Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

"Basta chiedere sacrifici al Salento: no al nucleare"

Dell'Anna, consigliere comunale di Nardò, si schiera contro la possibilità che sorga una centrale fra il territorio neretino e Avetrana. "Stretti fra l'Ilva e Cerano: è l'ora dell'energia alternativa"

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"Produrre energia elettrica a bassi costi e che non dipenda da sorgenti fossili è diventata per l'Italia una necessità improcrastinabile". Esordisce così Rino Dell'Anna, consigliere comunale di Nardò (nell'ultima tornata sfidante di Antonio Vaglio alla carica di primo cittadino, per il centrodestra), nell'ambito del dibattito che è sorto in questi giorni sulla possibilità che venga ad insediarsi una centrale nel Salento. "Se per un verso cause macroscopiche come gli alti costi del petrolio, del carbone e la tutela dell'ambiente sollecitano l'Italia a fare presto, altre ragioni legate strettamente alla recessione economica spingono il nostro paese ad incrementare con urgenza le provviste energetiche nazionali. Non possiamo più rischiare possibili blackout - dice Dell'Anna -, né dipendere da altri paesi europei, né si può far incidere in maniera forte sui bilanci delle famiglie e delle imprese il costo dell'energia elettrica necessaria per vivere e produrre".

"Ciò deve essere oggetto di un'azione seria e ponderata del Governo. In questa materia non si può essere superficiali e legati a stati d'animo. Il fabbisogno nazionale va assicurato ricorrendo alle diverse fonti disponibili tenendo conto sia della geo-morfologia del territorio - prosegue - che della distribuzione della popolazione e della sua densità. Vento, sole, nucleare, biomasse, combustibili fossili, maree sono tutte sorgenti che, ognuna in quota parte, devono contribuire alla produzione dell'energia elettrica necessaria all'Italia. La Puglia, in particolare, è una regione che con gli impianti esistenti già contribuisce in maniera considerevole al fabbisogno nazionale di energia. I mega impianti esistenti, tutti funzionanti a carbone e petrolio, hanno già compromesso in maniera decisa la qualità della vita dei pugliesi. Nel Salento poi pensare di appesantire la già critica situazione è un'idea folle e non condivisibile", sbotta Dell'Anna. "Immaginare sulla base di vecchi studi, di far nascere tra Nardò ed Avetrana una centrale nucleare è irrazionale, illogico e pericoloso. L'alta densità abitativa, la presenza della centrale di Cerano, che ancora aspetta di essere convertita a metano, e gli impianti Iilva di Taranto, sono ragioni che bastano ed avanzano per scongiurare il nucleare nel Salento".

"Il Salento può ulteriormente contribuire al fabbisogno di energia però attraverso la costruzione di impianti che utilizzano fonti energetiche alternative e non inquinanti come il sole, il vento, le biomasse, le maree. In Italia - prosegue l'esponente del centrodestra - la percentuale di energia da produrre attraverso l'utilizzo di materiale nucleare può essere assicurata già rimettendo in funzione le centrali di Caorsio, Trino Vercellese e Latina che furono bloccate dopo il referendum di 25 anni fa e che tanto costano agli italiani per la loro tenuta in sicurezza. Eventuali altre centrali nucleari (non di grandi dimensioni) dovranno essere previste e realizzate in luoghi sicuri, senza rischi immediati per la popolazione ed in siti privi di forti impatti ambientali. A Nardò ed al Salento non si possono chiedere altri sacrifici. Le popolazioni neretine e salentine al Governo chiedono lavoro, servizi e risorse per nuove aziende e non ulteriori carichi ambientali ed impianti - conclude - che nulla hanno a che fare con la vocazione del territorio".

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