Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Botta e risposta tra Tap Italia e Lecce Bene Comune sui numeri del gasdotto

La società risponde ad un articolo apparso sul sito del gruppo leccese: "Documentazione inesatta: è del 2012. Pronti al dialogo". Molendini replica: "Il nostro interlocutore sono le istituzioni pubbliche come governo e Regione"

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LECCE - Tap risponde a Lecce Bene Comune. E Lecce Bene Comune replica a Tap. A seguito di un intervento pubblicato sul sito del gruppo politico del capoluogo salentino, che fa riferimento a Carlo Salvemini, la società ha inteso replicare all’articolo pubblicato il 16 luglio”sui numeri del gasdotto: "Segnaliamo - precisano nella nota - che la documentazione a cui fa riferimento nell’analisi dell’articolo è del marzo 2012. Da allora il progetto ha subito modifiche e miglioramenti, che verranno raccolti nella nuova documentazione di Via che verrà consegnata entro settembre 2013".

Nel testo si legge ancora che, dopo la consegna alle autorità competenti, i documenti saranno ufficiali e sarà possibile scaricarli dal sito www.conoscitap.it. Qui, è inoltre possibile fare domande aperte o chiuse circa il progetto, per esprimere dubbi e richiedere chiarimenti: "Al momento - chiariscono - è comunque disponibile sul sito la mappa del percorso definitivo".

"Per quanto riguarda l’attraversamento delle praterie di posidonia - aggiungono -, si precisa che il microtunnel è tecnicamente realizzabile per un massimo di circa 1,5 km, su tratti di lunghezza superiore non è possibile operare con questa tecnologia. Per questo le diverse opzioni con attraversamento di praterie di posidonia non possono essere comparate e va valutata la singola fattibilità di ognuna di esse".

La replica di Lecce Bene Comune è affidata alla considerazione di Gabriele Molendini del coordinamento: "I numeri sono numeri. Tap precisa che lo studio cui ci si riferisce è del 2012 e che altro nuovo studio sarà depositato nel settembre 2013. Al momento questi sono i dati che conosciamo e gli unici pubblici".

"Circa la scelta del sito di San Foca per l’approdo del gasdotto - afferma -, viene detto che il microtunnel si può realizzare per un tratto massimo di 1,5 km e 'per questo le diverse opzioni con attraversamento di praterie di posidonia non possono essere comparate e va valutata la singola fattibilità di ognuna di esse'. Posso solo immaginare che intendano dire che a 1,3 km di distanza dalla costa, nel punto dove il microtunnel emergerebbe sui fondali di San Foca per proseguire con tubazioni esterne, le praterie di Poseidonia non sarebbero presenti o sarebbero discontinue. Ciò differentemente dai tratti scartati nel brindisino. Questo il sottinteso che parrebbe evincersi".

"Inutile dire - scrive Molendini - che Tap è l’azienda privata che ha l’interesse economico a realizzare l’opera. Il confronto, le spiegazioni, le informazioni devono venire all’opinione pubblica da un interlocutore pubblico, istituzionale. Per questo, cari signor della Tap, le nostre domande, aperte o chiuse che siano, non dovranno essere rivolte a voi, ma a chi, avendo responsabilità di governo, è in ciò legittimato e necessitato a rispondere e, delle sue risposte, dovrà rendere conto alla popolazione che rappresenta. Il governo nazionale con Enrico Letta, il governo regionale con Nichi Vendola, se ci sono, battano un colpo".

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