Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Beni culturali e Santa Croce, tra "voti" e polemiche

Il ministero chiude la Sopraintendenza di Lecce che in questi giorni sta effettuando il check-up a Palazzo dei Celestini e alla basilica. Ma Simona Manca rilancia: "Mezzi per operare al 100 per cento"

Tecnici della Sopraintendenza di Lecce ieri al lavoro sulla facciata di Palazzo dei Celestini.

LECCE - La Sopraintendenza di Lecce probabilmente finirà accorpata a quella di Bari ma non per colpa del "baricentrismo", quanto della razionalizzazione che il ministero dei Beni culturali ha predisposto per le sue sedi periferiche. Quando Tremonti chiude il rubinetto, del resto, l'acqua non arriva alla "periferia dell'impero" (per abusare di un'espressione già abusata). Che poi l'acquedotto pugliese abbia le sue perdite è un altro discorso, ma non il fattore scatenate, almeno in questa circostanza che sta animando il dibattito politico e istituzionale.

Fuor di metafora, la generale riorganizzazione delle attività per i beni architettonici e paesaggistici - sui quali, come è risaputo, si è abbattuta senza incontrare resistenza la scure dei tagli governativi - è esclusivamente basata su ragioni economiche di contabilità nazionale. Questo, naturalmente, non sposta di una virgola la fondatezza del disappunto di quanti credono che sia illogico privare il capoluogo salentino, epicentro di una zona ad alta intensità culturale, della sede di un ufficio importante tanto per gli interventi urgenti sulle opere quanto per il lavoro di front-office nel disbrigo della pratiche.

I vertici di Palazzo dei Celestini, intanto, scendono in campo contro la soppressione della sede leccese della Sopraintendenza ai beni architettonici ed artistici che ha competenza anche sulle province di Taranto e Brindisi, disposta dal ministero per i Beni culturali nell'ambito della riorganizzazione dei propri uffici periferici. "Non solo la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici deve rimanere a Lecce, ma deve essere messa in condizione di essere operativa al cento per cento". La vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia di Lecce Simona Manca partecipa alla mobilitazione per "salvare" il presidio leccese e aggiunge un elemento in più alla vicenda.

"Dal 2004 alla sede leccese, seppure titolare formalmente e competente in materia, è stato impedito di operare al meglio a causa dell'esiguo numero di personale, e della spola continua con il capoluogo di Regione a causa del fatto che documentazioni, sezioni, parti di archivi, parte logistica in genere si trovano su Bari. E' giunto, dunque, il momento di dare alla sede leccese la dignità che le compete, fornendole i mezzi e le condizioni che le consentano di operare a 360 gradi", conclude la numero due della Provincia sottolineando come la gran parte dei beni da tutelare si trovi nel Grande Salento.

Il presidente Antonio Gabellone ha invece annunciato la presentazione di un ordine del giorno nel prossimo Consiglio provinciale in cui si "fanno voti" al ministro Giancarlo Galan "affinché la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le Province di Lecce, Brindisi e Taranto continui a svolgere attività di tutela, salvaguardia, conservazione e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico, presente sul territorio". Presidente e vicepresidente parteciperanno domani alle 13 alla commissione permanente Cultura che discuterà dell'ordine del giorno. Gabellone ha formulato anche l'auspicio che tutti i Comuni della provincia adottino analoghe iniziative".

Santa Croce: l'assessore Alfarano chiede un fronte compatto.

Per quanto riguarda la basilica di Santa Croce, i cui ponteggi all'ingresso testimoniano della necessità di un intervento piuttosto urgente, come del resto bisognerebbe fare per Palazzo dei Celestini, l'assessore al Turismo del Comune di Lecce, Massimo Alfarano scende in campo per promuovere la "crociata" destinata al reperimento di fondi.

"Auspichiamo che, accanto al Sindaco - prontamente intervenuto e messosi a capo di una task force per reperire finanziamenti da destinare agli interventi di recupero della stabilità architettonica della basilica - al presidente della Provincia e all'arcivescovo, possano esserci interventi da parte di tutti gli altri enti territoriali che hanno a cuore il futuro dell'immagine della nostra città". Alfarano non lo scrive testualmente ma il suo accenno polemico è indirizzato ad un bersaglio piuttosto preciso.

"Poiché non si spiegherebbero, altrimenti, le dichiarazioni di giubilo in occasione dei buoni dati inerenti il comparto turistico regionale e l'assenza dinanzi alle problematiche che minano alla base il raggiungimento di quei risultati. Da sempre riteniamo che i successi del territorio siano il risultato di un gioco di squadra; le emergenze palesatesi a Palazzo dei Celestini e alla basilica di Santa Croce toccano tutti, nessuno escluso. E sarebbe grave se qualcuno facesse finta di non sentire".

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