Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica Gallipoli

Campagna elettorale "calda", ruggini Pdl-Coppola

A poche ore dalla ufficializzazione delle liste per le provinciali riemergono vecchie ruggini tra il partito di Vincenzo Barba e il consigliere uscente legate alla caduta dell'amministrazione comunale

Il capogruppo della civica Grande Gallipoli Coppoa

Sarà che il clima della campagna elettorale porta un po' tutti i potenziali candidati e le forze politiche in campo ad essere un tantino troppo euforici. E a volte (come forse in questo caso) a rivangare vecchie e mai sopite ruggini, per demonizzare oltremodo qualche papabile concorrente in lizza per le prossime consultazioni alla Provincia, a di poco scomodo o "ingombrante"? Una considerazione che, più che a margine, va in premessa, nel registrare le ultime novità sul piatto della campagna elettorale in vista delle rinnovo del Consiglio provinciale, in quel di Gallipoli. E che nell'attesa delle ufficializzazioni dei vari candidati in campo (Salvatore Di Mattina, Tommaso Scigliuzzo, Antonella Greco, Enzo Benvenga, Antonio Barba, e via discorrendo tra i nomi più gettonati) sembra infiammarsi fin dagli albori nei confronti del consigliere provinciale uscente Giuseppe Coppola. O meglio, proprio in queste ore nevralgiche è riesplosa vibrante la contrapposizione più personalistica che politica a quanto pare, tra il sodalizio politico gallipolino del Pdl e l'ex candidato sindaco della lista civica Grande Gallipoli che negli ultimi cinque anni ha occupato gli scranni di Palazzo dei Celestini tra le file dell'opposizione di centrodestra. Lui, Coppola, uomo fedele di Fitto, Baldassarre, Palese e compagni, ritenuto "a 40 km di distanza" tra gli artefici della caduta dell'amministrazione gallipolina di centrodestra guidata dall'ex sindaco Vincenzo Barba ormai oltre due anni addietro.

Un "oltraggio" che il Pdl non sembra avergli ancora oggi perdonato del tutto, atteso che commentando una recente sentenza di condanna di primo grado del Tribunale di Lecce (sezione di Gallipoli) su presunti abusi edilizi nella struttura turistica legata alla famiglia Coppola, il capogruppo del Popolo delle Libertà gallipolino, Salvatore Di Mattina ha rievocato proprio quella travagliata vicenda politica e demonizzato il comportamento dell'allora consigliere comunale di maggioranza. Nel contempo viene legittimato invece il comportamento "ligio" portato avanti dall'allora sindaco Barba nel procedere con la disposizione dei controlli sui lavori portati avanti nel campeggio "La Masseria". In buona sostanza Di Mattina mette in relazione i due fatti: ovvero che l'allora decisione di Coppola di porre fine al governo Barba (con la firma congiunta di 13 consiglieri comunali) sia maturata proprio in seguito a quel provvedimento dell'allora sindaco di Gallipoli e da lì sia partita tutta la contrapposizione di Coppola al partito di Forza Italia prima, e al Pdl ora. "Semplici insinuazioni di bassa lega", invece per Giuseppe Coppola che, pur interpellato non intende replicare limitandosi a mostrare meraviglia per come un partito garantista quale è il Pdl possa "strumentalizzare una sentenza di primo grado già per altro appellata?.". E se si trattasse di un messaggio politico per il consigliere provinciale uscente della serie: "Per te nel centrodestra provinciale ora non c'è più posto..". Il diretto interessato glissa e lascia intendere che non ci sarà nessuna candidatura. Forse. Anche se sembra che oltre al candidato presidente Gabellone anche Fitto si sia mosso per invitarlo a cambiare idea. Si vedrà in queste ore.


Di certo resta il comunicato diffuso dal capogruppo Pdl gallipolino, Salvatore Di Mattina che non è affatto tenero e che tra le righe non fa altro che far riesplodere la guerra intestina Pdl-Coppola. Nota che testualmente recita: "Apprendiamo dalla sentenza nr.132 del 9 aprile 2009, emessa dal Tribunale di Lecce - Sezione distaccata di Gallipoli- che i dubbi sollevati dall'Amministrazione comunale guidata dall'allora sindaco on.Vincenzo Barba, nel 2007, riguardanti la costruzione di un gruppo di strutture, nonché la realizzazione di un chiosco bar con copertura in legno effettuati nella struttura ricettiva di proprietà anche del consigliere Giuseppe Coppola, in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico, erano rilievi non soltanto fondati, ma anche assolutamente dovuti. Tutto ciò a dimostrazione del fatto che nessuno può pensare di agire fuori dalla legge in sprezzo alle regole, anche se a governare ci sono un Sindaco ed una maggioranza della propria parte politica. Quando l'allora amministrazione guidata da Vincenzo Barba dispose - in ossequio a precise e puntuali sollecitazioni - alle forze di Polizia municipale di controllare che i lavori intorno alla piscina del complesso turistico denominato 'Centro Vacanze - La Masseria', di proprietà del Gruppo Coppola, fossero fatti nel rispetto delle norme e delle regole, l'allora capogruppo del primo partito di maggioranza in Consiglio comunale non trovò meglio da fare che - piuttosto di attendere le necessarie e opportune verifiche degli organi deputati - complottare contro il sindaco, andando a firmare, lui, che era, per di più, anche consigliere in carica di Forza Italia alla Provincia di Lecce, un accordo con i consiglieri comunali di opposizione per far cadere la Giunta Barba. Quasi che - illudendosi - la militanza politica nella stessa coalizione del sindaco potesse significare una sorta di impunità nei suoi confronti! Vincenzo Barba sindaco e la sua giunta, invece, con grande rispetto delle regole della democrazia, dimostrarono che niente e nessuno è superiore alla legge e che, se bisogna correre il rischio di perdere la propria poltrona pur di onorare il valore della legalità, ciò poteva anche accadere. La sconsideratezza del consigliere Coppola è costata a Gallipoli un anno di commissariamento! Ma, in ossequio al principio che la virtù e la verità trionfano sempre, mentre il vizio e la falsità, invece, vengono sempre sconfitti, non soltanto l'Amministrazione Barba è ritornata al governo della città di Gallipoli sotto la guida del sindaco Giuseppe Venneri, ma una sentenza degli organi giudiziari ha dimostrato quanta coerenza ci fosse nei timori di Vincenzo Barba circa il comportamento imprenditoriale, anche, del Gruppo Coppola. Il tempo è galantuomo ed ha confermato l'onore politico di un sindaco, Vincenzo Barba, che pagò in prima persona il vergognoso scioglimento del Consiglio Comunale, vanificando una molteplice serie di progetti tesi allo sviluppo e alla crescita della nostra città, del territorio e dei gallipolini tutti".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Campagna elettorale "calda", ruggini Pdl-Coppola

LeccePrima è in caricamento