Venerdì, 30 Luglio 2021
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Debiti fuori bilancio e residui attivi: sui conti un peso da 80 milioni di euro

In commissione l'assessore Monosi sul consuntivo 2012: "Gestione molto sofferta, ma il disavanzo 2009 è coperto" nonostante il taglio dei trasferimenti. Per Torricelli e Salvemini i numeri non reggono. Il 17 il voto del consiglio comunale

LECCE – Incontri che non ti aspetti a Palazzo Carafa. Pochi istanti prima dell’apertura dei lavori, che prevedevano la sua relazione sul conto consuntivo 2012, l’assessore al Bilancio, Attilio Monosi, ha scambiato qualche battuta con Ennio De Leo, suo predecessore, condannato il 10 aprile in primo grado a quattro anni e mezzo di reclusione per falso, abuso d’ufficio e peculato nell’ambito dell’inchiesta sui buoni obbligazionari del Comune aggiudicati nel 2005 dal gruppo Deutsche Bank per 105 milioni di euro.

Ad una settimana dalla discussione in consiglio comunale, Monosi ha iniziato dunque in commissione Bilancio – ancora una volta assenti i tre revisori dei conti, con grande disappunto dei presenti - a “preparare” il terreno per un’approvazione che sia la meno dolorosa possibile, anche se la minoranza ha già fatto intendere che anche questa volta darà battaglia nella convinzione che la realtà dei numeri smentisca l’impostazione dell’amministrazione che ha sempre parlato di un’azione di risanamento dei conti a fronte del pregiudizio negativo dell’opposizione.

Monosi ha riconosciuto una “notevole sofferenza” nella gestione finanziaria e si è detto molto dispiaciuto per aver dovuto inasprire la leva fiscale (con l’aumento dell’Imu). Operazione che ha motivato, come già in passato, con il taglio dei trasferimenti dallo Stato. L’assessore al Bilancio ha dichiarato di considerare conclusa la copertura del disavanzo di 11 milioni risalente al 2009 ed ha annunciato un saldo positivo di amministrazione per 10 milioni, vincolati tuttavia dal Patto di stabilità.

Carlo Salvemini, di Lecce Bene Comune, si è detto di tutt’altro avviso, “La gestione corrente non è in equilibrio”, ha commentato il consigliere sottolineando come da una parte la spesa sia aumentata di 12 milioni negli ultimi due anni attestandosi sui 115, e dall’altra la tenuta formale dei conti si regga su una voce del tutto o quasi inattendibile, cioè quella riferita ai residui attivi che sono crediti ritenuti certi, riferiti agli ultimi cinque anni: ben 45 milioni di euro che però l’ente non è in grado di riscuotere ma che iscrive in bilancio. La gran parte di questa cifra è riconducibile all’evasione tributaria Ici e Tarsu.

“Galleggiamo su una montagna di residui inesistenti o sopravvalutati”, ha concluso Salvemini, rimandando al dibattito in consiglio le valutazioni politiche che riguarderanno anche la richiesta di anticipazioni per 43 milioni di euro alla Cassa Depositi e Prestiti, avanzata dall’amministrazione in virtù del decreto per lo sblocco del pagamento dei debiti verso le imprese: “Due questioni apparentemente distinte, ma che nel caso di Lecce sono strettamente collegate”.

E proprio partendo dal mega prestito Antonio Torricelli, vice presidente del consiglio comunale, altro attento controllore delle questioni finanziarie del Comune di Lecce, ha aggiunto: “Quei 43 milioni sono un macigno che poggia sulle verità che noi raccontiamo da anni”. Per l’esponente del Pd, infatti, l’entità della richiesta va ben oltre la volontà di onorare i debiti verso le imprese ed include invece voci che con il decreto del governo non avrebbero nulla a che fare, come i 15 milioni necessari per coprire per le rate del 2012 derivanti da transazioni. Torricelli si è detto anche certo che, quando verrà fatto il lavoro di aggiornamento sui residui attivi, Palazzo Carafa si ritroverà con un buco di bilancio superiore a quello del 2009.

Forti perplessità sono state espresse anche rispetto ai debiti fuori bilancio, che per il Comune di Lecce “sono diventati la regola”. Negli ultimi tre anni ammontano a 40 milioni di euro. Per quanto riguarda questo capitolo, Torricelli ha chiesto all’assessore perché non sia stato riconosciuto come fuori bilancio il debito di un milione di euro verso la Sgm inserito in una note del consuntivo 2012 e cosa aspetti l’amministrazione a iscrivere, sempre come debito fuori bilancio, il lodo arbitrale di 9 milioni di euro chiuso con sentenza definitiva già nel giugno dello scorso anno e relativo alla Tangenziale Est. 

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