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Buco in Provincia. Macculi a rischio? Il Pdl lo difende

Una conferenza stampa del Pd e una di replica del Pdl riaprono la questione del disavanzo di sette milioni nel bilancio dell'ente. Pronta la mozione di sfiducia per l'assessore ma il Pdl fa quadrato

Biagio Ciardo e Silvano Macculi.

LECCE - Sul presunto buco di bilancio di 7 milioni di euro della Provincia di Lecce, continua il fuoco incrociato tra il governo e l'opposizione alla guida dell'ente. La prima parola è del gruppo consigliare del Partito Democratico, che ha convocato una conferenza stampa nel corso della "Festa democratica" iniziata ieri nella centralissima piazza Sant'Oronzo a Lecce.

Dopo mesi di annunci, oggi è finalmente arrivata la richiesta di convocazione del Consiglio Provinciale per discutere la mozione di sfiducia dell'assessore al Bilancio, Silvano Macculi, presentata dai consiglieri Cosimo Durante, Alfonso Rampino, Roberto Schiavone, Gabriele Caputo e Loredana Capone. "Dopo due anni in cui Macculi ha creato solo ingiustificato allarmismo sul presunto disavanzo ereditato dalla precedente amministrazione di centro sinistra, che poi aumenta e diminuisce a seconda degli umori - sottolinea Durante - è arrivato il momento che il presidente Antonio Gabellone, metta la parola fine all'annosa questione, sollevando il suo assessore dall'incarico, per manifesta incapacità".

Dopo la risposta pervenuta dal ministero dell'Interno, all'interrogazione parlamentare presentata dai deputati Lorenzo Ria e Teresa Bellanova (rispettivamente Udc e Pd), il partito democratico di Lecce ritiene la questione definitivamente chiusa. La conferma pervenuta dal sottosegretario per l'Interno, Michelino Davigo, dell'errore presente sul sito internet della Finanza che ha prodotto un disallineamento dei valori sui trasferimenti di denaro tra Roma e Lecce, e di cui a lungo si è discusso (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=29302), ha definitivamente sollevato Lorenzo Ria e Giovanni Pellegrino, predecessori di Antonio Gabellone alla guida della Provincia, dalle accuse di dissesto del bilancio dell'ente.

E sull'assessore Macculi, al contrario, vengono totalmente scaricate le responsabilità di ripetuti "atti di slealtà istituzionale", di cui la "campagna denigratoria" a proposito del presunto buco milionario, è solo la punta dell'iceberg. Nella mozione, l'attuale amministrazione Gabellone è tacciata di ripetuti ritardi nella predisposizione dei documenti contabili (come il bilancio di previsione e il rendiconto di gestione), di scelte strategiche confuse sia nella gestione delle società partecipate dall'Ente che nella pianificazione degli strumenti finanziari (vedi alienazioni e cartolarizzazioni).

Ma quello che davvero non scende giù al Pd leccese, è la decisione ultima di far pagare ai cittadini le colpe dei mancati trasferimenti di denaro dal governo centrale alla Provincia: a questo, e a nient'altro, servirebbe l'aumento dell'aliquota della Rc auto che "in tre anni, farà recuperare all'amministrazione di Palazzo dei Celestini, più di venti milioni di euro di soldi pubblici", evidenzia Schiavone. Ben oltre i sette milioni di disavanzo ereditati, secondo il Pdl, da quindici anni di governo di sinistra.

Il botta e risposta a distanza, continua poco dopo nella sala conferenze di Palazzo Adorno: da qui Macculi, che non si è fatto cogliere di sorpresa, denuncia "l'ennesima farsa ai suoi danni", respingendo al mittente le accuse. Si riprendono le carte in mano, quindi, e neanche a farlo apposta, il Pdl fornisce una interpretazione speculare della risposta del ministero dell'Interno: l'errore sul sito internet, poteva e doveva essere individuato già prima del 2009 (cioè prima dell'insediamento della nuova giunta Gabellone), da Pellegrino e Ria, grazie ad una semplice verifica dei documenti cartacei (i bonifici, cioè) conservati presso gli uffici finanziari dell'ente.

Né più ne meno di quanto, secondo il Pd, avrebbe dovuto fare invece Macculi prima dell'approvazione del rendiconto del 2009. E' una semplice data, il 2010, a delimitare il terreno di scontro delle due fazioni politiche e a dire il vero, la risposta del ministero non precisa il periodo in cui questa verifica cartacea, che avrebbe svelato l'errore, doveva essere effettuata. In attesa di ulteriori chiarimenti, se ce ne saranno da Roma, l'assessore Macculi risponde picche alla sfiducia: "una richiesta del genere, rivolta a un singolo assessore, non esiste nell'ordinamento giuridico ed è sbagliata nella sostanza", così il Pdl fa quadrato intorno a lui.

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