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Cambi d'uso nel centro storico: delibera incassa il plauso di Confcommercio

Il provvedimento presentato dall'assessora Rita Miglietta è stato approvato in consiglio comunale. Per l'associazione di categoria è "un elemento di chiarezza e regolamentazione"

LECCE – La delibera sulla variante delle regole urbanistiche per le attività commerciali nel centro storico ha incassato l’approvazione della maggioranza in consiglio comunale – con astensione del centrodestra - e anche un convinto via libera da Confcommercio.

Il provvedimento consente il cambio d’uso all’interno della medesima categoria: un negozio di vicinato, ad esempio, potrà diventare un locale con somministrazione, ma a patto che ricorrano specifiche condizioni, come ha spiegato l’assessora all’Urbanistica, Rita Miglietta: “Con questo provvedimento forniamo un contesto di norme chiare per chi ha investito e vuole investire nel centro storico, anche a beneficio di una leale concorrenza tra pubblici esercizi, finora viziata da non scelte che hanno assecondato confusione. Il cambio funzionale degli esercizi di vicinato in pubblici esercizi è consentito soltanto in presenza di una accertata presenza di destinazione d’uso urbanistica di tipo commerciale e della realizzazione di tutto quanto necessario per il raggiungimento dei requisiti igienico sanitari”.

“La delibera – ha commentato Maurizio Maglio, presidente di Confcommercio - è finalmente un elemento di chiarezza e regolamentazione in un’area della città dove da anni si registra una problematica convivenza tra i locali con licenza di somministrazione di alimenti e bevande e una moltitudine ibrida di negozi di vicinato del settore alimentare. Si tratta di un provvedimento che del resto segue precisi pronunciamenti in tal senso di Tar e Consiglio di Stato e che va nella duplice direzione di mettere nelle condizioni operatori provvisti dei requisiti ad operare come attività di somministrazione e di ricondurre, anche con i dovuti controlli, ad una dimensione di commercio propriamente detto quanti hanno operato in questa zona grigia creata dalla normativa urbanistica esistente, a scapito dei tanti operatori provvisti di regolare licenza di pubblico esercizio”.

Nello stesso tempo è stato approvato un ordine del giorno firmato dai capigruppo della maggioranza che impegna l’amministrazione in tre direzioni: la prima, a presentare entro tre mesi lo stralcio del documento strategico del commercio riguardante il centro storico, con la previsione delle attività ammesse “sul modello di altre città italiane d’arte; la seconda, ad accompagnare i titolari degli esercizi interessati al cambio d’uso nel percorso di adeguamento; la terza a fare una precisa ricognizione dello status quo con la verifica nei locali con somministrazione già esistenti dei requisiti igienico sanitari richiesti.

L’assessora ha anche sgombrato il campo rispetto a ipotesi ritenute fantasiose: “Non ci sarà alcun numero chiuso, come leggo in alcune interpretazioni dell’ordine del giorno approvato in seguito e del quale ringrazio la maggioranza perché ha ulteriormente qualificato il percorso politico e amministrativo che stiamo compiendo, ma piuttosto, nell’ambio del documento strategico del commercio, una pianificazione contemporanea, ordinata e espressione di questo equilibrio. Il centro storico ha bisogno di diversificare l'offerta, è la molteplicità che potrà salvaguardare il suo essere attrattivo, e in tal senso, quegli esercizi di vicinato che hanno locali piccoli che rendono difficile la realizzazione dei servizi igienici, potranno scegliere l'offerta commerciale che riterranno più adeguata, anche aprendo a nuove tipologie sia legate al food che ad altro. Dobbiamo iniziare a guardare al futuro restando flessibili, la nostra città storica, è un bene prezioso da tutelare, e non una risorsa da sfruttare in maniera intensiva e poco durevole”.

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