Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

Bufera al nido ‘Green’, educatrici senza stipendio. “Cesfet non ci ha pagate”

Scaduta la convezione con il Comune di Lecce, il Consorzio che gestiva l'asilo non ha saldato completamente una mensilità di stipendio, insieme a Tfr e tredicesima. Le mastre lamentano disagi, Cesfet attende i versamenti dall'ente appaltante

Lecce – “Siamo stanche di elemosinare il nostro misero stipendio di appena mille euro al mese”. Le educatrici dell’asilo comunale di Lecce ‘Nicholas Green’ sfogano con queste parole l’ennesimo problema sui pagamenti degli emolumenti da parte del consorzio Cesfet che, fino alla fine dell’anno, ha gestito la struttura. Scaduta la convezione con gli amministratori di Palazzo Carafa rimane ancora in piedi il saldo della mensilità di dicembre che è stato corrisposto in minima parte, mediante un acconto. Così come mancano all’appello anche le liquidazioni per il trattamento di fine rapporto (tfr) e le tredicesime. E ancora esiste la totale incertezza rispetto alla data in cui gli stipendi verranno completamente corrisposti, anche se dal Consorzio giungono notizie confortanti: l’ente appaltante (quindi il Comune di Lecce) starebbe provvedendo a versare quanto dovuto. La questione, quindi, potrebbe risolversi nel giro di qualche giorno.

A detta di Cesfet, dunque, il problema dei ritardi avrebbe avuto origine nel passaggio di soldi da parte della stazione appaltante che ha sforato i 30 giorni (previsti per legge) per saldare la sua posizione. Quasi “un classico” della Pubblica amministrazione che, come noto, non si dimostra sempre puntuale. L’ultimo intoppo, in ordine di tempo, sarebbe legato alla chiusura delle ragionerie comunali e del relativo Ambito di zona durante le vacanze natalizie e conseguente riapertura solo alla fine di gennaio, come racconta il coordinatore del Comitato scientifico del Consorzio, Alcino Siculella: “Cesfet ha ottenuto un anticipo dell’80 percento dalle banche, grazie al quale ha potuto saldare gli stipendi di novembre e l’acconto di dicembre ed il disagio ha riguardato tutti i 14 asili nido che gestisce. Il Comune di Lecce e relativo Ambito, dal canto loro, hanno fermato i pagamenti al mese di ottobre 2013, accumulando così un debito che si aggira intorno ai 400 mila euro. Ed i versamenti successivi continuano ad essere oggetto di palleggiamento da un tavolo all’altro”.

I referente della onlus racconta come, grazie ad un accordo con una banca, le maestre avrebbero potuto ricevere con puntualità gli emolumenti, semplicemente accettando di diventare correntiste di quell’istituto di credito: “In questo modo la banca avrebbe girato direttamente a loro gli introiti degli enti locali, a patto di perdere lo 0,30 percento sullo stipendio. L’ipotesi che abbiamo avanzato è stata, però, respinta”. Anche in virtù di questi nodi irrisolti il Consorzio avrebbe deciso di lasciare la gestione dell’asilo nido Green.

Nel caso specifico, però, la presunte responsabilità dell’ente appaltante sui ritardi sembrano estranee all’interesse privato delle dieci educatrici: “Noi facciamo riferimento al Consorzio e non abbiamo intenzione di rivalerci sugli amministratori comunali semplicemente perché questi passaggi di denaro non ci riguardano”, confermano le interessate.

Il loro disagio personale, del resto, ha ben altra portata: molte educatrici, già nei prossimi giorni, potrebbero non essere in condizioni di pagare neppure la benzina necessaria per recarsi sul posto di lavoro. E quasi tutte sono donne, madri di famiglia, alle prese con un’occupazione piuttosto impegnativa e mal retribuita. Ed ora persino gratuita, almeno fino a quando il saldo non sarà completato. La situazione peraltro non è nuova: già un paio di volte, raccontano loro, si sarebbero verificati lunghi ed insostenibili ritardi nel versamento degli stipendi. “Tempo addietro abbiamo dovuto insistere persino per ottenere le buste paga”, incalzano le maestre che sembrano ben intenzionate a far valere i propri diritti. Al punto di non escludere neppure la possibilità di accedere alle vie legali.

Lo stesso asilo nido ‘Green, peraltro, è stato teatro di recenti battaglie sindacali: già nel mese di giugno 2013, infatti, fu interessato da un’occupazione permanente dei lavoratori contrari alla paventata ipotesi di esternalizzare la struttura, ovvero affidarla in concessione al pari di quanto sarebbe dovuto accadere per un altro asilo leccese, intitolato ad Ilaria Alpi. Quella vertenza rientrò, ma a distanza di qualche mese è di nuovo bufera all’interno del nido.

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