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"Primarie vere", programmi e barra a sinistra. Blasi ufficializza la sua sfida

Approvato senza problemi un documento dei segretari Marra e Piconese, ma l'ex sindaco di Melpignano ribadisce la sua disponibilità alla candidatura

Sergio Blasi durante il suo intervento in direzione.

LECCE - Sergio Blasi sfida il gruppo dirigente del Partito Democratico: non solo primarie a tutti i costi, ma anche la necessità di affrontare le elezioni comunali del 2017 non con le armi proprie del centrodestra, bensì con un'alternativa "vera e credibile", fatta di programmi e di comportamenti, capace anche di dialogare proficuamente con quei soggetti collettivi che, fuori dal perimetro istituzionale, hanno prodotto "alcuni degli esperimenti più interessanti degli ultimi anni".

Insomma, per l'ex sindaco di Melpignano, il Pd deve guardare a sinistra e deve, per dirla alla Ingrao, riscoprire la radicalità perché "non mi voglio assuefare all'idea che Lecce abbia un'anima conservatrice". 

Nel corso della riunione congiunta della direzione provinciale e di quella cittadina, Blasi ha dunque confermato la sua disponibilità (già emersa pubblicamente nelle scorse settimane) a partecipare alle primarie che, a suo dire, vengono prima delle "coalizioni e delle geometrie" essendo l'unico strumento capace di liberare quelle energie che, altrimenti, resterebbero compresse e inespresse, insieme alle grandi potenzialità ancora inesplorate del capoluogo salentino: "Primarie vere però, che non devono essere svilite con il ricorso alle truppe cammellate prese in prestito dal centrodestra", ha chiarito.

L'intervento dell'ideatore della Notte della Taranta è venuto dopo quelli di apertura di Salvatore Piconese e di Fabrizio Marra, rispettivamente segretario provinciale e cittadino. Da parte di entrambi tiepide rassicurazioni sulle primarie - "sono nello statuto del partito" - ma anche la richiesta di mettere da parte le logiche personalistiche e, rivolta ai "big", quella di partecipare in prima linea alla battaglia per le amministrative: in sala sono presenti i deputati Fritz Massa e Salvatore Capone, ma il messaggio è ampiamente indirizzato anche alla vice ministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova.

La segreteria ha presentato un documento che definisce gli step del percorso da seguire, di qui, alla prossima primavera: individuazione delle forze sociali e politiche di una possibile coalizione; convocazione di un incontro organizzativo per sancire un "Patto per Lecce 2017" a partire dalle formazioni che sostengono il governatore Michele Emiliano (dunque Udc, ma anche quei pezzi di centrodestra confluiti nelle civiche); organizzazione di un "forum programmatico", per settembre, aperto alle associazioni e agli attori economici del territorio e, dulcis in fundo, definizione di un percorso per la designazione del candidato sindaco, considerando anche lo strumento delle primarie.

Il capogruppo in consiglio comunale, Paolo Foresio, che insieme ai due segretari ha ricevuto il mandato "ad avviare il percorso deliberato", ha difeso a spada tratta il lavoro fatto a Palazzo Carafa dopo che Blasi aveva parlato di "cinque anni trascorsi invano" e che Alessandro De Matteis, presidente dell'associazione Prendi Posizione che a Blasi fa riferimento, aveva puntato l'indice contro l'assenza del partito dalle strade, dai luoghi dove ci si misura con i bisogni dei cittadini. Per Foresio ai leccesi interessa davvero poco delle primarie, mentre si ritrovano tutti i giorni alle prese con la necessità di rivendicare i loro diritti "con il cappello in mano". 

pdplatea-2L'incontro di questo pomeriggio, alla fine dei conti, non ha rivelato nulla di diverso rispetto a quanto emerso nelle settimane scorse, soprattutto a mezzo stampa, ma ha confermato l'esistenza di due tendenze diametralmente opposte, tanto a livello di tattica che di strategia: non è un caso che Umberto Uccella, funzionario di lungo corso del Pd, abbia paventato il rischio di una "guerra senza quartiere" in mancanza di un patto unitario tra le anime del partito. A tutto vantaggio del M5S che renderà "protagonista una parte di città che si sente esclusa, seppur con una dialettica ingannevole".

Il documento della direzione è stato approvato senza problemi di sorta, ma la sortita ufficiale di Blasi ha fatto capire che venderà cara la pelle e che quello di amministrare Lecce più che un capricco è un vero e proprio sogno al quale non intende rinunciare facilmente: "Voi pensate davvero - ha detto nel corso del suo intervento - che senza un momento di mobilitazione, come sono le primarie, un momento che coinvolga anche persone come il sottoscritto, in grado cioè di dare respiro e mobilitare forze che altrimenti resterebbero ferme, pensate davvero di poter mettere insieme una maggioranza elettorale? Pd e Puglia in più (il movimento del senatore Dario Stefano, ndr) con un candidato sindaco scelto dalle segreterie, sono in grado di raccogliere la maggioranza degli elettori di questa città? Convincetemi che è così e io ritiro già stasera la mia candidatura alle primarie. Sono prontissimo".

Ai lavori della Direzione, partecipata come non si vedeva da tempo, ha assistito anche il segretario regionale, Marco Lacarra. 

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