Domenica, 20 Giugno 2021
Politica

Ma il bike sharing funziona? E Carlo Salvemini rimase a piedi

Da una parte il convegno, dall'altra la ricerca affannosa di una scheda per usufruire del servizio di mobilità su due ruote. Il candidato alle primarie del centrosinistra: "Gli annunci trionfali hanno stancato"

LECCE – Tra gli aspetti della vita cittadina, un posto preminente spetta alla mobilità: trasporti pubblici, piste ciclabili, parcheggi di interscambio. E, da un paio d’anni, il bike sharing, un servizio che consente di prelevare una bici del Comune e di muoversi attraverso la città, prelevando e depositando il mezzo presso gli stalli esistenti. Un’idea di condivisione (sharing) che riscuote un grande successo in molte città europee e che è destinato a prendere sempre più piede anche in Italia, dove già esistono realtà d’avanguardia, come Brescia, Bergamo e Torino, solo per citare le prime (LEGGI L'ARTICOLO).

Anche l’amministrazione comunale leccese ha predisposto, poco più di due anni addietro, il servizio che, a dire il vero, è andato avanti senza che si riuscisse a capire granché di quale fosse il reale livello di utilizzo da parte di cittadini e turisti. Non a caso, l’Adoc – una delle associazioni a difesa dei consumatori – non perde occasione per sollecitare il report. Ieri, nella sale dell’ex conservatorio Sant’Anna, si è svolto un convegno nazionale organizzato proprio dall’assessorato alla Mobilità, diretto da Giuseppe Ripa. Un incontro al quale sono stati invitati esperti da Torino ed esponenti delle associazioni interessate, per fare il punto sul servizio, confrontare esperienza, studiare pratiche ottimali per la gestione.

Uno dei problemi principali sono i costi di gestione. Tanto è vero che Sgm, che aveva ricevuto dal Comune la delega al servizio, ha fatto marcia indietro come candidamente espresso dal presidente dell’azienda, Gianni Peyla. Ma il servizio, intanto, funziona veramente? Se lo è chiesto Carlo Salvemini, candidato alle primarie del centrosinistra, che ha raccolto in un video – girato nelle stesso ore di svolgimento del convegno – la prova sul campo, conclusasi con un nulla di fatto: i tentativi di accedere ad una tessera sono andati a vuoto in tre alberghi cittadini ma anche presso l’Urp di Palazzo Carafa (GUARDA IL VIDEO).

“Usufruire del bike sharing a Lecce è praticamente impossibile. Il servizio non è lacunoso; è del tutto inesistente”, ha dichiarato Salvemini. “In tutto ciò, le bici rimangono parcheggiate nelle loro stazioni, esposte alle intemperie e in uno stato di abbandono pressoché totale. Se questa è la considerazione che l'amministrazione comunale ha della mobilità ciclistica, preferiamo credere in un'altra idea di città, dove la bici possa essere un mezzo di trasporto per tutti. Gli annunci trionfali privi di qualsiasi fondamento hanno fatto il loro tempo; è arrivato il momento per progettare una Lecce più  sostenibile, più sicura, più dinamica”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ma il bike sharing funziona? E Carlo Salvemini rimase a piedi

LeccePrima è in caricamento