Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

Dimissioni da sinistra anticapitalista

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

LECCE - Come noto, ieri mercoledì 11 novembre, un comunicato da me realizzato come “Sinistra Anticapitalista Salento”, nel quale si manifestava solidarietà verso i lavoratori rimasti feriti durante l’evasione di un ergastolano dall’ospedale di Lecce, è stato “misteriosamente” rimosso dal sito web dell’organizzazione, che pure lo aveva sino a quel momento ospitato per tre giorni di seguito, a partire da lunedì mattina 9 novembre.

Si è trattato di una censura successiva – e pertanto repressiva – bell’e buona, peraltro non accompagnata né preceduta da alcuna comunicazione ufficiale o ufficiosa al diretto interessato, né vi è stata successivamente comunicazione ufficiale nè ufficiosa delle ragioni di tale censura. Solo spiegazioni assolutamente poco chiare, non supportate nel concreto e pertanto non convincenti!

Nel silenzio dell’organizzazione, come pure di chi gestisce il sito web, una spiegazione però me la sono data: esprimere solidarietà ai lavoratori della polizia penitenziaria, per altro non impegnati in attività di “celere” e di “ordine pubblico”, riservate ad altre forze di polizia, crea “imbarazzo” e non pertiene così alla linea politica di Sinistra Anticapitalista.

A mio parere, però, confondere con i celerini della Val di Susa, di Bologna, di Genova ed altre situazioni alcuni lavoratori feriti soprattutto per causa di omissioni del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e che per giunta rischiano l’incriminazione per evasione colposa, un comunissimo poliziotto del posto fisso presso il pronto soccorso ed un agente di sicurezza di una ditta privata in mobilitazione permanente con relativo presidio presso l’ingresso del nosocomio, organizzato tra l’altro da un sindacato di base (Usb) cui aderiscono tant* compagn*, denota ottusità prima nel ragionamento logico e poi nell’azione politica! Quelli di Lecce sono davvero dei comunissimi poveri Cristi che quel lavoro spesso non l’hanno neanche scelto e che faticano a mandare avanti la famiglia. Sono davvero dei proletari del sud che nulla c’entrano con l’ingiustificabile repressione poliziesca di movimenti e lavoratori!

Sono lavoratori, allora, solo quelli della scuola, quelli delle pubbliche amministrazioni, quelli della sanità forse perché in quei luoghi si raccolgono più tessere della Cgil e si manifestano maggiori simpatie per una sinistra che in Italia è ormai giunta al capolinea? Se non si capisce tutto questo allora si è davvero fuori dalle grazie del popolo! La gente, lavoratori e lavoratrici non vi capiscono, collocandovi poi tra quegli sterili e fumosi pensatori ed opinionisti che conoscono con profondità gli scritti rivoluzionari, ma che rimangono tuttavia incapaci di fare scelte concrete per i lavoratori ed a fianco dei lavoratori! Ma quale Rivoluzione, compagn*, se non si capisce che non ci possono essere steccati a dividere i proletari tra proletari di destra e proletari di sinistra!

Questa vicenda, e con essa la mia partecipazione a Sinistra Anticapitalista, si chiude qui con la consapevolezza che in questa organizzazione non c’è quella democrazia tanto sventolata in statuti, regolamenti e documenti congressuali. Non c’è stata democrazia nei miei confronti e la gestione della vicenda esprime anche un’opacità ed un’assenza di trasparenza incompatibili con la mia prosecuzione in questa organizzazione. Inoltre quanto è accaduto è a mio parere sintomatico di un settarismo che, nonostante i proclami, continua a permanere in questa organizzazione, settarismo che non fa altro che allontanare ancor di più da un potenziale bacino di consenso, non solo elettorale.

Rimane tuttavia ancor più grave il fatto che la decisione “oscurantista” abbia seguito di poche ore le uscite su Facebook – a commento del comunicato poi rimosso e con le quali si chiedeva una pubblica sconfessione del medesimo - di una persona estranea all’organizzazione, ma ben nota a molti dei dirigenti ed iscritti, con i quali continua ad  intrattenere rapporti dai tempi di Lcr - IV Internazionale e Rifondazione Comunista. Questo episodio getta un’ombra fosca sull’autonomia e sulla trasparenza di un’organizzazione, se le decisioni della stessa, soprattutto quelle di tipo censorio, vengano adottate anche su  impulso di persona estranea.

Sintomatico è il fatto che a metà anni ’90 prima e poi oggi, la mia uscita da Rifondazione  Comunista prima e quella odierna da Sinistra Anticapitalista siano determinate dall’ottusità delle stesse persone, riconducibili alla medesima “scuola di pensiero”, che pur condivido nei fondamenti.

Concludo dicendo che il metodo ed il merito della vicenda mi trovano assolutamente in disaccordo con voi e mi costringono a dimissioni irrevocabili.

La mia vicenda personale mi lascia capire ancor di più quali siano i reali motivi della marginalità della sinistra e di quella “radicale” nel panorama politico italiano. Se molti* compagn* decidono di sposare la scelta dell’astensionismo ovvero quella del sostegno al M5S evidentemente qualche motivo ci sarà pure, da ascrivere anche a precise responsabilità di questa sinistra.

Manuel Buccarella

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