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Billa, l'ultima "serrata" dei lavoratori in prefettura. Si riapre la trattativa per l'iper

Sono tornati a farsi sentire i dipendenti del supermercato di San Cesario, ormai chiuso. Con loro Cisal e sindaco Romano. Il prefetto sollecita l'apertura di un nuovo tavolo di confronto a Bari. "Nessuno sa a che punto sia la vertenza. Siamo stati abbandonati"

LECCE – Ci sono, esistono ancora e da quel presidio (durato mesi), allestito tra gli scaffali vuoti dell'ipermercato Billa di San Cesario non si sono mai mossi. Peccato che sulla loro vertenza lavorativa sia calato un fitto sipario, contestualmente alla chiusura delle saracinesce sui negozi di uno dei primi e più longevi supermercati della storia di Lecce. Divenuto dormitorio per senza tetto, ormai carente di servizi igienici, rifugio per l'ultima speranza dei 70 dipendenti mandati a casa dal gruppo Rewe cui faceva capo Billa.

Senza molti complimenti e senza neppure il cuscino degli ammortizzatori sociali, giacché la cassa integrazione fu respinta dai padroni di Billa nel lontano 2012. Lasciando il posto all'indennità di mobilità che garantisce una manciata di soldi al mese: dai 600 agli 800 euro, non di più.

Ed ora che i termini della mobilità stanno per scadere per la metà di loro, a causa della giovane età media dei dipendenti, anche il sindaco del Comune interessato, Andrea Romano, ritorna sui passi degli errori commessi in passato. Sbroglia la matassa della vertenza per individuare il momento in cui, a suo dire, il meccanismo della trattativa si è inceppato: "Purtroppo i sindacati  hanno prefererito agire nell'interesse di una parte dei dipendenti anziché sostenere una soluzione comune". E ancora: "Un anno addietro esistevano i margini per l'attivazione della cassa integrazione valida per 4 anni". Ma quell'ipotesi è naufragata, insieme alle varie manifestazioni d'interesse intorno all'immobile: progetti imprenditoriali che si sono puntualmente scontrati con i canoni di affitto troppo alti. Così come esigeva il gruppo Aedes, proprietario della struttura.

Ora l'ipotesi di apertura del sussidio statale, o regionale, si riaffaccia per tutti i giovani lavoratori qualificati che, da giugno in poi, si troveranno sprovvisti dell'ombrello della mobilità. Un passo più vicini al licenziamento, quindi, un passo molto indietro rispetto alla prospettiva di una ricollocazione lavorativa.

"Io sono un padre di famiglia, con figlio a carico, affitto e spese da sostenere. - racconta un manifestante ai piedi della prefettura -. E' stata dura tirare avanti con appena 600 euro al mese, perché ero inquadrato part-time ed ora mi toglieranno anche quelle". "E' l'Italia intera che sta fallendo", si sbilancia un collega, travolto da un comprensibile disincanto. Comprensibile alla luce di quel senso di abbandono, non solo figurato, che ha accompagnato le sorti dei lavoratori Billa.

"Abbandonati da tutti", recita, non a caso, il manifesto issato in via XXV luglio, teatro dell'ennesimo sit-in di protesta. E l'elenco dei presunti "indifferenti" è lungo: assessori locali, Loredana Capone in primis, "rea" di non aver promosso tempestivamente la riapertura delle trattative sui tavoli baresi, istituzioni, politica, ma soprattutto i sindacati.

Sindacati che, con l'unica eccezione di Cisal, non sono stati neppure avvisati della manifestazione. Perché? Perché interpellati sul caso, a detta degli iscritti non avrebbero fornito "risposte precise o conivincenti".  "A volte qualcuno ripesca la storia dell'imprenditore di Tricase interessato a rilevare l'ipermercato, al solo fine di prendere tempo", insinua un lavoratore. Lo stesso sindaco Romano prima smentisce che la trattativa tra l'imprenditore salentino e il gruppo Aedes sia tutt'ora in corso. Poi, a beneficio del dubbio, aggiunge: "A meno che non vi siano altre novità che non conosco".

IMG_2641-2L'unica certezza che emerge, prepotentemente, é che nessuno possiede informazioni sullo stato dell'arte. Le stesse licenze per la vendita, adatte per piccole e medie strutture, messe a disposizione dal Comune di San Cesario giacciono inutilizzate. Così il bisogno di sgombrare il campo dai dubbi, e dal vocare di corridoio, ha spinto il segretario Cisal, Vito Perrone a farsi ricevere oggi dal prefetto Giuliana Perrotta, allo scopo di sollecitare la riapertura di un tavolo regionale che impegni la task force. Incontro fissato seduta stante dall'assessore allo Sviluppo economico, Loredana Capone, che ha individuato la prima data utile nella mattinata del 5 novembre.

 L'obiettivo ultimo rimane, però, il lavoro. "I dipendenti Billa, iscritti nelle liste di mobilità, hanno precedenza nelle assunzioni. E questo anche in virtù della loro professionalità – spiega Perrone -. Ci aspettiamo, quindi, che venga riservata loro una corsia preferenziale in caso di apertura di nuovi supermercati, come il grande centro commerciale di Galatina che aprirà i battenti a breve".

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