Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Caldaie non a norma, querelle rovente. Si muovono Codacons e commissione consiliare

Dopo le perplessità di Confartigianato, l'associazione per i diritti dei consumatori accusa il Comune di non aver informato i cittadini e chiede all'assessore Guido di azzerare tutto. E Rotundo invia richiesta di atti sull'appalto

LECCE – La querelle sulle caldaie inizia a farsi rovente. Dopo i dubbi e le perplessità manifestati ieri da Confartigianato, inizia già a muoversi il Codacons. Che, per voce dell’avvocato Luisa Carpentieri, responsabile della sede di Lecce, annuncia possibili iniziative legali. Tutto questo, mentre anche l’opposizione di Palazzo Carafa fa i suoi passi. Antonio Rotundo, consigliere del Pd e presidente della decima commissione, sul controllo della gestione e degli strumenti di programmazione, ha inviato una formale richiesta di atti al dirigente del settore Ambiente, Fernando Bonocore. Rotundo, in particolare, ha richiesto copia del capitolato d’appalto e del regolamento riguardante la verifica degli impianti termici, per verificare la corretta applicazione delle norme contrattuali.  

Il Codacons, da parte sua, ritiene che non vi sia stata un’adeguata campagna informativa. “Una legge del 2005 imporrebbe l’adozione sui termosifoni di particolari valvole termostatiche – ricorda Luisa Carpentieri -, oltre all’adozione di cronotermostati per la casa”. Si tratta di un obbligo “che graverebbe solo per coloro che dal 2005 ad oggi hanno provveduto alla sostituzione della propria caldaia od abbiano effettuato lavori sull’impianto di riscaldamento”.

L’associazione che tutela gli interessi dei consumatori contesta il fatto che né amministrazione comunale, né società concessionaria, in questi a otto anni, abbiano adeguatamente informato i cittadini della necessità di predisporre valvole termostatiche sui termosifoni in caso di interventi sull’impianto termico.

“Mai un controllo, mai un rilievo, mai una segnalazione da parte del Comune su tale obbligo di legge”, sbotta l’avvocato del Codacons. “I verificatori chiudevano un occhio, i dirigenti Comunali ne chiudevano uno e mezzo e gli amministratori comunali giravano la testa dall’altra parte”. Da qui, una richiesta precisa, rivolta direttamente all’assessore Andrea Guido: “Azzerare tutto, invitare alle dimissioni o licenziare chi doveva controllare e non ha controllato, chiedere i danni alla società che doveva controllare e non ha controllato”.

“Mentre i cittadini Leccesi subiscono l’eliminazione dell’avviso bonario, si preparano ai nuovi piani di allargamento della sosta tariffata ed ad un aumento del costo della sosta – prosegue il legale del Codacons -, subiscono l’aumento indiscriminato degli estimi delle loro case, subiscono sanzioni e controlli per non aver adeguato i propri impianti di riscaldamento alle normative del 2005, i politici rinviano decisioni che riguardano i loro benefit (pass di parcheggio gratuito), cascano dalle nuvole per decisioni che hanno assunto nel tempo e cercano riparo nella giustizia amministrativa con colpevole ritardo (ricorso al Tar contro gli estimi)”.

“Deve essere chiaro a tutti che i cittadini di Lecce, non erano informati dell’obbligo di installazione delle valvole termostatiche ai termosifoni; deve essere chiaro a tutti che, per lungo tempo, i cittadini sono stati avallati, nella loro convinzione di essere in regola, da verifiche che, in genere, non evidenziavano alcuna carenza e che, in ogni caso, non evidenziavano alcun obbligo all’installazione di tali strumenti di controllo. Deve essere chiaro a tutti che tale convinzione è stata suffragata dalla assoluta e colpevole omessa informazione da parte di chi aveva l’obbligo di tutelarci e non ci ha tutelato” aggiunge Luisa Carpentieri.

“Adesso – prosegue - non si può far finta di niente, adesso è il momento della responsabilità perché questo ulteriore esoso, ingiusto ed inaccettabile balzello la città ed i cittadini di Lecce non sono in grado di reggerlo sia economicamente sia socialmente”. E conclude dicendo che “sanzionare oggi significa portare un doppio danno, un danno procurato a cui qualcuno dovrà rispondere perché il diritto ad una adeguata informazione è un diritto che la legge riconosce ai consumatori ed è un diritto che il Codacons di Lecce sosterrà con il massimo vigore possibile in ogni sede”.

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