Politica

"Basta con uso elettorale di sedi e risorse Provincia"

I parlamentari del Pdl scrivono al Prefetto, puntando il dito sull'uso di alcune iniziative della Provincia di Lecce. Pronta la replica di Loredana Capone, che afferma: "Le vostre polemiche sterili"

provincia-di-lecce_(2)-9

I parlamentari Pdl scrivono al Prefetto e dicono no all'uso elettorale delle sedi e risorse della Provincia di Lecce. E lo dicono con forza, puntando il dito contro l'amministrazione provinciale e contro tutta una serie di attività ritenute propagandistiche in un periodo in cui, secondo le norme, occorrerebbe solo applicare una gestione ordinaria dell'ente. La lettera, firmata dai sei parlamentari leccesi del centrodestra salentino, è un richiamo alla nota della Prefettura di Lecce del 17 aprile 2009 sul "divieto per le pubbliche amministrazioni di svolgere attività di comunicazione" e alla Legge 28 del 2000 che all'articolo 9 comma 1, dispone che "Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto, è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabile per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni".

I senatori Giorgio Costa, Cosimo Gallo e Simonetta Licastro e i deputati Vincenzo Barba, Luigi Lazzari e Ugo Lisi, denunciano al Prefetto quelle che ritengono le continue e costanti violazioni delle norme, fatte dal Presidente della Provincia, dai suoi assessori e dai consiglieri provinciali e, a titolo di esempio, allegano una lettera con cui l'assessore - candidato del Pd alla Presidenza, Loredana Capone, ha convocato per lunedì 18 maggio una riunione della consulta sull'handicap, alla quale invita tutti i parlamentari salentini allo scopo di proporre loro iniziative legislative da portare in Parlamento.

"Non ci risulta - dicono i parlamentari del Pdl - che questa Consulta si sia riunita frequentemente negli ultimi anni. Né ci risulta che l'assessore - candidato Capone si sia particolarmente prodigata su questi temi prima della campagna elettorale. Tanto meno risulta che ella possa svolgere questa attività ora che è candidato Presidente del centrosinistra né che essa rientri nella ordinaria amministrazione della Provincia. È solo l'ultimo caso tra decine e decine di casi che in questi giorni si stanno verificando".

I rappresentanti locali del Pdl a Roma chiedono pertanto l'intervento immediato del Prefetto "per restituire - come precisano - legalità a questa campagna elettorale e per indurre la sinistra salentina a rispettare la circolare della stessa Prefettura e le Leggi dello Stato. I cittadini - proseguono - sono stufi di assistere ad una gestione di questa Provincia da parte di un Presidente, Pellegrino, di assessori e consiglieri che in questi anni hanno ritenuto che la Provincia fosse casa loro e non una Istituzione al servizio dei cittadini". Il riferimento degli esponenti del centrodestra va ancora alla conferenza stampa del presidente Pellegrino, alla presenza della moglie, per annunciare un'iniziativa giudiziaria della consorte, definita "eclatante".

"Tali iniziative - evidenziano - non rientrano nella comunicazione consentita dalla legge in questo periodo che prevede invece solo 'forme impersonali ed indispensabili di comunicazione per l'efficace svolgimento delle funzioni', né hanno nulla a che vedere con 'l'efficacia giuridica degli atti', bensì con l'uso improprio di risorse e mezzi della pubblica amministrazione. Si ha notizia, infine che da parte della Giunta e dei Dirigenti della Provincia si continuino ad adottare alcune delibere, nomine, provvedimenti, determine, che non sono né urgenti né improrogabili, bensì in aperta violazione del su menzionato art. 38, comma 5, del Testo Unico".

Parlare e meno e lavorare per sensibilizzare il governo nazionale a dare attenzione al mezzogiorno: in sintesi è questo l'invito della candidata del centrosinistra alla provincia di Lecce, Loredana Capone, che non fa attendere la propria replica all'iniziativa dei parlamentari del Pdl: "Invece di parlare senza essere informati - esordisce - i parlamentari salentini del Popolo delle libertà farebbero bene ad impegnarsi affinché questo Governo si occupi delle fasce deboli e delle nuove povertà, non penalizzi troppo il meridione e non scippi a noi i fondi Fas per destinarli agli imprenditori al nord".

"Nella loro lettera i parlamentari - prosegue - citano come esempio di 'abuso' la riunione, l'ennesima, della consulta provinciale sull'Handicap, istituita dalla Provincia di Lecce e da me presieduta. Essi dimostrano ancora una volta la loro totale disattenzione su un tema come quello della disabilità. Li ringrazio comunque perché mi danno una ulteriore occasione per approfondire e spiegare l'iniziativa, richiesta dalle stesse associazioni della consulta, prevista per lunedì mattina. Abbiamo invitato a partecipare tutti i parlamentari salentini, quindi di centrodestra e di centrosinistra, per discutere di una proposta di legge finalizzata a sostenere i familiari che si prendono cura dei parenti non autosufficienti anche attraverso i contributi figurativi che permettano loro di avere una pensione".

"Ricordo ai parlamentari firmatari della lettera - prosegue Loredana Capone - che la Consulta, che non è di destra o di sinistra, è composta da portatori di handicap o da loro familiari organizzati in associazioni (circa una sessantina) e promuove nel territorio politiche di integrazione e di sostegno in favore delle persone disabili. Quelle politiche che il governo, sostenuto dai parlamentari del Pdl, non persegue e, anzi, ostacola. Mentre il governo taglia i fondi relativi alla non autosufficienza, mentre il governo taglia, indebolendo il tessuto produttivo del sud, noi cerchiamo di fare tutto il possibile per alleviare le pene dei disabili e dei loro parenti e proponiamo una attività costruttiva per sollecitare i parlamentari ad un impegno maggiore su queste tematiche".

"L'azione del centrosinistra - prosegue la Capone - è molto attenta ai più deboli, ai loro diritti, al sostegno alle famiglie in difficoltà. Ma si rischierebbe di non tenere conto di un grande patrimonio sociale e finanziario se non si intervenisse per tutelare questi piccoli eroi della famiglia nel loro presente e nel loro futuro che fanno risparmiare allo stato ingenti risorse nel momento in cui si occupano dei loro familiari. Io credo che i parlamentari del Pdl farebbero bene a sostenere le nostre battaglie per l'eliminazione delle barriere architettoniche ancora esistenti e per il supporto concreto ai disabili e alle loro famiglie piuttosto che perdere tempo in polemiche sterili e parolaie che cercano inutilmente di gettare fango su chi lavora e si impegna".

Ma la polemica non si spegne, ma si sposta su altre questioni. Il coordinatore provinciale del Pdl, Cosimo Gallo, accusa gli avvocati della famiglia Pellegrino di voler condizionare il Tar sui ricorsi degli assessori di Io Sud o di improvvisare "doti di chiaroveggenza", tracciando "con disinvoltura non solo il comportamento futuro del sindaco Perrone nella complicata vicenda di Palazzo Carafa, ma anche gli esiti possibili e le ripercussioni nel caso che tale vicenda fosse approdata poi davanti al giudice amministrativo": "Sembrano quasi assicurare - afferma Gallo - agli assessori che il primo cittadino ha rimosso dalla sua giunta una felice conclusione della propria vicenda (quanto meno nel primo grado del giudizio amministrativo). È evidente che non è la prudenza la migliore qualità dei Pellegrino, che tra le altre cose assumono la stessa identica posizione che gli interessati hanno assunto in questi giorni".


"In altri termini - prosegue -, le loro parole hanno una certa sospetta assonanza con quelle della Poli Bortone e dei suoi, accomunate pure (probabilmente) dal furbo intento di prevenire in qualche modo il verdetto del Tar. Ma, ammesso anche che il Tar sia dello stesso orientamento dei Pellegrino, non ho difficoltà a prevedere che invece il consiglio di Stato, dove certamente ricorrerà l'amministrazione, confermerà la giustezza dell'operato del sindaco e, quindi, la revoca degli assessori. Volendosi infatti soffermare sugli orientamenti precedenti, se è vero che quello del Tar va nell'indirizzo predetto dai Pellegrino, è anche vero che quello del Consiglio di Stato va nel senso opposto, come accaduto recentemente nella nota vicenda Sgarbi a Milano. Sarebbe quindi in ogni caso una vittoria molto breve che non potrebbe essere usata in campagna elettorale". E, a proposito di questioni giudiziarie, l'avvocato Paolo Federico Fedele, legale di Raffale Fitto, in seguito alla divulgazione solo parziale della sentenza del Tribunale civile di Lecce sulla querela sporta dal ministro magliese nei confronti di "Repubblica" e di Marco Dinapoli, precisa che: "Il Tribunale di Lecce in primo grado ha accolto la domanda dell'On. Raffaele Fitto, condannando 'Repubblica', il suo Direttore ed il giornalista Lello Parise a pagare 63mila euro ritenendo diffamatorio il contenuto dell'intervista resa dal Dott. Di Napoli il 22.6.06 a quel giornale. Nel corso dell'istruttoria del processo, però, è emersa la non genuinità di quella intervista, cosicché il Tribunale civile non ha potuto estendere la condanna al Dott. Di Napoli. A tanto consegue sul piano tecnico il rimborso delle spese legali. Quello che conta, però, è l'esito totalmente favorevole del giudizio per l'On. Raffaele Fitto, che ha visto ristabilita la verità dei fatti e risarcito il danno subito".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Basta con uso elettorale di sedi e risorse Provincia"

LeccePrima è in caricamento