro per la Regione Piemonte e di 30,9 milioni per il Comune di Casale Monferrato dove negli anni si è registrata una serie impressionante di decessi per patologie contratte a contatto con il pericoloso materiale. La corte ha accordato anche dei risarcimenti alle parti civili. 

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