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Rilevate delle criticità

Bandiera Blu, Poli Bortone contenta ma con riserva: “Manca una visione”

La candidata del Centrodestra riconosce l’importanza del riconoscimento centrato per la prima volta da una marina leccese, ma critica la gestione della candidatura di San Cataldo da parte dell’amministrazione Salvemini

LECCE – L’assegnazione alla località di San Cataldo della Bandiera Blu è stata salutata con favore anche da Adriana Poli Bortone.

La candidata del Centrodestra ha parlato di un risultato che “rende tutti noi leccesi particolarmente orgogliosi, e dimostra che le politiche di tutela dell’ambiente – peraltro ampiamente presenti nel mio programma di governo – sono strategiche per la crescita dei territori”.

Al contempo, tuttavia, Poli Bortone ha espresso alcune riserve sulla gestione della candidatura di San Cataldo da parte dell’amministrazione Salvemini (il sindaco ieri, dopo essere rientrato da Roma dove aveva partecipato alla cerimonia per la Bandiera Blu, ha annunciato una conferenza stampa nella marina per la giornata di sabato).

“I titolari degli stabilimenti balneari hanno fatto tanti sforzi in questi anni e questa bandiera blu è anche merito loro, oltre che di madre natura che è stata generosa in questa terra, distribuendo equamente bellezza in tutto il territorio. Tanto equamente che la candidatura della sola San Cataldo dimostra come l’amministrazione abbia scientemente scelto di investire solo su questa marina, trascurando le altre. Non si possono (furbescamente) escludere le altre marine relegandole ad una serie cadetta, per concentrare gli interventi, temporanei per giunta, solo su una per raggiungere un obiettivo. Se ragioniamo in questi termini resta una bandiera issata e nulla più”.

In seconda battuta Poli Bortone rimarca l’importanza, a proposito della qualità delle acque, di un’opera pubblica risalente ai tempi della sua amministrazione:

“Non per metterci una bandiera, ma per dovere di cronaca, un ruolo fondamentale per garantire acque pulite e sicure lo ha avuto la condotta sottomarina lunga 2,8 chilometri a 25 metri di profondità realizzata nel corso della mia amministrazione. Prima i reflui venivano scaricati sulla spiaggia con divieto di balneazione sino a 500 metri per lato a partire dallo sbocco a mare. Un progetto dunque che ha contribuito a dare i suoi frutti perché grazie a quell’intervento le acque della marina hanno riacquistato purezza. Così si governa: con investimenti che producono gli effetti anche nel lungo periodo. Nel mio programma, a tal proposito, c’è anche una forte attenzione al riuso delle acque reflue”.

In chiave futura Poli Bortone rilancia l’idea di un porto turistico alimentato a idrogeno: “Abbiamo individuato come farlo e con quali strumenti finanziari. Oggi, infatti ci sono numerose leve di investimento a costo zero per i comuni ed è un impegno preciso quello di dar vita ad un ufficio per ottenere finanziamenti a fondo perduto per rilanciare l’economia di Lecce e delle sue marine. Siamo comunque contenti di questo riconoscimento, ma ci aspettiamo che tutti i servizi previsti e tutti i parametri previsti ci siano realmente”.

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