Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Battaglia per scarico a mare, pronti ricorso e mobilitazione di Porto Cesareo

Il sindaco Albano impugna gli atti del Comune di Nardò che ha revocato parte del protocollo. Domani confronto pubblico

PORTO CESAREO - La lunga e affannosa querelle per bloccare lo scarico a  mare sul litorale di Torre Inserraglio e nel contempo la necessità di garantire i lavori di completamento della rete fognante ai quali la comunità di Porto Cesareo non vuole assolutamente rinunciare. Il fronte di opposizione e la revoca di parte del protocollo d’intesa con Regione e Acquedotto da parte del consiglio comunale di Nardò ha determinato così le rimostranze della comunità cesarina e il sindaco Salvatore Albano ha già inteso valutare tutte le azioni amministrative e giuridiche da mettere in atto per difendere le ragioni del suo territorio. Come annunciato l’amministrazione comunale ha formalizzato in queste ore la decisione di impugnare dinnanzi al Tar la delibera dell’assise comunale neretina del 6 settembre scorso. A tal fine è stato affidato l’incarico legale all’avvocato Pietro Quinto per dar seguito al ricorso contro la decisione assunta dal Consiglio comunale neretino, su invito del sindaco Pippi Mellone, per la revoca dei contenuti del protocollo d’intesa laddove era previsto lo scarico in mare delle acque reflue, la realizzazione della condotta sottomarina e il collettamento della rete fognaria di Porto Cesareo a quella di Nardò.

"Attendiamo ancora che il presidente della Regione, Michele  Emiliano, ci riceva per chiarire i vari aspetti di questa vicenda” ribadisce il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano, “ e nel frattempo,  stiamo inoltrando il ricorso al Tar per opporci alla revoca del protocollo e al fine di tutelare gli interessi dei cittadini della nostra cittadina”. È stato inoltre conferito incarico allo stesso legale, per la predisposizione delle controdeduzioni alle osservazioni trasmesse dal Comune di Nardò all’acquedotto pugliese e alla Provincia di Lecce nell’ambito dell’iter procedurale, per fornire assistenza e supporto all’amministrazione nell’ulteriore corso del procedimento di verifica di assoggettabilità alla valutazione d’impatto ambientale.

Per domani sera, alle 19, presso la biblioteca comunale l'amministrazione comunale cesarina, in accordo con il Comitato cittadino nato ad hoc, ha organizzato anche un incontro pubblico aperto a tutti, per  discutere dello stato dell'arte della rete fognaria di Porto Cesareo e delle prospettive future, al fine di difendere le proprie ragioni di fronte alla revoca del protocollo d'intesa del comune di Nardò e concertare ulteriori ed eventuali azioni da intraprendere. Il tutto a soli pochi giorni dalla nuova presa di posizione del primo cittadino di Nardò, Mellone, che ha ribadito il suo "no" convinto allo scarico a mare e fornendo la condivisione verso un  percorso istituzionale condiviso per affrontare in maniera risolutiva la questione. “Ci sarà forte contrapposizione se un commissario verrà ad imporre il progetto di Aqp” l’avvertimento del sindaco neretino che sul nodo della gestione dei reflui degli agglomerati di Nardò e Porto Cesareo ha preso carta e penna e inviato una propria missiva  al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, al presidente della Regione, Michele Emiliano, al presidente della Provincia, Antonio Gabellone, al prefetto Claudio Palomba, al presidente del Consorzio Area Marina Protetta di Porto Cesareo, Remi Calasso e al collega di Porto Cesareo, Salvatore Albano.

Da parte sua invece il primo cittadino di Porto Cesareo aveva già evidenziato lo stato dei fatti all’indomani del tavolo tecnico che si è svolto in Regione il 13 settembre scorso e presieduto dal dottor Limongelli, per discutere su alcuni progetti di raffinamento delle acque reflue e per il loro riutilizzo in agricoltura. “Progetti lodevoli, in fase ideativa, che per essere realizzati e portati a pieno regime avranno bisogno di anni” ha chiarito il sindaco Albano, “è stato più volte ribadito, in quel tavolo, che le acque raffinate potranno essere utilizzate nei campi nel periodo estivo e che difficilmente si potranno utilizzare, in toto, nel periodo invernale. Per cui una condotta che porti l'acque reflue, in eccesso in mare è necessaria. Così avviene in tutti i posti in cui si effettua il raffinamento delle acque per irrigazione. Alla nostra precisa domanda se il progetto di raffinamento e successivo riutilizzo in agricoltura esclude la condotta in mare” ha ribadito Albano, “è stato detto che quel progetto di affinamento comporta comunque una condotta a mare che elimini le acque in eccesso e quindi non utilizzate nei campi. Il dottor Limongelli” ha concluso il sindaco cesarino, “ha anche aggiunto che i tecnici incaricati per il progetto della rete fognaria di Porto Cesareo e Nardò non hanno trovato altra soluzione tecnica se non quella dello scarico a mare delle acque depurate provenienti dai depuratori delle due località tramite la condotta sottomarina”.

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