Cambio d'appalto Aqp sospeso dal Tar: protestano i lavoratori licenziati

Cobas chiede alla prefettura di convocare un tavolo tecnico: "Nel contenzioso legale tra ditta uscente e subentrante i dipendenti non sono stati riassorbiti e hanno pagato il prezzo più alto"

LECCE – Cobas è scesa in campo per difendere i diritti dei lavoratori dell’Acquedotto pugliese impiegati nel servizio di manutenzione della rete idrica e fognaria.

I dipendenti però - dopo la gara bandita da Acquedotto pugliese per il nuovo affidamento dei servizi– ancora attendono di far valere la clausola sociale: ovvero il diritto di transitare nelle nuovo ditte che si sono aggiudicate l’appalto.

All’origine del problema, spiegano i referenti provinciali e regionali del sindacato di base, vi è un contenzioso legale: la ditta uscente, infatti, la Sogit,  ha presentato ricorso al Tar che ha concesso la sospensiva del bando.

È tutto fermo, dunque, negli ambiti 10 (Lecce), 12 (Maglie) e 13 (Tricase): la vincitrice dell’ambito 12 è l’azienda Mobint, che però in virtù della sospensiva del Tar non ha proceduto ad assorbire la forza lavoro; per gli altri due ambiti, invece, non sono state ancora individuate le ditte vincitrici.

Il Tar ha sospeso il passaggio di testimone tra Sogit e Mobint, dunque, mentre i lavoratori licenziati sono rimasti con il cerino in mano, nell’attesa che il contenzioso legale si risolva.  

Cobas ha portato all’attenzione della prefettura il problema, incontrando nel corso della mattinata il vice capo di gabinetto Sergi cui ha chiesto di intervenire per sbloccare l’impasse, convocando un tavolo tecnico tra Aqp, Regione Puglia e amministratori delle azienda coinvolte.

“Sono 90 le famiglie salentine alle prese con un danno economico, derivato dalla mancata attivazione della clausola sociale: chi ha pagato il prezzo più alto in questa contesa sono stati i lavoratori - denunciano gli esponenti di Cobas - ma non possiamo sottovalutare neanche le problematiche sanitarie e di sicurezza della gestione delle reti fognarie ed idriche”. 

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Ai dipendenti hanno voluto replicare, però, gli amministratori della società Mobint: "Già nel mese di dicembre abbiamo offerto a tutti i dipendenti l'assunzione a tempo indeterminato, a parità di condizioni, ma non hanno accettato per ragioni che non comprendiamo".

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