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Efficienza dell’amministrazione e uffici giudiziari: via alla riforma. Il Tar è salvo

La Camera dei deputati ha approvato il relativo decreto legge: non saranno soppresse le sedi del tribunale amministrativo che hanno luogo nelle città che ospitano anche la Corte d'Appello. Premiata la mobilitazione bipartisan

LECCE – Il Tar di Lecce è stato definitivamente risparmiato dalla scure della riforma del sistema giudiziario. In un primo momento, infatti, era stata proposta la soppressione della sede leccese, così come di altre sette, ma la mobilitazione politico-istituzionale a difesa del presidio amministrativo ha sortito i suoi frutti.

Nel decreto legge per la Semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari, Riforma della pubblica amministrazione, approvata oggi alla Camera, sono state espunte dell’elenco originario tutte le sedi che ospitano anche Corte d’appello: oltre al capoluogo salentino anche Brescia, Salerno, Reggio Calabria e Catania. Per le restanti tre – Parma, Pescara e Latina – il termine di chiusura è stato prorogato al luglio del 2015.

Il 27 giugno, nel corso di un consiglio comunale monotematico convocato dal sindaco di Lecce, Paolo Perrone, era stato approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegnava la deputazione regionale e parlamentare a intraprendere ogni iniziativa utile per evitare la soppressione del tribunale amministrativo. Ed era stata in quella sede messa in evidenza l’analogia tra Lecce e Catania: per carico di lavoro i rispettivi Tar superano quelli di Bari e Palermo.

Seppur con sfumature diverse tutte le forze politiche – erano presenti i parlamentari Diego De Lorenzis, Rocco Palese, Roberto Marti, Francesco Bruni e Salvatore Capone – si erano dette pronte a contrastare la strategia di tagli orizzontali decisa inizialmente dal governo.

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