Politica Gallipoli

Barba: "Istituzioni al riparo dalle beghe di partito"

Il Senatore azzurro prende posizione dopo le recenti fibrillazioni del Centrosinistra a Palazzo dei Celestini: "Se Fasano è coerente deve dimettersi anche da consigliere e non solo da capogruppo Ds"

Forse perché memore delle ultime burrascose vicende legate all'amministrazione di Gallipoli, Vincenzo Barba, prende posizione anche sulle recenti fibrillazioni che interessano il governo della Provincia. Forse perché il sindaco-senatore ha vissuto proprio di recente sulla sua pelle la pressione dei partiti della sua maggioranza e le difficoltà di arginare una crisi che poteva compromettere il proseguo e il buon andamento della sua amministrazione, oggi scende in campo a tutela delle Istituzioni. Lanciando appelli e messaggi chiari: "Teniamo le Istituzioni al riparo dalle beghe di partito". Ne più ne meno di quanto aveva tentato di far passare, come messaggio, nella sua Gallipoli per evitare di sottomettere le prerogative del sindaco agli umori e ai condizionamenti dei partiti politici.

Oggi il messaggio di Barba viene rivolto ai dirimpettai del centrosinistra alle prese con i mal di pancia del dopo-voto a Palazzo dei Celestini. Con la solita ed inevitabile "stoccatina" finale all'avversario per antonomasia, Flavio Fasano. C'è da giurare che non bisognerà attendere molto per ascoltare la replica ai sottili rilievi del senatore azzurro da parte di chi, all'ombra della Quercia e del Partito democratico, lo inviterà senza mezzi termini a guardare "in casa propria" invece di pontificare a destra e, soprattutto, a manca. E' nel gioco delle parti della dialettica e della contrapposizione politica che, condita in salsa leccese, è ancora più piccante. Per ora parla Barba che dalle sponde dello Ionio incalza: "Mi chiedo dove sia finito lo spirito democratico ed il senso di responsabilità tanto sbandierato dal centrosinistra se si arriva a mettere in crisi la seduta del Governo Provinciale per via di qualche commento autorevole e politicamente nobile da parte del Presidente Giovanni Pellegrino. Il Presidente ha difeso la linea politica del suo partito che è anche il primo partito della coalizione con senso di responsabilità al fine di consentire al candidato Antonio Rotundo di proseguire nel cammino di propaganda elettorale con serenità ed in un clima di condivisione generale. Poi, guardando la scarsità del risultato prodotto ha svolto le sue valutazioni che rappresentano un suggerimento per il futuro e non una bocciatura del passato".

E poi va giù duro il senatore: "Si tratta di valutazioni che soltanto chi ha la mente offuscata da imbarazzi e complessi di debolezza politica può non comprendere. E infatti, puntualmente, il consigliere Flavio Fasano non è riuscito a comprendere esprimendosi con gesti e azioni tanto eclatanti quanto controproducenti e del tutto strumentali e privi di significato per se e per il suo partito che ad oggi sembra più impegnato in una resa dei conti spicciola che non alla creazione del tanto decantato Partito Democratico. Quanto al Consigliere Fasano - prosegua ancora Barba - "se davvero ritiene di non aver nulla a che fare con la gestione politica del suo partito in Provincia, farebbe meglio a dimettersi anche da consigliere provinciale piuttosto che dal solo e semplice capogruppo. Infatti, dimettendosi anche da consigliere provinciale darebbe un significato profondo alle sue parole, mentre dimettendosi soltanto da capogruppo crea un clima di confusione generale che investe le Istituzioni e le ingolfa, con grave danno per l'intera collettività salentina che incomincia a non capire la verità dei fatti. Solo così sarebbe uomo di parola, soltanto così dimostrerebbe lealtà comportamentale e non resteremmo sempre nel vuoto chiacchiericcio da bar". E poi la chiosa finale: "Per il bene del Salento mi auguro che l'Ente Provincia venga messo al riparo da vicende tragi-comiche che non hanno nulla a che vedere con il diritto dei salentini di essere autorevolmente rappresentati nelle Istituzioni. Ma se tanto mi da tanto immagino che Fasano quelle dimissioni tanto annunciate non le darà mai e quelle da capogruppo le farà a breve rientrare, magari facendosi scrivere una lettera di sostegno dal Segretario provinciale e dai suoi solidali provinciali e regionali, come è solito fare. Eppure il Salento meriterebbe di meglio e di più".

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