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Barba spiazza tutti: "Ci vorrebbero più parlamentari"

L'onorevole gallipolino va controcorrente sui costi della politica e rilancia per un aumento del numero degli eletti. "E' necessario dire sempre la verità anche quando appare scomoda e impopolare"

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ROMA - "Non so cosa, in cuor loro, pensino i miei colleghi, dal momento che ciascuno di noi è responsabile delle proprie azioni in Aula, nelle varie commissioni e, soprattutto, nei collegi, ma sono fermamente convinto che i parlamentari andrebbero non dico raddoppiati ma certamente aumentati. Altro che ridotti della metà, come strumentalmente, costi quel che costi, alcuni vorrebbero". Ne è convinto il deputato del Pdl, Vincenzo Barba, che non esita ad intervenire senza alcun giro di parole su un tema, quello dei costi della politica, rispetto al quale l'opinione pubblica è particolarmente sensibile senza distinzione di schieramento.

Sono diverse le argomentazioni addotte dal parlamentare gallipolino a sostegno di una tesi che non si può certo definire popolare, soprattutto nel momento in cui la manovra finanziaria chiede ulteriori sacrifici per evitare il declassamento finanziario dell'Italia. "Come può fare un membro del Parlamento, che dovrebbe rappresentare un bacino di cittadini assai più grande, impegnarsi per dare risposte esaurienti ed esaustive? Dovrebbe avere il dono della ubiquità e dell'onnipotenza che, essendo un cittadino comune, un parlamentare non può avere", ha scritto l'onorevole nel suo comunicato ufficiale con riferimento al rapporto tra deputato e territorio di riferimento nel caso il numero dovesse essere diminuito se non dimezzato.

Barba risale la corrente anche per quanto riguarda gli aspetti economici, quelli che più scandalizzano i comuni elettori: "Chi fa veramente politica con passione e coraggio non può vivere con il compenso da parlamentare. Ed è giusto che sia così. Se si hanno collaboratori a supporto della nostra attività, una struttura organizzata per meglio assolvere alle nostre funzioni, sedi in cui ricevere e ascoltare i cittadini e se si è vicini, non solo a parole, alle tante iniziative sociali che si organizzano, non ci si arricchisce assolvendo a questo impegno", spiega il vulcanico esponente del centrodestra.

Oltre alla questioni specifiche, Barba attacca l'impostazione qualunquistica che starebbe dietro a questa generale levata di scudi contro i "privilegi" dei parlamentari: "Squarciamo il velo dell'ipocrisia: pensiamo veramente di risolvere i problemi della nostra economia risparmiando su 200 stipendi? È necessario avere il coraggio di parlare sempre e comunque a testa alta e la serietà di dire la verità. Anche quando appare scomoda e impopolare". Senza dubbio una posizione netta che non mancherà di suscitare commenti e polemiche. Ma perché l'onorevole del Pdl, che pure con del rapporto diretto con la popolazione del suo collegio elettorale ha fatto sempre un tratto caratterizzante del suo operato, esce così allo "scoperto"?

Più di qualcuno pensa che potrebbe essere proprio lui a figurare nell'elenco dei sacrificabili qualora si andasse al voto con questa legge elettorale - cioè con la lista bloccata - per un numero di rappresentanti inferiore a quello attuale. Nelle ultime elezioni per la Camera dei Deputati, Barba è stato inserito al numero 18 della rosa del Pdl, dopo Luigi Lazzari, Gabriella Carlucci e Luigi Vitali. Sono stati eletti in 23.

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