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Bilanci trasparenti e centralità del lavoro: Bellanova all’attacco

Punta dritta al secondo mandato la deputata salentina che ha presentato il bilancio, anche finanziario, della sua attività: stakanovista delle presenze alla Camera, ha invitato tutti i candidati del Pd a presentare i conti

Teresa Bellanova.

LECCE – Trecentomila euro in cinque anni. E’ quanto ha versato Teresa Bellanova al Partito democratico durante la legislatura appena conclusa. Un atto dovuto, secondo quanto prevede il regolamento interno a seconda degli incarichi ricoperti, ma non per questo scontato come dimostrano situazioni diverse emerse anche durante i mesi scorsi nella grande famiglia democratica salentina.

La deputata salentina, in corsa per le primarie di domenica prossima, punta tutto sulla trasparenza presentando un bilancio a 360 gradi comprensivo della situazione patrimoniale di tutto il suo nucleo familiare (a disposizione sul sito della Camera dei deputati), delle fatture, della documentazione dei mutui contratti per finanziare le campagne elettorali, delle spese per la segreteria e per i collaboratori, “tutti inquadrati con regolare contratto” (chiunque ne abbia voglia, può prenderne visione semplicemente recandosi presso la sede della federazione provinciale, a Lecce, in via Tasso). Il suo bilancio mensile netto è di 3mila 651 euro, non molto di più di quanto guadagnava – ha assicurato l’interessata – prima di essere eletta.

Teresa Bellanova - nel corso di una conferenza-incontro molto partecipata e che l’ha vista accanto al segretario provinciale Salvatore Capone, anch’egli candidato – non ha mai parlato direttamente, nemmeno quando sollecitata dalle domande dei cronisti, di altri esponenti del partito in corsa per la formazione della lista elettorale. Ha giocato però tutta la sua conferenza stampa all’attacco sul terreno di quella che gli inglesi definiscono accountability, la capacità cioè di dar conto in ogni momento non solo della propria attività politica ma anche dei propri bilanci. E l’invito finale a tutti i candidati a pubblicare i propri bilancio suona senza infingimenti come il guanto della vera sfida.

Stakanovista delle presenze ai lavori parlamentari con il 97,83 per cento, l’onorevole originaria di Ceglie Messapica risulta tra i più produttivi rappresentanti del Pd in Parlamento.

Al centro dell’agenda per un rinnovato impegno alla Camera dei deputati, l’esponente del Pd, rilancia il tema del lavoro che l’ha vista protagonista di decine di interrogazioni ed interpellanze: è stato a lei del resto che il segretario nazionale, Pierluigi Bersani, ha affidato il compito di rendere la dichiarazione di voto in Parlamento sulla riforma del lavoro targata Fornero che Teresa Bellanova ha definito “il passaggio più intimamente tormentato dell’appoggio del Pd al governo Monti”.

Dalla vertenza per l’ex Bat alla recente risoluzione per la proroga della cassa integrazione in deroga a tutto il 2013, dalle vicende dei lavoratori stagionali della masseria Boncuri alla legge sull’equo compenso per i giornalisti pagati anche due o tre euro a pezzo: tra bocconi amari e risultati strappati dopo estenuanti tira e molla, Bellanova ha detto di essersi sentita in trincea, esponendosi anche laddove altri hanno preferito le uscite secondarie pur di non incappare nel risentimento e nella rabbia dei lavoratori.  In quella trincea ci vuole tornare con in più l’ambizione – non sbandierata ma nemmeno nascosta nella retorica - di poter dire in prima persona la sua nel prossimo governo chiamato a reggere le sorti dell’Italia.

In allegato il rendiconto politico finanziario di Teresa Bellanova.

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