Sabato, 19 Giugno 2021
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Belloluogo, la battaglia per la concessione al Consiglio di Stato

Di mezzo un contratto di nove anni e un'oasi che aspetta ancora di decollare. Al Tar di Lecce l'ha spuntata la Bios-Innovapul, ma Geoambiente ha proposto appello con richiesta di decreto dopo il ricorso respinto

LECCE – Quella per il Parco di Belloluogo è una battaglia destinata a protrarsi davanti a Palazzo Spada. E’ delle ultime ore la notifica dell’appello presentato al Consiglio di Stato dall’avvocato Adriano Tolomeo, con richiesta di decreto, per conto della Geoambiente. La ditta, seconda classificata nella gara d’appalto per il ripristino, la manutenzione e la gestione dell’area che aspira a diventare il vero, grande, parco di Lecce, sta portando avanti la sfida a colpi di carte bollate con la Bios-Innovapul, rappresentata dall’avvocato Luigi Quinto, che nei giorni scorsi ha vinto il primo round davanti al Tar di Lecce.  

Belloluogo, su via vecchia Surbo, a ridosso del cimitero, un’estensione di circa 70mila metri quadrati, è stato per anni in totale abbandono, prima dell’avvio di una lenta opera di recupero. Svetta su tutto una torre medievale del 1300, notevole esempio di architettura militare angioina. Lavori, inaugurazioni e manifestazioni stanno facendo rinascere torre e parco circostante. Anche se ancora quest’oasi alle porte di Lecce non è decollata. Nel tempo si sono sprecate lamentele per gli orari approssimativi d’apertura, ma anche per la pulizia e i servizi, senza dimenticare problemi di sicurezza con raid vandalici, specie di notte.

Da qui, la decisione di provvedere in modo concreto. Una vicenda che ha visto in gara varie aziende, ma che è terminata davanti al Tribunale amministrativo regionale. La seconda classificata, infatti, contesta carenza dei requisiti di partecipazione da parte dell'aggiudicataria. A decidere, in prima istanza, è stato il Tar di Lecce, che il 22 luglio ha dato il via libera alla sottoscrizione del contratto tra l’amministrazione comunale e Innovapul. Il raggruppamento Bios-Si era aggiudicato la concessione nel maggio scorso e, per il Tar, con tutte le carte in regola.

I giudici della prima sezione (presidente Patrizia Moro, estensore Jessica Bonetto), infatti, hanno respinto il ricorso cautelare proposto dalla Geombiente. Accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Luigi Quinto, nell’interesse delle imprese aggiudicatarie, e dell’avvocato Elisabetta Ciulla, per contro del Comune di Lecce, e rilevando come i requisiti richiesti ai concorrenti fossero stati regolarmente dichiarati in sede di gara dal raggruppamento e integralmente comprovati nel corso della verifica.

Ma cosa prevede l’appalto? Secondo il capitolato, chi se lo aggiudicherà, dovrà riattivare il Parco, occupandosi anche della promozione delle attività  ricreative, ludiche e culturali. L’attività di gestione della struttura, che avrà una durata di nove anni, dovrà essere ispirata a garantire l’uso più aperto, completo ed equo delle strutture, coniugando funzionalità e fruibilità, rispetto ai vari utenti e alle diverse caratteristiche delle attività.

Dovranno essere favorite e promosse manifestazioni, spettacoli, attività di carattere culturale di valorizzazione del patrimonio, purché compatibili con le esigenze di conservazione e funzionalità delle strutture.

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