Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica Gallipoli

Barba: "Piro e Coppola, saggi con la coscienza sporca"

Pronta replica dell'ex sindaco all'appello lanciato dal coordinatore della Margherita: "Vogliono boicottare la mia elezione. Codice etico? Basta non candidare chi ha sperperato denaro pubblico"

Coppola crea e propone: più idee e programmi per la città, meno candidati sindaci. Lo Sdi e la Margherita ammiccano: se ne può parlare. E il senatore Barba?...Distrugge. Torna alla carica l'ex sindaco fiutando che "l'Armata Brancaleone" continua, a suo dire, a delegittimare la sua figura e boicottare la sua prossima ricandidatura a Palazzo Balsamo. Distrugge Barba quello che tra le righe definisce un possibile "inciucio" elettorale, tramato alle su spalle, e con il solo ed unico intento di screditarlo agli occhi dei gallipolini-elettori. Tentativo fumoso e senza costrutto secondo il senatore azzurro, più agguerrito che mai, e che si dichiara intenzionato a tirare dritto per la sua strada. Quella strada che porta alla piena condivisione della cittadinanza, e al rilancio del territorio ionico. A stuzzicare il nuovo interevento chiarificatore dell'ex sindaco, l'appello lanciato in questi giorni dal coordinatore della Margherita ed ex "inquilino" di Palazzo di Città, Roberto Piro che invoca un codice etico per la governabilità di Gallipoli in vista delle prossime elezioni amministrative. Nel contempo Piro ha manifestato la sua condivisione ("un buon punto di partenza nel dibattito politico...") per le dichiarazioni rese del consigliere provinciale di Forza Italia Giuseppe Coppola, che ha chiesto maggiore attenzione ai programmi.

Pronta la replica di Barba quindi: "Apprendiamo che tal signor Piro consiglia alla collettività la necessità di adottare un codice etico da rispettare nella scelta dei candidati da sottoporre al suffragio popolare. E così, tira di qua e tira di là, una parola scappata a Coppola ed un'altra sussurrata da Piro, veniamo a conoscenza che a Gallipoli si è messo seriamente al lavoro un 'comitato di saggi', coordinato dalle due menti succitate, che ha la finalità dichiarata di scrivere tutti i connotati che dovranno avere i candidati a sindaco della nostra città per la prossima tornata amministrativa della primavera 2008. E che la regola numero uno di questo codice, a firma Piro-Coppola, prevede che, in base al rispetto dei principi più elementari di cultura, legalità e trasparenza della politica, i candidati a sindaco della città jonica non debbano avere un cognome composto da 5 lettere che abbia inizio con la B e termini con la A. Sarebbe opportuno il rispetto di questa semplice regola per garantire a tutti i cittadini un futuro di buona politica e di buon governo. Come quello che saprebbero dare lorsignori".

E ancora: "Purtroppo per loro così non è. Tra qualche tempo tutti vedremo e tutti sapremo il peso delle varie candidature. Sia che si scelga il metodo democratico delle primarie, sia che si scelga qualche altro criterio, tra breve tutti avremo cognizione e contezza di chi si candida alla carica di primo cittadino di Gallipoli. Senza avere alcuna pretesa di scrivere codici etici comportamentali, cosa che lascio fare a chi ha riconosciute competenze giuridiche, ed ultradecennale esperienza politica, come i signori Piro e Coppola, mi permetto modestamente di aggiungere che sarebbe il caso che non si candidassero personaggi che hanno due macchie gravi sulla loro coscienza politica. Secondo me non dovrebbero candidarsi a sindaco di Gallipoli coloro che hanno fatto parte di giunte che hanno amministrato la città senza guardare mai al bilancio ed al modo in cui si spendono i soldi dei cittadini, contribuendo invece a scialacquarli e dilapidarli fino a ridurre il Comune di Gallipoli sull'orlo del dissesto. Come si fa, infatti, a chiedere ai cittadini di pagare le tasse se poi quei soldi, in un passato remoto o recente, sono stati utilizzati per fare favori ad amici e parenti, senza alcun rispetto dei criteri di equilibrio e di responsabilità nella gestione della cosa pubblica? Non eleggibili coloro che hanno commesso abusi edilizi, poco importa se poi condonati, quando erano in carica come pubblici amministratori. Come si fa, infatti, a guardare la pagliuzza nell'occhio altrui quando nella propria si ha una trave?".

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