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Affaire gasdotto in consiglio regionale. Blasi: “Chiarezza verso i pugliesi”

Il segretario del Partito democratico ha chiesto la convocazione in seduta monotematica perché ciascuno si assuma le sue responsabilità rispetto ad una scelta dalla quale non si potrà tornare indietro con facilità una volta partiti i cantieri

@TM News/Infophoto

LECCE – Almeno i cittadini pugliesi, e quelli residenti in provincia di Lecce in particolare, conosceranno la posizione dei consiglieri regionali e della giunta Vendola sul progetto di gasdotto presentato da Tap. Il segretario del Partito democratico, Sergio Blasi, ha infatti sollecitato il presidente dell’assise, Onofrio Introna, a convocare una seduta urgente monotematica.

Duplice lo scopo della richiesta dell’ex sindaco di Melpignano: prendere in esame tutte le ipotesi di riduzione dell’impatto ambientale, ma anche definire una posizione univoca del consiglio sulla vicenda. L’esponente democratico si è già espresso nel merito, durante le scorse settimane: è decisamente contrario all’approdo del gasdotto sulla spiaggia di San Foca e comunque favorevole ad una compensazione economica che consenta ai salentini di avere, ad esempio, sconti sulle utenze energetiche.

Blasi aveva inoltre fatto riferimento – sul Corriere del Mezzogiorno - alla valutazione di Cerano come terminale del gasdotto e alla riconversione a gas dell’attuale centrale a carbone. Ipotesi che indiscrezioni di fonte aziendale rispedirebbero al mittente, essendo già in corso un corposo investimento per rendere più sostenibile il mega impianto che più volte è stato al centro di polemiche e anche di inchieste giudiziarie.

Il segretario regionale del Pd oggi ha risposto: “Per come la immagino io, in una azione così importante, direi vitale per la tutela della salute dei brindisini e dei salentini (sui quali piovono i fumi del carbone bruciato a Cerano), la Regione Puglia non giocherebbe un ruolo impositivo ma propositivo e partecipativo. Si tratta di realizzare una impresa che, mi rendo conto, è difficile anche da immaginare, ma che questa terra, i suoi abitanti e anche i tanti morti di emissioni inquinanti, continuano a chiedere”.

Sergio Blasi-22-3“Ambientalizzare Cerano e impedire lo scempio di una marina come San Foca – prosegue Blasi - sarebbe una grande opera per la quale vale la pena spendere tutta la nostra capacità progettuale e tutto il nostro coraggio politico. Se questo progetto non può essere realizzato, e non ho sentito finora ragioni sufficientemente forti perché questo non avvenga, ognuno deve dirlo davanti ai pugliesi, nella maggiore istituzione democratica della Puglia”.

Un momento di chiarezza e di assunzione di responsabilità verso una scelta che sarebbe molto difficile rinnegare una volta che i cantieri saranno partiti, è insomma quello che chiede Sergio Blasi anche agli altri esponenti del Pd, come l’ex assessore Fabiano Amati che invece si è già detto contrario all’approdo a Brindisi. Il governatore pugliese, Nichi Vendola, ha dichiarato di condividere le perplessità di chi si oppone al terminale in territorio di Melendugno, ma il governo regionale, che ha un ruolo importante sebbene non invalicabile data la rilevanza nazionale ed europea della questione, sta seguendo una linea attendista. 

Ma sull'ipotesi di un approdo alternativo non si esprime il Comitato No Tap, che sin dall'inizio sta conducendo una battaglia per fermare la realizzazione del gasdotto: non ci sarebbero elementi sufficienti per suffragare questa o quella soluzione, perché lo studio di impatto ambientale e sociale presentato il 10 settembre conterebbe indicazioni molto superficiali per quanto riguarda gli scenari alternativi a San Foca. L'opposizione del comitato è al gasdotto, senza se e senza ma, perché ritenuto inutile in relazione a tutti gli obiettivi annunciati, prima di tutto quello di una maggiore indipendenza del punto di vista dell'approvvigionamento energetico: dai dati disponibili e resi noti da Snam - scrivono gli attivisti - sono 120 miliardi di metri cubi veicolati in Italia da diversi paesi esportatori, ma solo 70 quelli necessario al consumo interno. 

In questa aggrovigliata matassa i salentini, intanto, hanno preso atto del voto favorevole espresso al Senato sia dal Pd che dal Pdl - oltre che da Scelta civica e dalla Lega Nord - alla ratifica del trattato trilaterale tra Italia, Grecia e Albania, preliminare all’avvio dell’opera. Nell’obbligatorio passaggio alla Camera dei deputati ci sarà la possibilità, per chi volesse farlo, di distinguere la propria posizione da quella del partito di riferimento. 

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