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Bloccate innovazioni per i campeggi green. Confindustria storce il naso

Dopo il via libera della giunta regionale nuova frenata in commissione per lo snellimento delle norme delle aziende del turismo all’aria aperta. Coppola: “Atto ingiustificato”

BARI - Brusca frenata nella commissione bilancio della Regione alle nuove norme per innovare un settore trainante come quello del turismo all’aria aperta e per rendere i campeggi più green. La sezione turismo di Confindustria Lecce non nasconde tutto il suo disappunto auspicando una nuova virata nella discussione e approvazione nell’imminente consiglio regionale.

Dopo anni di  immobilismo in tale direzione  la giunta regionale retta da Michele Emiliano aveva fornito un segnale decisivo di novità con l’approvazione delle modifiche alle disposizioni in materia di semplificazione amministrativa e di rafforzamento della capacità competitiva delle imprese turistiche, con particolare riferimento ai campeggi pugliesi. Una scelta necessaria per innalzare il livello di competitività delle imprese locali del settore ed equipararsi alla semplificazione amministrativa vigente in altre zone di valenza turistica che consentono parametri e iter più snelli per la gestione dei servizi e delle attività interne ai campeggi e la possibilità di aumentare il numero delle mobil home dal 20 sino al 50 per cento della ricettività consentita.

Ecco perché la modifica alla vecchia legge 11/99, nella parte di competenza riferita ai campeggi, consentirebbe alle strutture ricettive all’aria aperta di ammodernarsi proiettandosi verso quelle nuove forme di turismo green sempre più richieste da parte di turisti responsabili e consapevoli, rispettosi del territorio e della cultura dei luoghi da visitare. E da qui l’apprezzamento degli operatori e delle associazioni di categoria. Entusiasmo che si è sopito però al termine dei lavori della commissione bilancio di ieri, propedeutica all’approvazione delle modifiche e degli emendamenti riguardanti anche la legge regionale inerente le imprese turistiche. Il voto contrario alle modifiche espresso a maggioranza in commissione e che ha recepito anche un emendamento presentato dal gruppo regionale di Articolo 1, ha di fatto lasciato tutto immutato. Una nuova “ingessatura” che non è stata accolta con favore dalla Sezione turismo di Confindustria Lecce che con il suo presidente, Giuseppe Coppola, ha manifestato tutta la sua disapprovazione.  

“Avevamo atteso vent’anni  anni una norma capace di dare alle nostre aziende le stesse condizioni di competitività dei nostri colleghi delle altre Regioni Italiane” lamenta Coppola, “un lungo lavoro di concertazione tra associazioni e uffici regionali utile a consentire alle nostre aziende di adeguarsi alle nuove richieste che il mercato internazionale dell’open air richiede. Una norma capace di garantire alle aziende pugliesi maggiore capacità di penetrazione e apprezzamento nei mercati stranieri e capace di allungare, qualificandola, la stagione turistica. Una norma che avrebbe consentito sin da subito importanti ricadute occupazionali anche in altri settori produttivi della nostra Regione quali, ad esempio, le tante aziende artigianali produttrici di case mobili ubicate in provincia di Lecce, Brindisi e nella Bat.  Una soddisfazione ed una speranza durata purtroppo solo pochi giorni, perché tale straordinario risultato è stato vanificato senza motivazione alcuna”.

Il presidente della sezione turistica di Confindustria  valuta del tutto “incomprensibile e soprattutto irresponsabile” il risultato della votazione della prima commissione Bilancio della Regione Puglia che ha “accolto un emendamento soppressivo della norma e privo di motivazione”, a firma del consigliere Abaterusso. “Un danno ingiustificato ed ingiustificabile al settore artigianale e al settore turistico della nostra Regione” accusa Coppola, “un attacco frontale alle aspettative di settori importanti dell’economia pugliese che con sacrificio e difficoltà continuano a garantire livelli occupazionali e flussi turistici significativi nel rispetto del territorio e dell’ambiente. Ci auguriamo che l’aria del Santo Natale riesca a far si che alle beghe politiche prenda il sopravento il buon senso” conclude l’esponente salentino, “e che la responsabilità ed una buona politica possano riparare, nella seduta del consiglio regionale, ad un torto ingiustificato e ingiustificabile subito dalle aziende”.

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