Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica Maglie

Blasi replica a Macculi sui rifiuti e boccia le Ato

In una conferenza stampa, il segretario regionale del Pd risponde all'assessore provinciale Macculi e propone l'abolizione della Ato: "Inutili carrozzoni contrari alle finalità per cui sono nati"

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MAGLIE - Sergio Blasi replica a Silvano Macculi sulla gestione rifiuti: il consigliere regionale e segretario del Pd pugliese respinge al mittente le tesi dell'assessore provinciale al bilancio in merito all'emergenza e ribatte colpo su colpo all'avversario politico. Per Blasi, la colpa degli aumenti sulla Tarsu non sarebbe da affibbiarsi alla raccolta differenziata che costa di più, ma alle responsabilità di un sistema monco, anche a causa di chi, gestendo gli ambiti territoriali ottimali, non ha saputo presentare per tempo un piano d'ambito, bloccando la realizzazione di impianti di compostaggio, necessari a chiudere il ciclo rifiuti.

Del resto, secondo Blasi le inesattezze del duo Macculi-Garrisi sarebbero sotto gli occhi di tutti: il riferimento va alla presunta cancellazione da parte di Vendola dei termovalorizzatori; in realtà, per il segretario del Pd il piano Fitto, dal punto di vista impiantistico, non ha mai previsto alcun termovalorizzatore, ma si dava facoltà ai partecipanti alla gara per lo smaltimento industriale del ciclo dei rifiuti, ambito per ambito, di costruire il sistema di smaltimento e la destinazione finale del combustibile da rifiuto.

Blasi ha ricordato come da oltre un anno predichi la necessità di una raccolta differenziata spinta, in assenza di alcuni punti fondamentali del ciclo, che avrebbe garantito l'abbassamento drastico del costo dello smaltimento. Il segretario del Pd ha, dunque, invitato tutti i soggetti interessati al completamento del ciclo, che era incompleto già all'epoca dello sbandierato piano Fitto. Blasi ha poi puntato il dito contro le competenze e la gestione delle stesse Ato, che proporrà nei prossimi mesi di sopprimere, in quanto "carrozzoni inutili che viaggiano in direzione contraria a quella per cui sono preposti".

Patto di stabilità: "Tregua per cambiare le regole"
"Il nostro è un invito a deporre le armi e a firmare un armistizio tra le parti per superare la rigidità del Patto di Stabilità sulla quota di cofinanziamento dei fondi europei - è questo il commento del Presidente del Gruppo consiliare dell'Udc alla Regione Puglia al termine dell'incontro in Commissione Bilancio, riunitasi in via Capruzzi per l'approvazione del conto consuntivo, chiuso con un attivo di 324 milioni di Euro.

"Nell'incontro tra il Ministro Fitto ed il Governatore Vendola era già emersa la criticità del sistema rispetto al Patto di Stabilità - ha spiegato il presidente dell'Udc - Un'anomalia che impedisce di spendere i Fondi Fas per non andare incontro allo sforamento del Patto di Stabilità. Un po' come il gatto che si morde la coda. Se non ci saranno modifiche nelle regole, la Regione si troverà davanti alla scelta tra lo sforamento del Patto, con le conseguenti pesanti sanzioni, e il disimpegno di fondi europei che non potranno essere spesi per mancanza di cofinanziamento".

"Abbiamo apprezzato la disponibilità del ministro Fitto a rivedere le norme che regolano il Patto di Stabilità per fare leva sulla spesa corrente ed essere liberi dalle spese in conto capitale - ha sottolineato Salvatore Negro - Siamo convinti che solo in un clima di serenità e di collaborazione tra le parti si potrà superare questa criticità, nell'interesse del territorio".


"Quanto all'obbligo di rientro del Piano Sanitario - ha continuato il Presidente Negro - abbiamo rilevato come tutte le manovre che il Governo regionale sta mettendo in atto, compresa la chiusura di ospedali ed il taglio di posti letto, risulteranno vane se non saranno emanate norme per la regolamentazione della spesa sanitaria. L'auspicio - ha concluso - è che si emani una seria normativa in grado di incidere su una reale riduzione della spesa".

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