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Barba affonda Coppola:"Cambiare la città? Idee dannose"

Pronta le replica del deputato Pdl dopo il salto in avanti dell'ex capogruppo della Grande Gallipoli e le sue proposte sul turismo d'elite. "Gallipoli non ha bisogno di modelli. Deve solo migliorare"

Vincenzo Barba-13

GALLIPOLI - Il capitano di lungo corso, Vincenzo Barba, stoppa sul nascere le fughe in avanti. E affonda idee e proposte "coraggiose" di cambiamento radicale della Gallipoli turistica. Quelle invocate e abbozzate dall'ex consigliere comunale Giuseppe Coppola (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=29799). Alcuni punti nodali su portualità, traffico e parcheggi, appalto rifiuti, scarichi dei depuratori e quant'altro sui quali l'ex capogruppo si è detto subito pronto, con la sua lista civica, a sottoporsi al giudizio dei cittadini. Insieme a chi ne condivide le soluzioni. Perseguendo modelli ambiziosi, a suo dire, verso i quali incanalare la via del cambiamento: da Portofino alla Lecce Porta d'Europa. Un accenno, un apripista al dibattito pre-elettorale ormai pronto a scaldare animi e a seccare le ugole dei politici gallipolini.

Idee e progetti di cambiamento quelle abbozzata da Coppola che secondo la visione del deputato cittadino, Vincenzo Barba, non farebbero altro che snaturare e stravolgere l'identità della Città bella. Che in teoria non avrebbe bisogno di specchiarsi in altre realtà, pur blasonate, o seguire modelli di riferimento soprattutto sotto il profilo turistico. Lo afferma con veemenza, Barba. Che precisa in premessa: "Gallipoli è di per sé un modello di sviluppo turistico a cui fanno già riferimento tantissimi esperti di marketing territoriale. Affannarsi alla ricerca di una realtà a cui omologarla è inutile, riduttivo e dannoso. Se poi si vogliono scegliere termini di paragone, almeno che si guardi a località alla moda e non a luoghi un po' retrò che facevano tendenza qualche decennio fa". Quindi per il deputato pidiellino i paragono con Rimini o meglio ancora con Portofino o Lecce, richiamati da Coppola, non reggono.

E questo perchè "la Città bella si confronta da sempre, senza paura di sfigurare, con le grandi mete del turismo continentale: Biarritz, Formentera, Ibiza, Palma di Majorca, Capri, Mikonos" afferma Barba. Che non può nascondere comunque anche le aberrazioni dell'offerta turistica gallipolina. E per questo precisa: "C'è, tuttavia, bisogno di maggiore organizzazione e di un coordinamento, a livello territoriale, dei servizi di qualità che i turisti ormai pretendono, anche nell'ottica di quella destagionalizzazione dei flussi e diversificazione dell'offerta di cui molto si parla, ma per la quale troppo poco si fa. Ho avuto in più occasioni modo di sottolineare" continua Barba, "che la vera forza di Gallipoli sta nella cultura dell'accoglienza e dell'ospitalità che è tipica della sua gente e che fa sì che la destinazione in riva allo Jonio non passi mai di moda. Non ci si improvvisa operatori turistici dall'oggi al domani. I nostri cittadini sanno perfettamente che, in un periodo ben definito dell'anno, il loro diritto di cittadinanza deve essere condiviso con i turisti e non solo lo accettano, ma ne sono orgogliosi". Così come è anche vero che caos esponenziale e disagi negli ultimi anni hanno reso questa condivisione tra residenti e turisti di massa più "sopportata" che orgogliosamente accettata.

Una constatazione di fatto che non sminuisce il pensiero di Barba. Che incalza, e rilancia: "Se Gallipoli non fosse meta di quella gioiosa invasione che la trasforma nei mesi estivi, forse avrebbe qualche cartaccia in meno sui marciapiedi e qualche posto a sedere in più nei suoi locali, ma sarebbe infinitamente più triste. Qual è il suo segreto?" spiega il parlamentare gallipolino, Semplice, saper coniugare storia e tradizione con divertimento e spensieratezza. Vogliamo forse farcene una colpa? Abbiamo ristoratori e albergatori dalla grandissima capacità imprenditoriale, sia coloro che hanno una tradizione nel settore che le nuove leve. Guai se apprendisti stregoni dovessero mettere le mani su una macchina dagli ingranaggi oliati e che cammina alla perfezione. La politica ha il dovere di aiutare l'economia locale, soprattutto quella giovanile che rischia e investe nel settore talenti ed energie. Spazzare via loro per salvaguardare gli interessi di pochi non sarebbe eticamente corretto. Come immorale è ciò che continuo a sentir dire circa la volontà di distruggere il glorioso porto mercantile dalla cui fiorente attività vivono tante famiglie non soltanto nel periodo estivo".


E la constatazione finale, dopo tale ragionamento, non può che essere una: "Una politica che ignora la storia della propria città è una politica miope. Forse sarebbe il caso" conclude Barba "che, prima di lanciare proposte dannose o tentare di perseverare in certi progetti, si prendesse visione dei dati riguardanti Gallipoli con maggiore attenzione, evitando di nascondere dietro al paravento di tematiche generali la ricerca ossessiva di un posto al sole a Palazzo Balsamo".

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